Non sono una sirena

15 Dic

Quando tutti camminano a passo d’uomo e invece a me sembra di annegare in un oceano cercando di risalire in superficie.

Ogni tanto chi cammina di fianco a me si volta e mi dice: “Ma cosa fai? Dai, fatti forza ed esci da quella pozzanghera!” e io rimango ancora più incastrata tra le loro parole che si trasformano in alghe e bloccano le caviglie al fondale.

C’è anche chi mi aspetta, mi butta un galleggiante, nuota con me in silenzio aspettando che passi. Ma sono sempre due velocità diverse, due mondi che si sfiorano ma non si intrecciano mai.

Ci sono giorni che vedo anche io le pozzanghere, altre l’oceano.

Capita.

Sono un essere umano ed è umano annegare quando sto troppo immersa nell’acqua a far finta di essere sirena, invece di fare la cosa più difficile che ci sia: accettarmi per come sono. Accettare di avere due braccia, due gambe, capelli arruffati e pensieri tristi. Ci si stanca, a non essere se stessi.

Quello che devo fare, ora, è trovare un’isola dove potermi riposare quando trovo il mare ad aspettarmi. Un’isola, dentro di me.

Isola casa per l'anima

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Libri facili per raccontare le emozioni difficili ai propri figli: la mia esperienza

18 Set Panda likes cuore Giacomo Bevilacqua

I bimbi hanno un set ben definito di emozioni, e le esprimono senza pudore. Passano dalla gioia sfrenata alla disperazione assoluta; basta un momento per vedere l’attesa, la paura o la sorpresa nei loro occhi. Come adesso: Cami sta giocando in camera da sola ridendo e inventando parole magiche e subito ad un tratto, non riuscendo a far girare l’hula hoop come avrebbe voluto, si è ritrovata a lanciare i cubetti di gomma dalla rabbia. Sta provando la frustrazione. Si è sfogata, ha tirato un sospirone e poi ha detto “Sto giocando a fare il mare”.

I bambini hanno questa capacità da ammirare: provano le emozioni nel profondo della pancia, le vivono tutte, le assaporano, e quando hanno finito, le dimenticano. Passano oltre. Non c’è ricordo di quello che è stato, non c’è rancore o malinconia; non c’è vergogna, perché vivono il presente. E’ una dote bellissima che poi si dimentica crescendo, ma che credo tutti dovremmo tornare a testare.

Nonostante questo vissuto intenso i nostri figli spesso non hanno idea del nome dell’emozione che stanno vivendo. Da piccoli conoscono le emozioni base, come gioia, paura, rabbia, disgusto, tristezza (avete presente Inside Out? ). Crescendo e vivendo esperienze, formano tanti altri piccoli tasselli che incastrati tra di loro formano nuove emozioni. E’ una cosa nuova, non sanno come gestirla, e le nostre parole “da grandi” spesso non hanno effetto perché comunichiamo con dei vissuti differenti. Noi abbiamo idea della causa e dell’effetto, dei se e dei ma, dei limiti e delle vittorie, dell’esperienza. Per i bimbi è una cosa che si impara con il tempo, ma noi possiamo aiutarli nella scoperta delle emozioni che hanno.

Ecco i libri sulle emozioni che ho già, quelli che ho trovato, quelli che mi piacciono:

Ieri ero alla ricerca di qualche libro per giocare a imparare questo marasma che è il nostro cuoricino umano 🙂
Ho già alcuni grandi classici come “Che rabbia!“, ma volevo qualcosa di più generico, che racchiudesse lo spirito delle emozioni.

Mi è piaciuta molto la copertina del libro di Mary Hoffmann, “Il grande grosso libro delle emozioni“. Lei è la stessa autrice de “Il grande grossolibro delle famiglie” (che sono tutte, non ci sono stereotipi, ok?) e quindi mi ha ispirato il suo modo di poter vedere le emozioni. L’ho comprato. Perché tutte le emozioni sono importanti, anche quelle brutte. Vediamo come sarà 🙂

Una mia grande amica, la Sam, ha regalato a Camilla l’edizione precedente di questo bellissimo libro pop-up sulle emozioni, che le differenzia a seconda del colore. “I colori delle emozioni” è molto semplice da leggere e per i bimbi più piccolini è facile associare un’emozione a qualcosa di concreto come un colore, o una forma. E il pop-up li lascia a bocca aperta. Spesso lo usavamo prima della nanna, associando le emozioni appena lette alle esperienze fatte durante la giornata: un litigio al parchetto per l’altalena, la gioia di vedere la mamma alla fine dell’asilo, il relax del bagnetto… Un libro che si rilegge tante volte, sempre volentieri perché mette in contatto genitori e figli.

Per  bimbi più piccolini, dai 3 ai 6 anni c’è “sei folletti nel mio cuore” i cui disegni sono orribili ma è la versione per piccoli di un libro+CD molto famoso e della catena Erikson che tratta argomenti di psicologia.

emozionrio libro con illustrazioni emozioniPer i più grandicelli, in fase preadolescenziale (ma anche per gli adulti che non hanno dimestichezza con l’intelligenza emotiva) ho trovato “L’emozionario. Dimmi cosa senti“, un bel libro grafico con tanti illustratori diversi e la copertina rigida, dove le emozioni sono raccontate in modo fluido, e ci son tante piccole sfaccettature dei sentimenti. Da provare. Io lo regalo sempre agli amici in difficoltà affettiva, più per far sapere loro che ci sono che per metterli a studiare! 🙂

I bambini spesso non riescono a tradurre le emozioni nel volto, nei gesti e nelle azioni degli altri. Anche perché gli adulti sono molto più complessi e conoscono milioni di sfaccettature rispetto alle emozioni primarie. Noi siamo sempre stati abituati a spiegare alla Cami la verità, con parole semplici e senza tanti giri di parole. Vedere un papà arrabbiato o una mamma piangere può capitare; noi abbiamo sempre raccontato, per esempio, che la mamma piangeva perché era triste per qualcosa che era successo, oppure che le lacrime che scendevano erano di ilarità perché era successa una cosa molto molto divertente. Anche i nonni hanno comportamenti strani, oppure le persone che passano per strada o che vivono con noi a scuola o in piscina. Saper tradurre anche le emozioni degli altri è importante per sapere come reagire e che la causa non siamo noi. Come quando io e il Papà ci siamo lasciati e lei provava tristezza e malinconia. Tutto è normale e bisogna abbracciare anche questi dolori, sapendo e imparando che lei non è la causa di questa rottura. Chissà cosa sarebbe successo se noi genitori avessimo lasciato parlare i cuoricini.

E le emozioni spiegate ai genitori?

Comprendere le emozioni non è facile per noi adulti, figuriamoci per i bimbi! Ma per noi grandi ho trovato bellissimo questo libricino di esercizi tipo auto-aiuto.

quaderno esercizi per sviluppare l'intelligenza emotivaQuaderno esercizi per curare ferite del cuore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I “Quaderni di esercizi per…” (ce ne sono per tutti i gusti) sono leggeri da portarsi in giro e dentro ci sono diverse attività: spiegazioni, disegni simpatici, riflessioni e soprattutto esercizi da scrivere proprio nel quadernino per guardarsi dentro e scoprire un po’ più di noi. Io apprezzo tanto anche perché mi piace scarabocchiare e pensare e fare ghirigori.

Anni fa regalai  questo bellissimo libro dalla copertina rigida alla nostra famiglia. Forse per Camilla è troppo presto perché è un alfabeto dei sentimenti deliziosamente illustrato con le filastrocche in rima, ma io e il Papà lo leggevamo insieme; probabilmente non era quello di cui avevamo bisogno, ma credevo davvero di riucire a superare la diversità-routinoe-noia-fastidio ascoltandoci senza giudizio.

E tu come fai ad insegnare le emozioni ai tuoi bimbi?

La Sardegna visitata in toccata e fuga

12 Ago Ulivo millenario a Cuglieri, in Sardegna

Le strade che portano alla Sardegna sono fatte di montagne giganti che noi adulti chiamiamo colline. Pochi alberi sono boschi e la macchina sfreccia alla velocità della luce.

Le prime vere vacanze, con viaggi, trasferte, valigie e tragitti infiniti, non si scordano mai. Soprattutto se si vivono con gli occhi di un bambino. Le domande sul mondo sono sempre aperte da un “perché…?”. E le risposte cercano di essere il più vere e semplici possibili, per imparare le verità su ciò che ci circonda anche a quattro anni e mezzo. E poi questa era la prima vacanza senza il papà, e vedere Camilla fiduciosa e felice nonostante gli mancasse mi ha rempito di gioia.

Quando si va in Sardegna, si prende il traghetto o l’aereo: noi abbiamo navigato e lì dentro il mondo è immerso in una bolla fatta di cibo costosissimo e angolo bimbi con parco giochi no-stop. Il vento che arruffa i capelli quando sei sulla prua della nave è magico però, e si sfidano le leggi della gravità per rimanere in piedi e non volare come Peter Pan.

La macchina è fondamentale per girare le spiaggie o l’entroterra, ma le strade che ti portano da un luogo all’altro sono qualcosa di meraviglioso: anche se la terra arida prende il sopravvento per la siccità, i campi sono esplosioni di ulivi, fiori, cactus, boschi e staccionate sgarruppate, chiesette e castelli abbandonati, colori caldi, aria limpida e profumo di pulito.

Castello abbandonato in Sardegna a Cuglieri

I paesini arroccati sulle montagne riportano indietro nel tempo. Le signore vestite di nero col velo in testa scrutano con sguardo attento e buono i nuovi arrivati, gli sconosciuti per strada salutano sempre con buongiorno e buonasera, le feste di paese sono organizzate in modo che ognuno porti qualcosa da mangiare e si stia tutti insieme, seduti in panchine arrangiate con balle di fieno poste in mezzo alle vie di casette colorate.

Sicuramente il mare della Sardegna è da vivere, ma non è attrezzato come un bagno a Rimini o Riccione. Per questo in questi giorni di vento abbiamo preferito esplorare la terra, scoprendo un bosco fatato -più per me che per Camilla, in verità- e un ulivo millenario che sonnecchia in attesa dei suoi visitatori.

Il Mare però è qualcosa di magnifico. Mare con la M maiuscola. Rimani a fissarlo per minuti interi (non ore, ho pur sempre una bambina a cui badare) e quando il corpo si rinfresca onda dopo onda mentre sei seduta sulla riva di questa distesa di acqua, lui sembra ringraziarti per esserti concessa uno spazio di calma in un periodo di pensieri. Pulisce l’anima, il Mare della Sardegna. Ma anche le persone in vacanza con noi hanno contribuito a togliere i calcinacci dal cuore e dalla testa.

mamma e figlia in spiaggia Sarda,acqua limpidissima

spiaggia di sassolini bianchi in Sardegna

Spiaggia pulitissima in Sardegna per i bimbi

tramnto 2017 a S'archittu, Cuglieri, Sardegna

E quando è tempo di tornare, anche se le cose sono sempre un po’ difficili, si ha più energia e il sorriso rimane stampato fisso anche quando le perosne cercano di abbatterti. Perché le persone che ci amano ci sono sempre, al fianco. E progettano con noi la prossima vacanza. Ho qualche idea in mente…

bullettjournal infografica vacanza sardegna

Diffidate della mamma single in condominio!

11 Lug cassette delle lettere in fila di forme e materiali diverse

Abito in una palazzina appena fuori dal centro città, in un quartiere verdeggiante costruito negli anni ’70. Qui tutte le famiglie hanno comprato le loro abitazioni; i miei condòmini sono tutti proprietari dei loro bellissimi appartamenti  che 50 anni fa erano all’ultima moda. Per lo più sono signori anziani: alcune vecchiette sole -di quelle che d’estate si vestono con maxi vestitoni a fiori smanicati-, altre più arzille e attive, parecchie coppie sposate da più di 30 anni e un paio di famiglie giovani con e senza figli.
E’ bello, il mio condominio. Seppur abitato da tante realtà diverse, eravamo inclusi.

Fino a quando eravamo una famiglia perfetta. Poi ci siamo SE-PA-RA-TI.

Non si può dire quella parola, è come se pronunciassi Voldemort al party dei Grifondoro, non sono mica così matta!

Quando il papà di Camilla è andato via di casa non abbiamo lanciato vestiti fuori dalla finestra, urlato a perdifiato (anche se di litigi nei mesi prima ne avevamo fatti eccome), rotto piatti e sbattuto porte. Eravamo così esasperati che un giorno è successo. E poi, per un periodo, ha continuato a frequentare casa, un po’ per stare con nostra figlia, un po’ per recuperare le sue cose personali. E per la palazzina questo via-vai era nella norma. Un giorno però è arrivata la cena di condominio nel giardino di casa. Lì tutti i presenti, chiedendo casualmente dove fosse Simone, hanno saputo. E’ andato via!

Avete presente quella sensazione in una conversazione di circostanza e ti accorgi di esserti imbattuto in un argomento spinoso? Quando con nonchalche fingi che sia tutto nella norma ma il tuo collo si irrigidisce e con la coda degli occhi cerchi le vie di fuga più vicine per uscire da quella situazione imbarazzante? Quella sensazione di imbarazzo che permea l’ambiente, bloccando i suoni e rendendo l’aria rarefatta? Ecco, ero io la situazione imbarazzante! In un condominio dalle famiglie perfette, con o senza prole, con i nipotini e l’odore di arrosto per le scale la domenica, io e Camilla siamo diventate un’eccezione.

Gli atteggiamenti nei miei confronti sono cambiati radicalmente, da qul giorno in poi. Se prima le persone mi salutavano e si fermavano a chiaccherare per le scale, ora i saluti sono saltuari; non sono più dentro al circolo del gossip di condominio e non so le ultime novità della zona (anche perché probabilmente ora sono uno degli argomenti di conversazione). Ma ogni vicino ha iniziato a comportarsi in maniera strana nei miei confronti, e io ridendo, ho fatto una classifica dei vicini di casa che parlano con una mamma single e sua figlia.

signore che fanno gossip sul condominio - dillo alla mamma

Il diffidente ossessivo:

quando arrivi in macchina e parcheggi di fronte al suo balcone, tira giù le tapparelle. Poi inevitabilmente passi davanti alla sua porta di casa e dà 4 mandate alla porta blindata. Se ti incontra per strada attraversa per schivarti e appena ti ha superato torna sul tuo stesso marciapiede. Guarda con aria diffidente i tuoi ospiti e studia le tue amiche ferme in macchina quando scendi. È il vicino di casa ossessivo che vede il male dappertutto.

Il cordiale disprezzante:

tiene lo sguardo alto e sorride a denti stretti, pronunciando un “buongioooorno!” altisonante. Ti guarda mentre aspetti l’ascensore e fa la sua prima domanda di rito, di solito rivolta al tempo metereologico, per poi incalzarti subito con qualche domanda per scoprire i tuoi scheletri nel’armadio. “Ma la bimba, tutto bene? Sentirà la mancanza del papà? Sicuramente una scelta difficile. Speriamo che non ne risenta… Ma come ma vi siete lasciati? Qualche problema…?” E un po’ di sticazzi, non ce lo mettiamo?

Il vicino fantasma:

sai che è lì, lo senti camminare nella sua stanza, fa la spesa perché porta fuori il suo bidone della spazzatura. Senti eccheggiare la sua voce nella tromba delle scale quando spettegola con la vicina sulle ultime novità del palazzo e della strada. Ma tu non l’hai mai più vista, è scomparsa. È diventata invisibile. Quando passi davanti alla sua porta di casa,  un brivido forte passa lungo la schiena e senti una folata di vento gelido, come se il suo spirito fosse attorno a te a vegliarti o dannarti. Ma di sicuro il suo ruolo sarà quello di non guardarti mai più in faccia.

I nonni scandalizzati:

hanno passato la guerra, loro. Sanno cosa è il sacrificio, loro. Sono rimasti insieme quarant’anni senza possibilità di divorziare, loro.  E tu invece? Tu sei una madre degenere che mette al primo posto la sua stessa persona piuttosto che  bisogni di sua figlia, certo. Mentre mia figlia e la loro nipotina giocano in giardino, lei parla alle vicine di casa in mia presenza: “Come si permettono questo giovani a decidere di separarsi dopo solo pochi anni di convivenza? E non erano neanche sposati!”. Breaking news, granma: anche le mamme single hanno le orecchie!

Voi avete trovato altre categorie di abitanti di condominio? Anche se non siete separati fa lo stesso, fanno sempre numero!

Che poi, si sa, come si fa a volere una mamma single in giro per il palazzo? E’ scandaloso. E se portasse orde di uomini in casa? E se si dimenticasse di pagare l’ascensore?

Mi volete, per caso, nel vostro palazzo? 🙂

Il signore degli anelli raccontato ai bambini (ma la morale non funziona)

30 Giu
Camilla si fa bella per andare al parco.
 
Mette la gonna di jeans, la maglietta da ballerina; prende una scatolina, la apre, tira fuori una collana e un anello. Li indossa. Tira fuori anche l’oroogio, poi ci pensa su e lo rimette a posto.
 
Durante il tragitto ci fermiamo in gelateria, e mentre mangiamo Camilla svende l’anello a me, e poi a suo papà.
 
“vuoi tenermi l’anello? È pure di legno, ci sono anche le ciliegie diegnate sopra”
 
Io e suo padre ci guardiamo, poi incominciamo:
 
-Sai camilla che c’è la storia di un tato che per tre libri lunghiiiiiiiissimi ha portato un anello in giro per il mondo?
-Sì, in tre libri ha fatto solo quello, pensa te!
-E sai che non poteva neanche metterlo al dito?

Lei ci pensa un secondo, poi chiede: “E perché?”

-Perché se lo indosava il suo proprietario sapeva dove si trovata e andava a riprenderselo…
-… ma era cattivo, e non potevano farlo succedere!
Sempre più perplessa, chiede cofnerme: “E allora?”
-E allora sono andati in lungo in largo, con questo anello magico legato ad una collana, a cercare un posto dove romperlo.
-Pensa che gli dispiaceva pure non poterselo mettere, non resisteva più, questo tato!
-E poi ha dovuto bruciarlo, che peccato… e invece tu non lo vuoi tenere più il tuo bellissimo anello?
Lo guarda, ci pensa, poi risponde.
“No.”
 
-Ma come, nonti ha impressionato la storia del tato che fa tutta quella fatica per portare l’anello e poi lo deve bruciare?
 
“Eeeehh… no. Andiamo al parco?”
 
Ah, ok.
Frodo, bisogna che ti dai da fare per crescere dei degni allievi in caso di un nuovo anello. Noi abbiamo fallito.
frodo-clams-the-ring

Manifesto contro l’insensibilità

8 Giu

Serratura antica in porta in legno

Che sia ogni giorno un giorno per sgranare gli occhi e meravigliarsi delle nuvole che fendono paesini di montagna a metà.

Che sia ogni giorno il giorno per lasciare la serratura del cuore aperta in attesa che qualcuno abbia la delicatezza di inserire la chiave e risvegli le emozioni assopite.

Che sia ogni gorno il giorno per versare lacrime e ricucire ferite: da soli, a teatro, in pubblico, in mezzo ad una piazza, mentre prendi la metro, abbracciati a vostro figlio o in mezzo alla famiglia.

Che sia ogni giorno il giorno giusto per aprire la bocca e mostrare tutti i denti mentre si ride di gusto, usando tutta la voce che si ha in corpo per gridare gioia. 

Che sia ogni giorno il giorno giusto per abbassare la maschera e non cedere alla costruzione di un personaggio mentre qualcuno ti è di fronte e ti guarda negli occhi, perché farsi travolgere dall’emozione dell’altro è il miglior modo per imparare ad usare quella stessa emozione nella vita, o imparare ad accoglierla senza morirne.

Lasciati travolgere dalle persone. Ogni persona che passa nella tua vita può insegnarti qualcosa. E se fa male, se la vuoi scacciare, se ne scappi… probabilmente è la cosa più dolorosa e giusta da affrontare. E se fa bene… accoglila e prenditene cura.

Kidsbit 2017: il festival ultragalattico per piccoli esploratori digitali

3 Mag

Se c’è una cosa che amo sono i festival, di più se ci sono tecnologia, arte e spaciugamenti interattivi.

Io e Cami andremo a KidsBit, a Perugia dal 26 al 28 maggio!

Qui sotto, nel post di Around Family blog, trovate tutte le info per viaggiare e alloggiare con la famiglia, fatemi sapere se andrete!

Around Family Blog

Qualche giorno fa, parlando davanti ad una platea di imprenditori in Cina, Jack Ma il proprietario e Ceo di Alì Babà, il più grande sito e-commerce del mondo, ha detto: “L’intelligenza artificiale sarà una realtà entro i prossimi trent’anni. E’ necessario però che le nuove generazioni comincino da adesso a capire come funziona, affinché siano in grado di poterne sfruttare gli enormi vantaggi, evitandone i problemi”.  Anche per questo è necessario partecipare a Kidsbit, Festival dedicato a innovazione, tecnologia e creatività digitale dedicato ai bambini e al loro futuro, in programma a Perugia dal 26 al 28 maggio.

Manifesto Kidsbit2017

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10 + 1 indispensabili per i primi mesi di vita del neonato

19 Apr copertine biologiche delicate per neonati

Quando Camilla stava per nascere sono stata presa dall’ansia di avere tutto a disposizione e disponibile a portata di mano. Copri capezzoli in cotone biologico? Ce li avevo. Tre tipi diversi di tiralatte? ce li avevo. In realtà con il senno di poi ho capito che le cose veramente utili per una mamma e il suo bimbo appena nato sono pochissime.

Se state ancora aspettando che la morfologica vi dica il sesso del vostro piccolo ma i nonni non vedono l’ora di riempirvi di regali, se state leggendo tutte le pagine web sugli indispensabili per la cura del bebè ma non siete soddisfatte, se volete fare un regalo elegante ad un’amica in attesa ma volete anche che sia un oggetto utile: questo album fa per voi!

Ho fatto una lista degli accessori per bimbo e per mamme che io reputo fondamentali e pratici da usare sopratttto se siete neomamme. Spero vi possa essere utile o che possa aiutare qualche amica in preda allo shopping compulsivo da nascita!

Cuscino allattamento:

cuscino allatamento per mamme con decorazioni designSanto subito il cuscino per l’allattamento! Di notte in gravidanza lo usavo per dormire sul fianco supportando schiena e pancione; appena nata la bimba quando non lo usavo per supporto all’allattament lo mettevo… sotto il sedere! Ero molto molto molto più rilassata! Sul sito ci sono diversi colori e trame.

Lo trovi qui: http://amzn.to/2hutMNp

 

Tutina con bottoni davanti

tutina neonato ciniglia bottoni davantiProvate cambiare 6 volte al giorno (se va bene! Avete idea di quanta cacca facciano i bimbi appena nati?) vostro figlio appena tornati a casa dall’ospedale con la paura di rompergli un braccio! Le tutine con i bottoni davanti si aprono del tutto ed è molto più facile fare il cambio pannolino!

Le trovi qui:

Family Nation ha le tutine con le zebre e altri animali

 

 

Set da 4 mussole biocopertine biologiche delicate per neonati

Ho amato queste mussole di cotone di bamboo dal primo momento che le ho viste, tant’è che le regalo a tutte le mie amiche in attesa!
Sono quattro asciugamanini che possono essere usate anche come copertina o lenzuolino da passeggio.
Le fantasie sono amorevoli!

Le trovi qui: http://amzn.to/2ifCRIt

 

Culla Next della Chicco

culla chicco next to me montessorianaQuesta non è indispensabile, ma è molto molto utile.
Potete dormire fianco a fianco senza rischiare di fare cadere il vostro cucciolo, e all’occorrenza prenderlo per la poppata notturna rimanendo a letto. Il bimbo sentirà la vostra presenza e non lo abituerete al lettone!

Tra l’altro comprandola su Amazon si risparmiano un sacco di soldi.
http://amzn.to/2hqfeuN

 

Fasciatoio portatile pieno di tasche

cambia pannolino da viaggioPer poter uscire e appoggiarvi dappertutto quando avrete bisogno di cambiare il pannolino ( e credetemi, succederà spesso!)

Non tutti i posti hanno i fasciatoi in bagno o nei serivi, e sicuramente meglio usare una protezione anti germi 😀

Lo trovi qui: http://amzn.to/2isdW4c

 

Quadro portafoto con set impronta

cornice portafoto elegante con kit stampo manineUn quadro in elegante legno laccato per ricordarvi quanto piccoli erano i piedini e le manine dei vostri cuccioli.

L’argilla per lo stampo è sicura e atossica!

E magari quando i nostri figli saranno grandi otremo regalarlo a loro in attesa dei nipotini.

Lo trovi qui: http://amzn.to/2hP4SWk

 

Set da bagno biologico per neonati

chicco set bagno biologico per neonatiIl contatto fisico tra i genitori e il neonato è di vitale importanza per i nostri piccoli perché imparano a conoscerci attraverso le nostre carezze!

Meglio prenderci cura della loro pelle con prodotti puri e biologici come questo set corpo di Chicco, composto da bagnoschiuma e shampoo, olio da massaggio, balsamo protettivo e spazzolina in setole morbide.

E’ anche una bellissima confezione regalo.
http://amzn.to/2ifLenz

Kit cura del corpo per bimbi

chicco set pulizia e cura del corpo bimboQuesto mini set per la cura del bimbo è pratico e contiene tutto il necessario! Si può portare anche in viaggio e la cerniera della custodia lo rende sicuro.

Il kit della Avent (in vari colori) comprende: astuccio con elastici porta oggetti, forbicine per unghie del neonato, taglia unghie, lima per unghiette neonato, termometro digitale, pompetta per il naso, massaggia gengive, spazzolina in setole e pettinino. È tutto mini come i nostri bimbi ❤

Lo trovi qui: http://amzn.to/2hxAQdA

Accappatoietto a forma di squalo

asciugamanno squaloPer le prime temibili nuotate in vasca!

Non credo ci siano bisogno di ulteriori descrizioni. Se seguite il link trovate anche altre versioni: oltre allo squalo rosa, anche la pecora, il koala, il mostro verde… Che paura! 😀

Li trovi qui: http://amzn.to/2hqbVEa

 

 

Collana con ciondolo chiama angeli per la mamma

ciondolo chiama angeli con sonaglio per mammeIl chiama angeli è un grazioso ciondolo in argento che ci possiamo concedere noi mamme in attesa.

I nostri bimbi possono sentire attraverso il pancione il suono delicato del campanellino all’interno del ciondolo già dalla 20esima settimana di gestazione!
E se lo sentiranno anche appena nati troveranno un suono familiare nel mondo, oltre alla voce della mamma

Lo trovi qui: http://amzn.to/2obMmeg

 

 

Yankee candle per la mamma

candele profumate yankee candle verde vanilla lime
Rilassatevi oh voi che potete!
In attesa di notti insonni e pannolini da cambiare, prendetevi qualche candela profumata della yankee candle, che hanno il vasetto in vetro e i profmi migliori per le candele, accendetene una e leggete un buon libro in silenzio.
Godetevela!

Trovate qui tutti i profumi: http://amzn.to/2hKqA0d

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Video

La Pimpa: monumento al cane dalle macchie rosse

22 Feb

Io mi ricordo di te, Pimpa. Sei stata la prima amica bidimensionale di Camilla. Certo, c’è stato un piccolo battibecco con Heidi, ma è passata subito in secondo piano. Tu eri sempre disponibile per lei. Facevo partire il DVD, dividevo il monitor a metà e da una parte tu ci raccontavi le tue fantastiche avventure, e dall’altra scrivevo articoli. Camilla, in braccio a me, ti acoltava affascinata.

Ti ha conosciuto piccola, ma si ricorda ancora di te. E ora può imparare con te anche attraverso i libri, i giochi e le storie da leggere insieme. Sei tu che le hai insegnato  che gli alberi cambiano le foglie a seconda delle stagioni, che gli orsi vanno in letargo, che  è bello viaggiare insieme agli amici, che i mulini macinano il grano per fare il pane, che è più bello correre nel prato che guardare la televisione, che ci sono amici pù piccoli di noi di cui prendersi cura.

E ricevere a casa la tua rivista, cagnolone bianco dalle macchie rosse e la lingua a penzoloni, è diventato un rituale mensile. Come se ci scrivessi una lunga lettera, se ci raccontassi di te e ci portassi insieme a te nelle tue avventure, ancora una volta, per insegnarci qualcosa di buono, dai valori profondi. E quanto ci  divertiamo insieme io e Camilla a saperti nello spazio con Olivia Paperina o al Luna Park con Armando!

Che emozione riceverti a casa per la prima volta!

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Io sono felice di aver fatto l’abbonamento al tuo giornalino: in primo luogo perché mi obbliga a ritagliarmi del tempo insieme a Camilla sfogliare un giornale, raccontarle le storie (perché lei ancora non sa leggere!) e colorare insieme; un po’ anche perché tu sei anche il suo primo fumetto, e per una mamma nerd il primo approccio al mondo della storia grafica è molto importante. E’ molto bello condividere un momento di relax sul divano e vedere Camilla assorta nelle prime deduzioni sulle storie a immagini mentre io rileggo “A Panda piace…”. Ma anche Vanity Fair va bene 🙂

Ma soprattutto mi piaci, Pimpa, perché mentre mi abbonavo ho aiutato la biblioteca della città ad aggiungere un po’ di libri alla sezione bimbi e ragazzi, che sempre più spesso è piena di libri malridotti e antiquati.

E se anche voi avete almeno un motivo valido per regalare la prima rivista mensile ai vostri figli, potete farlo dal sito dell’abbonamento alla Pimpa.

iniziativa

Regali per esseri umani

18 Gen

abbraccio
silenzio
guardarti negli occhi
stare ad occhi chiusi
un passaggio in macchina
lasciare attraversare la strada anche quando sei di fretta
chiedere il permesso di essere toccati
una barriera umana usata per difenderti dal mondo
una barriera umana usata contro di te per stimolarti a sconfiggere i tuoi demoni
una verità sussurrata all’orecchio
una canzone cantata per te
leggerti una poesia imparata a memoria
un bicchiere di vino
ricordarsi il tuo colore preferito
ascoltare le cose che ti uccidono l’anima
fare inseme le cose che ti accendono l’anima
fare la spesa insieme
fare la spesa per qualcun’altro
raccogliere sassi al mare
guardare le stelle insieme
il regalo di un ricordo trascorso
il pensiero di un ricordo ancora da vivere

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