Tag Archives: emozioni

Manifesto contro l’insensibilità

8 Giu

Serratura antica in porta in legno

Che sia ogni giorno un giorno per sgranare gli occhi e meravigliarsi delle nuvole che fendono paesini di montagna a metà.

Che sia ogni giorno il giorno per lasciare la serratura del cuore aperta in attesa che qualcuno abbia la delicatezza di inserire la chiave e risvegli le emozioni assopite.

Che sia ogni gorno il giorno per versare lacrime e ricucire ferite: da soli, a teatro, in pubblico, in mezzo ad una piazza, mentre prendi la metro, abbracciati a vostro figlio o in mezzo alla famiglia.

Che sia ogni giorno il giorno giusto per aprire la bocca e mostrare tutti i denti mentre si ride di gusto, usando tutta la voce che si ha in corpo per gridare gioia. 

Che sia ogni giorno il giorno giusto per abbassare la maschera e non cedere alla costruzione di un personaggio mentre qualcuno ti è di fronte e ti guarda negli occhi, perché farsi travolgere dall’emozione dell’altro è il miglior modo per imparare ad usare quella stessa emozione nella vita, o imparare ad accoglierla senza morirne.

Lasciati travolgere dalle persone. Ogni persona che passa nella tua vita può insegnarti qualcosa. E se fa male, se la vuoi scacciare, se ne scappi… probabilmente è la cosa più dolorosa e giusta da affrontare. E se fa bene… accoglila e prenditene cura.

Regali per esseri umani

18 Gen

abbraccio
silenzio
guardarti negli occhi
stare ad occhi chiusi
un passaggio in macchina
lasciare attraversare la strada anche quando sei di fretta
chiedere il permesso di essere toccati
una barriera umana usata per difenderti dal mondo
una barriera umana usata contro di te per stimolarti a sconfiggere i tuoi demoni
una verità sussurrata all’orecchio
una canzone cantata per te
leggerti una poesia imparata a memoria
un bicchiere di vino
ricordarsi il tuo colore preferito
ascoltare le cose che ti uccidono l’anima
fare inseme le cose che ti accendono l’anima
fare la spesa insieme
fare la spesa per qualcun’altro
raccogliere sassi al mare
guardare le stelle insieme
il regalo di un ricordo trascorso
il pensiero di un ricordo ancora da vivere

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La mia prima settimana da mamma single

27 Mag
Foto reportage della mia prima settimana da single.
Quello che avrei voluto fare:

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Invece quello che ho dovuto fare:

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Il mio cervello mi diceva un sacco di cose tra cui:

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GG

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e le uniche cose che mi hanno distratto sono state:
-il cibo

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-le gite con Camilla

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e ovviamente Netflix

netflix

 

Poi mi chiedo come mi abbia visto la gente… Io mi immagino così.

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Sì, sarebbe bellissimo che la mia vita fosse come Una mamma per amica. Anzi, sapete cosa vi dico? Io punto questo obiettivo, sono un’idealista romantica.

Guardare avanti

23 Nov i regali di Kiabi - post sponsorizzato dillo alla mamma

Questa estate ho aggiornato lo smartphone. Con leggerezza, ho premuto il tasto “aggiorna” e ho aspettato che la rotellina nel cuoricino del mio Android finisse di lavorare. Quando il telefono si è riavviato, è successo un disastro.

Nell’aggiornamento da Kit-Kat a Lollipop il nome della periferica dove la macchina fotografica salva le foto è cambiato. E’ cambiato, e la perifeica è scomparsa. La cartella “immagini” conteneva le foto caricate su whatsapp, facebook, dropbox, instagram. Della cartella “DCIM” solo uno spazio enorme, vuoto, un riquadro nero con l’icona di una polaroid rotta, stracciata a metà. Sotto, il contatore indicava lo zero. Zero foto. 0. Non c’erano più.

Ho provato a cercare sul sito  web di Aranzulla, ho chiesto ai miei colleghi e contatti smanettoni… Ho persino pianto una settimana, ma neanche questo è servito per resuscitare le mie fotografie. Avevo rimandato da tempo la sincronizzazione con dropbox, e dentro il telefono avevo i ricordi di un anno:  i traguardi di Camilla, i video pieni di risate, le vacanze al mare fatte un mese prima. Avevo i ricordi più belli di quel periodo buio che stavo lasciando alle spalle e li avevo involontariamente cancellati.

Famiglia Righini - Maccione in vacanza al mare a Cervia - dillo alla mamma

Famiglia e amici mi hanno mandato le foto che avevo condiviso con loro su whatsapp, e piano piano ho dimenticato il fastidio e lo sconforto di aver perso pezzi di vita per uno sbaglio da leggerezza. (Ma forse proprio dimenticato no, visto che a novembre ne parlo ancora).

Poi mi sono accorta, ascoltando il mio cuore, che avevo un disperato bisogno di fissare le cose serene di quel periodo per ricordarmi che di bello c’è davvero qualcosa nel mondo, e nella mia vita. Guardavo indietro, guardavo le espressioni buffe della Cami e i nostri baci dolci e mi davo forza per sapere che esistevamo ancora, nonostante tutto.

maglietta estiva bianca a pois neri kiabi - dillo alla mamma

Era arrivato un pacco. Un pacco che ho perso e ritrovato, un regalo di Kiabi. Dentro c’erano tanti vestitini per Camilla, un po’ estivi, che ho usato nelle giornate più calde di fine estate, poco prima di perdere i dati del telefono, altri più pesanti che uso ancora in questo autunno inoltrato in cui avvolte nei nostri maglioni o a casa di amici ci fingiamo lucertole che bramano gli ultimi raggi di sole.

i regali di Kiabi - post sponsorizzato dillo alla mamma

Quando è arrivato il regalo ho aspettato tanto per fare delle foto: ho aspettato casa nostra, ho aspettato il silenzio, ho aspettato il momento giusto, ho rimandato; ho perso poi le foto, ho perso i vestiti durante il trasloco.

gonna di jeans a ruot con dettaglio dela cinturina in camoscio kiabi - dillo alla mamma

Son passati  mesi in cui ho lavorato molto su di me; sono una persona nostalgica, guardo sempre congli occhi lucidi il passato, quello che è stato, quello che sarebbe successo se… Ma ho deciso di lavorare sul presente. Sul qui e ora, come un teatro; osservare i gesti di Camilla mentre beve un succo o fa le smorfie quando è arrabbiata; di non scappare per poi rincorrere quel momento salvato su un dispositivo del telefono.

Maglietta mademoiselle rosa e nera Kiabi - dillo alla mamma

Questo vale anche per me, come persona. Basta dirmi “non ho tempo” o “sarebbe bello se potessi fare…” per essere felice ho bisogno di fare quello che mi rende felice, adesso, qui e ora. E di qui, in avanti. E così tra le altre cose mi sono iscritta ad un corso di improvvisazione teatrale… Comico! Dopo tanti anni di melodrammaticità ho deciso perfino di allenare il lato simpatico di me stessa 🙂

Non possiamo più essere quelli che eravamo, o pretendere che le persone attorno a noi rimangano quelle di cui ci siamo innamorate; possiamo se vogliamo guardare avanti insieme, crescere, e trovare un passo comune, un ritmo per comunicare mentre ci muoviamo e non perdere mai il suono dell’altro, anche se più o meno lontano.

Grazie a Kiabi per la riflessione che mi ha regalato con questa (dis)avventura, si cresce sempre.

E tu hai mai cambiato mai prospettiva, o punto di vista, dopo una disavventura?

Video

Come si vedono le mamme? E i figli cosa pensano di loro?

7 Nov

La mia amica francesca  mi ha fatto vedere questo bellissimo video (postato dall’huffington post) sull’identità delle mamme, sull’autoconsapevolezza che hanno di loro stesse. Gli intervistatori hanno chiesto loro di descriversi, di descrivere le loro caratteristiche principali quali mamme.

Poi gli autori del progetto hanno intervistato i figli delle stesse mamme facendogli la stessa domanda: quali sono le caratteristiche della tua mamma? Inutile dire che il giudizio è completamente differente (e positivo).

Ve lo lascio guardare, dura solo tre minuti e ne vale davvero la pena:

Io ho iniziato a piangere al minuto 1.03 e al minuto 2.00 ero una valle di lacrime. Camilla lo guardava con me. All’inizio ha salutato le “a-tata” che c’erano sullo schermo, poi mi ha visto piangere ed ha applaudito.  Che figlia piena di umorismo che ho. 🙂

se volete leggere l’articolo originale ve lo linko qui.

Le feste e un nuovo anno

1 Gen

Siamo riusciti a passare il traguardo delle prime feste natalizie per Camilla. Sono stati momenti di felicità misti a paura e sconvolgimento.

Sono stata felice, perché per la prima volta dopo tanti anni seduta a quel tavolo la vigilia di Natale c’era la mia famiglia. Non al completo, ma con il cuore sentivo tutti vicini, e tutti si sono impegnati per essere lì, ognuno a suo modo.

La mia famiglia la vigilia di natale 2012

La mia famiglia la vigilia di natale 2012

C’erano le nonne con le tovaglie e i copriletti; le zie con gli accessori di cucina. C’era chi non è più con noi e chi sta lottando per non andare. C’è chi è rimasto per cena e chi è passato solo per un saluto che però valeva più di tante ore passate insieme. E poi c’erano la mia mamma e il mio papà seduti allo stesso tavolo. Forse un po’ in imbarazzo, e seppur seduti vicini si sentiva la distanza di chi non si capisce fino in fondo. Però erano lì. Per la mia famiglia, per Camilla e per simo. E Camilla che rideva, si sentiva a casa. E anche a Natale e nei giorni seguenti, reduce da mille spostamenti, ore in macchina, clima spezzino nei piccoli polmoncini, non si risparmiava a regalare un sorriso a chi aveva intorno.

I parenti le hanno chiesto un po’ troppo, volevano troppa attenzione, e ora che siamo tornati a casa nostra ne stiamo pagando un po’ le conseguenze tra pianti disperati e fatiche ad addormentarsi se non in braccio. Ci sentiamo in colpa perché Camilla sente la fatica, gli orari strani e i troppi stimoli della nostra società consumistica, e abbiamo paura che la bimba “perfetta” che era prima – con versetti, sorrisi e pochi pianti- non torni più. Ma siamo dei genitori bravissimi e supereremo anche questi ostacoli che la vita ci fa affrontare. In fondo è la crescita, prima o poi dovrà imparare che ci sono tante cose nel mondo, più di quelle di cui abbiamo bisogno.

E’ stato un 2012 pieno di emozioni e di paure. Di quelle che ti fanno crescere. E’ stato l’anno dei cambiamenti, l’anno delle costruzioni e dello scorrere delle cose e delle persone superflue. Ho lasciato lo spazio per le persone veramente importanti nella mia vita, ed effettivamente c’era così tanto posto che una piccola creaturina si è fatta largo nella mia pancia! Ma c’era ancora spazio nel mio cuore e ho trovato le mie persone speciali sempre pronte a sostenermi nei momenti bui… Una piccola famiglia allargata, di quelle che non hanno paura della tua paura, e tu non hai paura delle loro. Di quelle che leggi sempre cosa scrivono e se non le senti per un’ora un po’ stai male. Che ognuna di loro è la persona ideale per comprendere un pezzettino di te, e per aiutarti a capire. Un 2013 come l’anno passato io lo voglio, come minimo. E poi ci si possono mettere tante cose in più. Buon anno nuovo!

Diventiamo una famiglia?

20 Apr

fare una famiglia

E’ iniziato tutto così. Chiedendo una sera di diventare una famiglia. E a quanto pare c’era molta voglia di diventarlo.

Ci siamo impegnati poco a dir la verità, siamo diventati famiglia subito. E questo mi ha un po’ spiazzato. Guardando il test di gravidanza positivo quasi Papà ha iniziato a rotolare per terra dalla felicità, io pietrificata pensavo che non poteva essere vero. Con tutte quelle paure che i media e i medici di oggi ci inculcano, sulla sterilità precoce causata da raggi x, telefonini, jeans attillati e collant contenitivi, davvero non credevo di diventare quasi mamma in un mese. Eppure, eccomi qui!

Questo è il mio nuovo blog per raccontare della mia maternità, delle visite da fare, del “mio dio ma non sei un po’ troppo giovane per essere incinta?!” delle cose (e della casa) da comprare, delle emozioni da ricordare.

Benvenuti!

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