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Manifesto contro l’insensibilità

8 Giu

Serratura antica in porta in legno

Che sia ogni giorno un giorno per sgranare gli occhi e meravigliarsi delle nuvole che fendono paesini di montagna a metà.

Che sia ogni giorno il giorno per lasciare la serratura del cuore aperta in attesa che qualcuno abbia la delicatezza di inserire la chiave e risvegli le emozioni assopite.

Che sia ogni gorno il giorno per versare lacrime e ricucire ferite: da soli, a teatro, in pubblico, in mezzo ad una piazza, mentre prendi la metro, abbracciati a vostro figlio o in mezzo alla famiglia.

Che sia ogni giorno il giorno giusto per aprire la bocca e mostrare tutti i denti mentre si ride di gusto, usando tutta la voce che si ha in corpo per gridare gioia. 

Che sia ogni giorno il giorno giusto per abbassare la maschera e non cedere alla costruzione di un personaggio mentre qualcuno ti è di fronte e ti guarda negli occhi, perché farsi travolgere dall’emozione dell’altro è il miglior modo per imparare ad usare quella stessa emozione nella vita, o imparare ad accoglierla senza morirne.

Lasciati travolgere dalle persone. Ogni persona che passa nella tua vita può insegnarti qualcosa. E se fa male, se la vuoi scacciare, se ne scappi… probabilmente è la cosa più dolorosa e giusta da affrontare. E se fa bene… accoglila e prenditene cura.

anima nascosta

26 Apr real: siamo reali, anche nelle nostre debolezze

Quand’è che ho iniziato a scrivere pensando di vendermi? Vendere la mia immagine, incartare l’idea di una famiglia promossa in una vetrina, che voi vedete solo in parte per quello che è?

Dove ho messo il coraggio di raccontare chi sono, di prendere delle posizioni, di essere poetica? Dove ho lasciato le mie parti buie da raccontare per non sentirci soli – che tutti abbiamo un posto non illuminato, nell’anima -?

Non lo so. E’ successo con il tempo. Forse un modo naturale per distaccarmi dalla sofferenza, dal pettegolezzo, un movente per creare una corazza di parole.

Ma oggi è una giornata speciale. E’ il 25 aprile, gioranata di memoria di guerrieri che hanno lottato affinché io, noi, fossimo qui dove siamo ora, con queste risorse.

Non solo per questo: ho trovato pagine di diario lasciate a metà, scritti di persone importanti abbandonati, come se nulla fosse. Mi hano attratto come una calamita; mi sono svegliata dal torpore.

Non ho voglia di fingere di essere. Essere una super mamma, una compagna perfetta, una persona migliore di quella che mostro. Non fingo. Ma lotto ogni giorno per migliorare. Io sono così. Con la faccia stanca, le occhiaie, il sorriso in perenne movimento e a volte un po’ spento, la schiena curva di chi sente le fatiche del mondo; ho anche gli occhi luminosi, il cuore spaventato e aperto ad ogni nuova esperienza, i polsi sottili, idealista con l’anima grande e complessa, il corpo in perenne ricerca di molecole simili alle sue.

Per il teatro c’è tempo, io oggi sono qui.

Parlami per sempre – Sick Tamburo

#theresetlist: i miei 5 buoni propositi non convenzionali per il 2015

8 Gen

Samantha aka Slow Mom ha parlato nel suo blog della reset list, e io l’ho condiviso: ha proposto a chi volesse seguirla di inventarsi la propria lista di buoni propositi fuori schema, giusto per liberarsi un po’ dalle promesse che ci ripetiamo ogni anno e poi non manteniamo mai.

Questa lista di propositi per il 2015 mi serve per fare avverare sogni, per far girare la testa, per sorridere di me, di quello che sono e di come mi vedrò quando rileggerò le mie parole; mi serve per avere coraggio, per farmi puntare in alto; mi ricorda di perseverare (che continuare a tingersi i capelli di verde non è cosa facile, soprattuttto quando lasci orecchie, vestiti e lenzuola intrisi del tuo essere Grinch). Mi serve anche per ricordarmi che sono divertente! 🙂

E così, ecco una bozza scritta a penna dei miei primi 5 punti della lista dei buoni propositi:

lista propositi alternativi 2015 dillo alla mamma

Ma siccome la foto è brutta e scura, ho scritto di corsa e il mio corsivo è da rivedere, sto facendo anche le microvignette… leaggiungo man mano qui sotto e sulla pagina facebook! Chissà se poi me ne veranno in mente altre!
reset list dillo alla mamma tenere i capelli verdi
reset list 2015 dillo alla mamma - Emozionarsi per le picole cose

Partecipate anche voi alla Reset List?
 Nel post di Slow Mom trovate le poche semplici regole! ma comunque basta condividere sui social con l’hashtag theresetlist e lei vi trova 🙂

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Buon Anno Nuovo!

31 Dic

buon 2015 da dillo alla mamma

Di traslochi e vecchi diari

22 Nov

Ho iniziato, finalmnte, dopo settimane di procrastinazione, a fare gli scatoloni per il trasloco. Lo so, che ho rifiutato inconsciamente il dover andare via, l’impegno di cambiare casa, di andare ad abitare in un luogo che effettivamente non esiste ancora, perché ancora non l’abbiamo trovata. Questa è casa nostra, è dove abbiamo litigato furiosamente per l’ordine, dove ci siamo amati; qui ho mosso i miei primi passi nell’indipendenza, qui nostra figlia è caduta, si è rialzata, è cresciuta.

Qui ci sono luoghi che non voglio più vedere, ricordi che non voglio più ricordare, strade che non voglio più percorrere. Ci sono nuove amiche e di cui sentirò la mancanza, volti conosciuti e simpatici che chissà se vedranno che non passerò più da queste parti. Qui c’è un mondo costruito da zero in onore e per colpa di mia mamma, e sono contenta di averlo fatto.

Tutto questo bagaglio emotivo si apre facendo poco rumore, come quando apri la zip di una valigia e inizi a mettere a posto i vestiti della tua vita. E ti ritrovi a fare i conti con le cose che vuoi tenere, lasciare andare, conservare e utilizzare. Come con i vestiti vecchi e i libri regalati da persone che fanno parte del tuo passato.

Rimandare è stato facile, ma come ho imparato qualche giorno fa, rimandare vuol dire non chiudere il cechio e lasciare che il cervello sia sempre a pensare a quella cosa che non hai fatto o che non hai finito. E quindi, oggi mi sono rimboccata le maniche e ho iniziato a inscatolare i libri e i fumetti, le mie reliquie. 🙂

scatolone di libri per il trasloco e ricordi

Tra libri, fumetti, saggi e graphic novel mentre scomponevo e ricomponevo tutto sono saltati fuori vecchi diari di quando ancora andavo alle superiori, e poi all’università. Rileggerli è stato folgorante. Chi ero, io? Facevo le liste, come le faccio ora, scrivevo in stampatello, facevo disegni colorati e decoravo pagine di diari. Chi ha il tempo, ora? Scrivevo citazioni di film e canzoni e mi sembrava che tutto il mondo fosse così grande, tutto era rilevante, ogni situazione meritava di essre vissuta al massimo delle mie capacità fisiche ed emotive. Esiste quel periodo dell’adolescenza, vi ricordate? In cui lotti e scendi in piazza per i diritti di chichessia, ti arrabbi con i bulli per il loro comportamento ( o prendi in giro tutti indistintmente perché sei un bullo) Non c’è una scelta per le proprie battaglie. Ero così, e mettevo tutto il mio cuore, la mia testa, il mio stomaco per combattere. Usavo poco la voce, però.

vecchi diari e canzoni dei subsonica

vecchi diari e canzoni dei subsonica

E poi cosa è cambiato? Mi sono rivoltata come un calzino. Mi sono promessa “mai più” -il mio Edgar nella seconda scatola direbbe più poeticamente “Nevermore”- ho iniziato a parlare tanto e a sentire poco. Ho continuato le mie battaglie focalizzandole sempre di più, ho smesso di odiare, ma anche di essere passionale nella lotta ai sentimenti. Ho imparato ad amare in un modo del tutto nuovo, mi sono trovata serena e banalmente tranquilla, mi sono dosata.

Sono cresciuta, quindi.

Oddio, non vorrei mai essere quella di prima. Mai. Ma mi manca ridurre fogli bianchi in piccoli pezzi di anima colorata.

“Segni d’infanzia”: festival di arte e teatro per le nuove generazioni (con programma dell’evento)

20 Ott

Oggi ho scoperto un evento magico: Segni D’infanzia, il festival‬ internazionale di arte‬ e teatro‬ per le nuove generazioni dal 5 al 9 novembre, a Mantova.

Cosa fanno? Spettacoli e cultura‬ per piccoli: gli eventi sono pensati per partecipanti dai 18 mesi ai 18 anni, divisi ovviamente per fasce d’eta. Non sono mai riuscita a trovare cose da fare in famiglia in cui la piccola Camilla -che ora ha due anni- fosse partecipe e attiva durante l’evento, e invece qui è tutto a misura di bimbo e di famiglia‬!

alcune foto delle vecchie edizioni festival segni d'infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d’infanzia

foto edizioni festival Segni d'infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d’infanzia

Insomma, per crescere bisogna nutrire anche cervello, cuore e anima, e credo che questi eventi dovrebbero essere sempre più in evidenza. Io vorrei essere sempre lì, per far capire alla mia bimba ancora una volta che arte è bello, che essere creativi è bello, che sognare è bello.

 foto delle  edizioni festival Segni d'infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d’infanzia

 foto  edizioni festival Segni d'infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d’infanzia – i bambini interagiscono!

 foto delle edizioni festival Segni d'infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d’infanzia

Ci saranno spettacoli di teatro, spettacoli interattivi, ma anche racconti, libri, mostre, esperienze, didattica. Libero spazio alla fantasia! E come potete vedere dalle foto i bimbi agiscono e non danno fastidio 🙂 Sembra un sogno! Credo proprio che ci andremo 🙂

Domani 21 ottobre 2014 ci sarà la conferenza stampa, per chi volesse saperne di più, nell’immagine in fondo trovate tutte le coordinate,  se invece come me volete dare un’occhiata al programma potete sfogliarlo qui: http://www.segnidinfanzia.org/programma/

conferenza segni d'infanzia mantova

conferenza segni d’infanzia mantova

foto edizioni segni infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d’infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d'infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d’infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d'infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d’infanzia

E tu hai voglia di andarci? Fammelo sapere 🙂

(photocredit: segni d’infanzia)

Di quando non sai cosa scrivere

3 Giu

Ciao, mia mamma è morta e la mia vita continua.

Penso a lei sempre, e quando non ho niente da fare, penso a lei troppo.

Abbiamo fatto funerali, cene, aperitivi. Una festa in suo onore, con musica e franciacorta, come avrebbe voluto lei. Dove avrebbe voluto essere. Abbiamo fatto fluttuare lanterne cinesi in aria, che poi si sono accasciate a terra una cinquantina di metri più in là. Tutto il romanticismo di un messaggio scritto su un pezzo di carta svanito in un campo di erba medica.

work by AlexanderJansson

E insomma. Le giornate vanno così. Devo ridarmi una routine, un obiettivo per cui trovare la forza di muovermi; un benessere personale, pezzettino di serenità nel mio cuoricino rotto.

Ma non posso continuare a scrivere qui di lei e di me e della morte; alla fine questo blog è nato per raccontare soprattutto di me come mamma, e non di me come figlia.

Ne ho aperto un altro, che vi passerò se vorrete, e qui ricominceranno le solite digressioni su mamme al parco, piccoli e grandi progetti, post in sospeso (perdonatemi!), scritti senza tempo e senza ricordi.

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Una famiglia di guerriere

17 Mag

Una famiglia di guerriere

La mia mamma ha lottato fino alla fine. E’ una guerriera e sempre la sarà. Mi ha insegnato a lottare, a volermi bene, a cercare la felicità. Non sempre è stato facile -nessun rapporto madre figlia lo è- e spesso ci siamo allontanate; come le calamite che ci regalavamo di ritorno dai nostri viaggi da un lato ci respingevamo e dall’altro diventavamo una cosa sola. Lei ha lottato fino alla sera del 14 maggio 2014, e in fondo al cuore so che è un bene che si sia lasciata andare nella terra dei sogni. Ma sarà sempre nel mio DNA e nel mio cuore, così come ne tramanderò il ricordo a mia figlia, per farle sapere la forza della natura che è, sempre sarà.
Ciao Mamma Lella ♥

la vita è come il monopoli: piena di caselle imprevisti e probabilità

12 Mag
monopoli_tabellone.jpeg
Quando Forrest Gump diceva che la vita è come una scatola di cioccolatini, una volta ci credevo. Ultimamente però la mia visione delle similitudini è leggermente cambiata. La vita non è affatto una scatola di cioccolatini. Il cioccolatino, anzi, qualsiasi tipologia di cioccolatino tu estragga dala scatola, anche il più schifoso -tipo quello bicolore, o quello al rhum, ne vogliamo parlare?- avrà sempre quel corpo succulento di cacao da farti girare la testa, e il retrogusto sarà sempre dolciastro e appagante. Ti farà comunque rilasciare serotonina, e anche se rimarrai deluso dal sapore sarai comunque soddisfatto più di quanto tu possa immaginare. Insomma il cioccolato ha sempre i suoi lati positivi, nonostante tutto.
Ma la vita non è così, la vita è come il monopoli. E’ molto romantico basare tutta un esistenza sul trattato di una citazione di un film ma ora voglio smontarla. Sì, basta buonismo, ingenuità, sorrisi regalati in favore di un karma migliore che mai arriverà. Perché a volte dalla scatola escono delle robe talmente estemporanee, talmente viscide, disgustose, ma anche sbalorditive e imbarazzanti, che fai fatica a chiamarli cioccolatini, quelli.
Avrei un nome preciso per nominarle, provate a indovinare.
Sono arrivata a questa conclusione mesi fa, mentre rientravo da una passeggiata con Cami. Era una settimana un po’ particolare, piena di rotture di maroni, per dirla franca. Ma quella mattina ho raggiunto il culmine incontrando mio zio. Mio zio è un uomo che non vedo da circa 12 anni. Ero piccola qando ha preso le distanze della famiglia e non mi sono mai preoccupata di chiedergli perché non volesse più vedere nessuno -in fondo l’adulto era lui- e ho continuato a vivere la mia vita. Casualmente prima della nascita di Camilla mi trasferisco nella stessa cittadina di provincia dove abita lui. Mai visto e sentito. Quel giorno, però, uscendo di casa ad un orario insolito e facendo un percorso alternativo, sono incappata nella casella degli “imprevisti”. Ho pescato la carta come rito vuole e toh, chi mi trovo di fronte? Mio zio. Ma tu guarda. Ma com’è invecchiato, mi son detta. L’imprevisto mi guarda, poi distoglie lo sguardo. Penso che non mi ha riconosciuto, poi lo fa di nuovo, più da vicino, perché intanto avanzavo di casella. Ma lo fa apposta? Però ho deciso di usare una carta probabilità che tenevo lì, per i momenti di azzardo. Quante probabilità ci sono che se continuo a camminare, lui fa finta di niente e continua la sua strada? Tante, tantissime. Avrei dovuto usare quella carta. E invece l’ho rimessa in tasca e ho tirato fuori la maledetta scatola di cioccolatini, e mentre ne tiravo fuori uno di quelli quadrati ricoperti da glassa di cioccolato bianco, pensavo “se continuassi a guardarlo e poi gli sorridessi, cosa succederebbe?” Ho azzardato, ho addentato il cioccoaltino e mio zio si è fermato a salutarmi.

Quello che è successo dopo non l’ho capito bene. Io ho servito sul piatto d’argento tutta la mia ingenuità. Mio zio se l’è presa, ne ha mangiato tutta la polpa, ha ciucciato le ossicina e ha lasciato lì gli avanzi. Sì perché in tre secondi netti infatti mio zio è riuscito a dire, senza che io proferissi parola di risposta, che: lui sta male, lui ha sclerosi multipla, mia mamma sta male, mia mamma sta morendo, mia mamma non lo chiama mai, i miei nonni (morti) si sono comportati male, mio nonno andava a donne, mio nonno sperperava i soldi, lui ha fato invece la cosa giusta allontanandosi da tutti.

L’irritazione in quel momento è salita alle stelle, e ho pensato “quante probabilità ci sono che se inizio a parlare l’unica cosa che riuscirai a fare dopo sarà piangere e scappare via con la coda tra le gambe?” Ma sono comunque rimasta zitta. E con una scusa qualsiasi me ne sono andata prima che importunasse mia figlia con inutili vezzeggiativi.

I cioccolatini, metaforicamente parlando, nella vita non esistono. Non ci sarà mai qualcosa di buono negli incontri di questo tipo. È vero che non sai mai quello che ti capita, ma non sarà mai speciale, delicato e gustoso come un buon cioccolatino. La vita è come il monopoli. Scansa le caselle con le case degli altri giocatori, tratta per avere tutte le stazioni -comode vie di fuga. Arriveranno le carte impevisto, e saranno solo rotture di palle astronomiche: ti si romperanno i tubi dell’acqua, arriverà un conguaglio del gas da 200 euro, tua mamma si ammalerà di tumore e tu diventerai stronza. Con qualche carta probabilita, forse ci si salterà fuori: magari una piccola vincita con il gratta e vinci ogni tanto, un aumento al lavoro… qualche birra con gli amici. Ma non sperare nella tua scatola di cioccolatini, non farà altro che aumentare glicemia e reflusso gastrico.
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Punti fedeltà

5 Mag

statua madonnina con rosari

Che non riesco a dire nient’altro. Sono in bilico tra il cinismo e la speranza. Sotto, il vuoto.

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