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Giochi da tavolo per famiglie: andiamo al PLAY Modena 2018!

5 Apr

Giochi da tavolo dall’infanzia ad adesso -non ditemi che sono vecchia

Sono una fan dei giochi da tavolo, da sempre. Sono cresciuta a trivial pursuit, backgammon, tombola e monopoli. Quando sono diventata ragazzina ho fortunatamente incontrato il gioco di ruolo dal vivo: sono stata una ladra a D&D, una mezz’elfa maga della mente a Etemenanki, una ricchissima Toreador a Vampire: the Masquerade. Le amicizie di allora mi hanno iniziato al mondo dei giochi da tavolo intelligenti, e da lì non ho più smesso.

Nerd? Forse. Ma non siamo antisociali!

È come una droga, la voglia di giocare. Perché ti trovi con persone con le tue stesse passioni (alcuni hanno hanno creato giochi i loro giochi da tavolo), crei una compagnia in cui non ci si annoia mai, si provano giochi nuovi, si fanno gite e cose di tutti i giorni ma qualcuno ha sempre delle scatole nel bagagliaio, provi tipologie di giochi e sviluppi intelligenze diverse.

Mamma e figlia nerd

Famiglia gioca a gioco da tavolo Lumina di habaSono rimasta appassionata anche dopo la maternità. I miei regali di compleanno preferiti sono sempre stati giochi in scatola (e mostre, cose giapponesi e concerti… ma è un’altra storia), il primo gioco provato dalla piccola Pera è stato Dixit. Adesso le prendiamo i giochi della Haba, per lo più, e non manchiamo un Lucca Comics & Games e un Modena Play, prole inclusa o a casa.

Ed è finalmente questo weekend dell’anno è arrivato.

Dal 6 all’8 aprile c’è Modena PLAY 2018

Noi (io, Alberto – il moroso nuovo, ndr- e la piccola Pera) andremo sabato per testare quanti più giochi nuovi possibili e farci una giornata full immersion.

I nostri obiettivi per questa fiera sono:

  • Giocare
  • Mangiare le tigelle
  • Testare l’area kids, ma riuscire a trascinare la Pera anche nelle altre aree
  • Riuscire a prendere il nuovo gioco di Cranio creations disponibile in 60 pezzi unici
  • Prendere il secondo della trilogia delle spezie
  • Curiosare il gioco da tavolo di Tex “Fino all’ultima pallottola”

In ogni caso ci sono veramente tanti eventi oltre al test dei giochi: sale conferenze, workshop, larp, giochi educativi e ospiti. Potete trovare qui il programma completo del Modena PLAY 2018 e farvi la vostra tabella di marcia personale.

Qui invece trovate la mappa degli espositori della fiera.

Modena play è #family friendly

Famiglie, lancio un appello. Se avete voglia di scoprire il mondo dei giochi da tavolo questa è un occasione rara e da non mancare. Ci sono centinaia di scatole che vi aspettano, giochi dai più semplici ai più stimolanti, di quelli che fanno solo ridere e di quelli in cui la concentrazione la fa da padrona, tanti mondi nuovi e ambientazioni da scoprire, per non parlare delle grafiche e dei disegni stupendi di alcuni giochi. Non esiste solo monopoli, sapete? E i giochi sono per i grandi che per i piccoli.

Pensateci: regaliamo sempre giochi di legno e montessoriani ai nostri bimbi per affinare le loro capacità motorie e intellettive. Pensate a cosa può fare un gioco da tavolo pensato per i bimbi e giocato insieme a tutta a famiglia: diventa un momento di condivisione e di crescita non solo personale ma anche emotiva e sociale!

Inoltre per il decimo anno della fiera Modena play nei suoi 22 mila mq di stand ha realizzato un padiglione con la prima area kids, totalmente pensata per i bimbi.

Da un comunicato stampa di Modena play:

PLAY KIDS: LA CITTÀ DEI BAMBINI DOVE SI IMPARA A GIOCARE
Un padiglione di 2500 metri quadri che ospita giochi, laboratori e attività interattive dedicate anche ai più piccoli che potranno provare le ultime novità in un’atmosfera ludica irripetibile. “Play Kids” è stato concepito per permettere ai genitori, soprattutto neofiti, di avvicinare al mondo del gioco da tavolo i propri figli e si presenterà con tavoli, sedie e allestimenti tutto a portata di bambini. Tantissime le proposte in programma: dalla pista di trottole più lunga d’Italia a quella di 15 metri delle biglie a ciclotappo, dalle decine di attrezzature messe a disposizione dai LudoBus per i giochi di movimento e abilità alle centinaia di giochi da tavolo, dalle costruzioni con gli intramontabili mattoncini LEGO ai giochi in legno. E poi la Family Arena, in collaborazione con l’Associazione La Tana dei Goblin con tantissimi giochi da tavolo per famiglie, la scoperta degli antichi mestieri, le attività educative per avvicinare i bambini alla scienza.

“Tutte le attività e i giochi parleranno il linguaggio dei bambini – spiega Andrea Ligabue, direttore artistico di Play-Festival del gioco – Abbiamo concepito il nuovo padiglione Kids come un portale di accesso al gioco per coinvolgere sia i bambini, già a partire dai 2 anni, sia i loro genitori. Non occorrerà comunque nessuna esperienza specifica perché grazie al personale che spiegherà le regole, chiunque, dopo poche decine di secondi, potrà iniziare ad essere protagonista di Play giocando”. Tante le aziende che presenteranno le ultime novità mettendo a disposizione spazi, tavoli e personale per spiegare ad adulti e bambini i nuovi giochi.

Potrete fare tantissimi giochi con i figli e poi fare un patto con loro per riuscire a girare le altre aree della fiera ( in fondo si fa sempre un po’ per uno, giusto?)

Organizzazione per famiglie al Modena play

Per chi ha paura della logistica e vuole gestire al meglio l’organizzazione del viaggio vi lascio alcune informazioni utili per godersi al meglio la gita al Modena play con tutta la famiglia:

  • Bagni con lavandini e fasciatoio
  • Primo piano raggiungibile con ascensore
  • Baby parking nel corridoio della fiera dove lasciare i bimbi o stare con loro per un momento di relax
  • Ristorante con panini, primi e bevande
  • Bancomat all’interno della fiera (questo è più per i genitori con acquisti compulsivi)
  • C’è la zona guardaroba per giacche e borse e forse potrete lasciare anche i passeggini

Suggerimenti: portatevi comunque cracker o snack spezza fame in attesa di un gioco e l’altro, e sapone o salviettine umide per i più piccoli: a volte i bagni sono rivoltati dai cosplayer.

Prenotate un ristorante  o una trattoria in zona per la sera così potrete mangiare tranquilli e poi rientrare a casa mentre i cuccioli dormono.

I biglietti si possono comprare anche sul sito e i bambini sotto i 4 anni non pagano, mentre dai 4 agli 11 anni entrano con un biglietto ridotto di 3 euro.

Per altre informazioni lascio il sito: www.play-modena.it

E il sito delle fiere (utile per gli spostamenti): Modena fiere

Che dite, voi siete delle appassionate e ci vedremo al PLAY?

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#opendaysammy: visita all’Acquario di Genova coi bimbi

19 Giu la vasca dei delfini all'acquario di gnova

Disclaimer: questo post è un post sponsorizzato ed è stato coraggiosamente scritto da simone: “perdonatemi, è la prima volta che faccio un guest post, non so come si fa… AIUTOOooo!!!”

papà è bimba in treno verso l'acquario di genova

un papà simone sveglissimo che intrattiene camilla sul treno

Io mi sono permessa di commentare in grigio, con paragrafo a destra, per aggiungere il mio punto di vista 😛 Un post scritto a quattro mani: papà borsone vs mamma blogger entusiasta degli eventi!

La scorsa settimana per fare qualcosa di diverso ho accettato l’invito di eagle pictures per andare all’Acquario di Genova, e non so se avete presente i prezzi dei biglietti (40 euro a testa!) credo avreste accettato anche voi!

La visita con Sammy

Ecco come funziona un invito per i blogger: lo staff marketing vuole lanciare un nuovo prodotto, in questo caso i DVD di Sammy, quindi una persona dello staff PR cerca di contattare i blogger “in target” cioè che rappresentano un “tipo” di persona a cui potrebbe interessare il film.

In questo caso si trattava della presentazione del cartone “Sammy” che parla di una tartaruga.  In questo caso i PR di Eagle Pictures hanno fatto un’attività di co-marketing che ha coinvolto l’acquario di Genova + Sammy.

In realtà i cartoni non parlano di Sammy, che è il protagonista del lungometraggio animato, ma delle mini puntate raccolte in due DVD che ci hanno anche regalato: due tartarughine, Ella e Ricky” e “Una vita tra gli scoglidove le due tartarughine, nipoti di Sammy, sognano avveture in mare aperto.

Così, ci hanno proposto (a me oltre che ad altre 10 mamme blogger, tra cui la bravissima “zitellis” che seguo sempre, e persino “sbirula” che ha due bellissimi bimbi oltre ad essere veramente brava a scrivere) di andare gratis all’Acquario di Genova, in cambio di questo post che state leggendo ed in cambio della visione forzosa di una puntata del cartone animato “Sammy”, dopo una presentazione del progetto che è sembrata abbastanza formale ma doverosa.

Ovviamente simone non conosce (per fortuna?) il mondo della mamme blogger! Non sono riuscita molto a fare networking… ma all’inizio della giornata sdi è presentata the pocket mama, con marito e gemelle 🙂 Ha fatto delle belle foto! anche un altro papà ci ha scritto un post, potete leggerlo qui.

L’Acquario di Genova e le scoperte

Diciamo che, dopo gli obblighi di dovere, l’Acquario di Genova è una figata (a parte gli africani all’ingresso che volevano a tutti i costi regalare collanine e braccialetti in occasione di una improvvisata “festa d’africa”). Comunque dicevamo, l’Acquario è veramente grande e bello e pulito come ve lo immaginate. I delfini sono incredibili da vedere dal vivo (soprattutto sott’acqua).

La mattina abbiamo guardato i cartoni animati di Sammy con tutti i bimbi, per raccontare l’operazione benefica che Acquario di genova onlus e Eagle picttures fanno: per ogni DVD di sammy acquistato , 10 centesimi verranno devoluti a favore dei progetti di salvaguardia per tartarughe marine e delfini.

Infatti molte tartarughe vengono abbandonate in terre non loro, modificando la fauna del territorio, e mettendo a rischio le specie più sensibili! Acquario di Genova con il progetto life emys mette a salvaguardia le tartarughe emys e anche quelle specie che vengono ferite a contatto con l’essere umano.

Sapevate che le tartarughe di inverno si ibernano e riposano sul fondo dello stagno tutto il tempo resporando pochissimo ossigeno? Nel primo anno di vita molto piccole testuggini muoiono, per questo nei primi due anni di vita fanno fare il processo di ibernazione in cattività, e al secondo anno le lasciano in libertà: il tasso di mortalità in questo modo si abbassa tantissimo!

Anche con i delfini c’è un progetto in atto: cercano di identificare e mappare i cetacei del mar ligure tramite la decodifica della pinna dorsale. In base all’usura, ai tagli e alla forma della pinna; come se fosse una sorta di impronta digitale 🙂 questi cetacei – anche chiamati delfini di costa perchhé tendono a stare vicino alla terra ferma e molto a contatto con l’essere umano)

Ci sono tanti animali e devo dire che non mi ha fatto quell’effetto di tristezza che mi aspettavo (a parte nella sala dei pinguini, che sono veramente immobili e sembrano traumatizzati). C’era un pesce molto grande e ho detto alla Cami: “guarda Camilla il pesce di Pippo!” (la sera leggiamo sempre una storia che si chiama “Pippo ed il pesce magico”, è una di quelle storie Disney con la morale, ormai la so a memoria anche io…) comunque il pesce magico è diventato la mascotte del giorno.

A me hanno affascinato gli animali tropicali, i coccodrilli e i coccolosi lamantini

La stanza delle meduse è piaciuta moltissimo a tutti, anche la Camilla è rimasta affascinata. Come bonus della gita comunque ci hanno fatto vedere dei laboratori e le vasche non accessibili al pubblico e i retroscena delle vasche di lavoro dove riproducono le meduse che, tenetevi forte, sono parenti strette dei CORALLI! Lo sapevate?

Forse a Camilla sono piaciute più le meduse che i delfini! Anzi, più di tutti gli squali! I laboratori (che ho visitato io mentre lei dormiva stravolta nel passeggino) sono stati bellissimi: ci hanno fatto conoscere gli animali marini del mar ligure, le stelle marine, i pomodori di mare, paguri e ricci.

Abbiamo visitato le vasche nascoste di cavallucci marini e meduse, per mostrarci un piccolo dietro le quinte di quello che succede tutti i giorni mentre rimaniamo estasiati davanti alle vasche.

Vorrei ringraziare trenitalia per il regionale economico e pulito e le focacce genovesi. ciao a tutti!

Grazie focacce genovesi con il formaggio! ❤

curiosità:

  • ho chiesto al responsabile scientifico dell’Acquario di Genova come si fa a capire se un pesce è felice o triste e lui mi ha risposto un po’ scocciato: “beh, ce ne accorgiamo” poi ha aggiunto “dallo stato esteriore, squame ecc, e se mangia oppure no. Ed in alcuni casi anche dal comportamento“. Siccome non ero molto convinto della risposta, ha aggiunto “comunque chiunque abbia un pesce in acquario a casa se ne accorge“. Forse ha pensato che la mia domanda fosse provocatoria o che io non abbia pesci in casa o che forse io non amo gli animali ma lui si. Non saprei, la questione della felicità dei pesci è ancora scottante e irrisolta.
  • polipo e polpo, occhio a cosa scegli! il primo, con la “i” è un mollusco che si attacca ai fondali marini, il polpo, senza “i” invece è quello che si mangia con le patate!le meduse hanno pochi mesi di vita, e fanno parte della famiglia del plancton. All’acquario di Genova le allevano, sia per il ricambio nelle vasche, sia come cibo per la catena alimentare. Le meduse dell’Acquario hanno tentacoli e corolla blu, dentro ci vivono le alghe!
  • sono i papà dei cavalluci marini a portare le uova nel marsupio, e quando devono nascere i piccoli, si scuotono tutti per fare uscire le uova. I cavallucci marini hanno questa coda prensile, e la usano per aggrapparsi a tutto. a volte sembrano dei vermetti :O

PRO e CONTRO della visita all’acquario di Genova con i bimbi

Pro:

  • L’acquario è dotato di bagno con le facilities per mamme e bimbi (allattamento, fasciatoi etc)
  • Arrivare all’acquario con il treno è molto semplice, basta scendere a Genova piazza principe: da lì si fa una passeggiata di due chilometri e arrivi dritto dritto all’Acquario. così inquini anche di meno 😉
  • C’è il personale che fa passare le famiglie con passeggini in percorsi alternativi per raggiunger e le vasche;
  • Ci sono gli ascensori (forse un po’ stretti per l’affluenza che c’è)
  • Al piano terra ci sono due ristoranti e un piccolo parco giochi per far sfogare i bambini;

Contro:

  • La visita per i più piccolini è ardua: chi non cammina o usa il passeggino ha difficoltà a muoversi, e ci si rischia di perdere;
  • Non ci sono punti “riposo” con panchine o momenti di relax o di silenzio (l’unico punto gioco per bimbi è di fianco ai pinguini, utilizzato per la promozione di Spongebob, e i genitori si siedono sulle scale!)

Come (fare) Quando Fuori Piove

18 Feb

Dalle mie parti, quando si insegna a un bambino a giocare a scala 40 o Machiavelli si dice sempre “Come Quando Fuori Piove” per far ricordare l’ordine dei segni quando si cambiano i jolly o le altre carte con un segno che è sul tavolo: Come è Cuore, Quando è Quadri, Fuori è Fiori e Piove è Picche.

Ora con la piccola pera ci stiamo addentrando nel mondo del memory, per le scale, scope e briscole è ancora troppo piccola ma quando fuori piove -o nevica, o tuona, o in casa abbiamo tutti la febbre alta- bisogna trovare dei diversivi attraenti più della televisione per passare giornate e giornate chiusi in casa.

Lo dico da esperta, perché abbiamo fatto un gennaio pieno di catarro, termometri e tachipirina, e giusto in questi giorni la neve dalle nostre parti ha sotterrato le scale, blindato i portoni e nascosto le auto. Altro che “cucù!”. Avevamo bisogno di inventarci qualcosa.

Cosa fare quindi con una bambina di due anni quando si deve rimanere in casa?

1. Facciamo finta che…

La prima attività a cui ci siamo dedicate è stato far da mangiare: abbiamo prodotto una buonissima torta al cioccolato (senza uova e senza lattosio). Per i bambini dai due ai tre anni interpretare dei ruoli è molto importante, così come è importante e istintivo copiare ciò che la famiglia fa o dice per apprendere come si vive. Insegnare il gioco del cucinare per me è molto divertente perché mi riporta indietro negli anni quando ero io la piccola attrice, e poi vedo la pera impegnarsi e riuscire ed essere soddisfatta per avermi aiutato e questo non ha prezzo.

cucinare una torta al cioccolato con i figli

Se non si ha voglia di fare disordine in cucina comunque i piccoli giochi d’interpretazione possono essere ricreati in qualsiasi ambiente: potete allestire un supermercato per giocare a fare la spesa con un cestino e dei ritagli del giornalino delle offerte del negozio come i prodotti veri; le poste saranno un tavolino, fogli, buste e timbri, con la fila dell’attesa e magari qualche lettera da spedire agli amichetti e cosi via… Date spazio alla fantasia!

2. I giochi manuali

Dopo il “facciamo finta che” abbiamo fatto un po’ di lavori manuali: i Lego Duplo -quelli soliti un po’ più grandi dei soliti lego e con colori anche più vari- ci piacciono molto e costruiamo molte torri e animali fantastici per lo più. Questo è un gioco che Camilla apprezza sia stando da sola che con noi; a me piace lasciarla fare perché impara l’autonomia e il “sapersi bastare” ma spesso io e papà troviamo sempre un ritaglio di tempo per intrufolarci perché diciamolo: i Lego piacciono anche a noi! 😀

costruzione di lego duplo per giocare

A Camilla piacciono anche giochi in cui impila le cose -libri e dvd in primis, gli album con gli adesivi stacca attacca e anche i puzzle molto molto facili (abbiamo una scatola della Django con quattro puzzle fatti rispettivamente di due, tre, ancora tre e quattro pezzi. Lei impara da sola la difficoltà e piano piano aumenta il livello di manualità nel comporre il pezzo).

3. Attività fisica

Quando abbiamo bisogno di fare attività fisica e siamo in forma ma fuori proprio non si può andare ci piace ballare e fare musica! Qui da mia suocera (la nostra postazione momentanea) abbiamo in circolazione per casa due cd che vanno in loop: uno di Raul Casadei e il primo album degli Aqua. Due generi molto diversi che si adattano bene ai diversi stati d’animo della giornata ma, è molto difficile proporre qualcosa di nuovo. Poteva andare peggio in effetti, anche se Raul Canta “La voglio verginella” e gli Aqua propongono “I’m a Barbie Girl”… nostra figlia poteva innamorarsi di un album di Marilyn Manson o diventare fan di qualche cantautore hipster, chessò. 😀
Comunqe ci appassioniamo molto e creiamo dei veri e propri passi di danza moderna, a volte facciamo dei musical, a volte seguiamo la musica con tamburelli, flauto e pentolini, a volte mi rifugio sul divano e lascio fare il lavoro sporco alle nonne perché io non ho tutta quella energia.

Un’altro tipo di attvità fisica che mi sono inventata con quello che avevo in casa è la percorso di psicomotricità. Praticamente ho messo insieme dei pezzi di giochi per costruire un percorso ad ostacoli in cui la pera può scavallare liberamente o seguire le mie istruzioni vocali. Non ho nessuna nozione tecnico-scientifica, nel costruirla vado ad ingegno con quello che mi capita sotto tiro: ho un ricordo vividissimo dei miei primi giorni di asilo nido in cui facevamo la “danza del serpente” seguendo un percorso di questo tipo e in cui io ero ovviamente intrippatissma. Si sa i genitori tendono sempre a replicare le proprie passioni per insegnarle ai figli.

insegnare psicomotricità ai figli in casa

Qui ne avevo costruita una usando la montagna di libri come una scala, da cui saltare, le ciabatte erano da schiacciare una volta con il piede sinistro e una con il destro, la pista del trenino di IKEA era sfruttata come cerchi in cui saltare dentro; poi un giro intorno all matrioska e tutto da capo!

4. creatività e colori

Se sono io ad essere k.o. lascio che la pera si intrippi con pennarelli, fogli e matite. Ogni giorno che passa diventa sempre più brava e mantiene sempre di più il controllo del movimento mentre colora (mother’s proud mode:on). Quando era più piccola preferiva fare disegno libero, ora si è abituta ai libri da colorare che le regaliamo (ammazza ma quanto costano?!) e sta delle mezz’ore a passare il pennarello dentro le righe – anche se di solito  la figura che viene colorata è monocromatica 😀

Una volta quando Camilla aveva la sesta malattia ho trovato in edicola questo super poster della Peppa da colorare che era più grande di lei; ci è servito parecchio come metodo di distrazione, ed è durato settimane intere anche dopo la malattia. Lo stesso effetto si può ottenere stampando tanti disegni personaggi dei cartoni sui fogli A4 e poi attaccandoli l’uno alll’altro con dello scotch, sul retro.

5. Leggere, leggere, leggere

Leggiamo spesso e un sacco di cose varie. I libri che le leggevamo quando aveva 18-24 mesi ora li sa a memoria e li legge lei a noi: sono di quelli un po’ più facili, senza troppe parole e lei ricorda il significato attraverso le figure; ora qui abbiamo tutta la biblioteca Disney che apparteneva al papà e alla zia e leggiamo storie come “la giornata nera di Paperino” dove tutti sono tristi e “Pippo e l’amicizia” dove Pippo scambia la mucca della vicina per mangiare dal fornaio (ma state tranquilli, lei non si offende). Sono storie scritte probabilmente durante un trip allucinogeno ma è un momento di routine molto tenero dove ci rilassiamo tutti e tre.

camilla mentre legge il libro dal titolo "io sono acqua"

6. Il tuo contributo

Quali sono secondo te le attività più divertenti da fare in casa? Ogni genitore ha il suo modo di intrattenere i propri figli, e questi sono i miei spunti per sopravvivere ad una giornata di pioggia.

Invece quali sono i tuoi? Che attività fai in casa con il tuo bimbo?

 

“Segni d’infanzia”: festival di arte e teatro per le nuove generazioni (con programma dell’evento)

20 Ott

Oggi ho scoperto un evento magico: Segni D’infanzia, il festival‬ internazionale di arte‬ e teatro‬ per le nuove generazioni dal 5 al 9 novembre, a Mantova.

Cosa fanno? Spettacoli e cultura‬ per piccoli: gli eventi sono pensati per partecipanti dai 18 mesi ai 18 anni, divisi ovviamente per fasce d’eta. Non sono mai riuscita a trovare cose da fare in famiglia in cui la piccola Camilla -che ora ha due anni- fosse partecipe e attiva durante l’evento, e invece qui è tutto a misura di bimbo e di famiglia‬!

alcune foto delle vecchie edizioni festival segni d'infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d’infanzia

foto edizioni festival Segni d'infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d’infanzia

Insomma, per crescere bisogna nutrire anche cervello, cuore e anima, e credo che questi eventi dovrebbero essere sempre più in evidenza. Io vorrei essere sempre lì, per far capire alla mia bimba ancora una volta che arte è bello, che essere creativi è bello, che sognare è bello.

 foto delle  edizioni festival Segni d'infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d’infanzia

 foto  edizioni festival Segni d'infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d’infanzia – i bambini interagiscono!

 foto delle edizioni festival Segni d'infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d’infanzia

Ci saranno spettacoli di teatro, spettacoli interattivi, ma anche racconti, libri, mostre, esperienze, didattica. Libero spazio alla fantasia! E come potete vedere dalle foto i bimbi agiscono e non danno fastidio 🙂 Sembra un sogno! Credo proprio che ci andremo 🙂

Domani 21 ottobre 2014 ci sarà la conferenza stampa, per chi volesse saperne di più, nell’immagine in fondo trovate tutte le coordinate,  se invece come me volete dare un’occhiata al programma potete sfogliarlo qui: http://www.segnidinfanzia.org/programma/

conferenza segni d'infanzia mantova

conferenza segni d’infanzia mantova

foto edizioni segni infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d’infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d'infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d’infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d'infanzia

alcune foto delle vecchie edizioni festival Segni d’infanzia

E tu hai voglia di andarci? Fammelo sapere 🙂

(photocredit: segni d’infanzia)

La wishlist delle cose da fare quando sarò guarita

27 Gen

Mi sento una menomata, con il fuoco di Sant’Antonio in atto. Anzi no, mi sento come Bruce Willis quando si prende una pallottola nella spalla. Mi manca solo la sua forza di volontà pr continuare a sparare un’ora e venti di fila a tutti quelli che gli si presentano davanti. Piccoli dettagli.

mi sento come bruce willis: vecchia e contusa

Questo dolore è forte e costante, con fitte  e spasmi. se sto immobile un pochino si quieta, se mi muovo e se per caso la maglietta svolazza un pochino, le fitte aumentano.

Rettfico: mi sento come Bruce Willis con una pallottola nella spalla e una medusa aggrovigliata al braccio che usa i tentacoli per scrivere la Divina Commedia sul torace. Ci siamo capiti?

Anche se è una malattia da cui si guarisce, resistere al dolore dell’herpes zoster è estenuante e spendo quasi tutte le energie sopportando il male, anche se prendo gli antidolorifici quando sto per sbroccare. Ho questo rapporto un po’ morboso con il dolore: lo temo, ne ho paura direi, ma quando ce l’ho temo anche di prendere antidolorifici inutilmente (forse per la troppa insistenza con cui mia mamma afferma che bisogna prendere antidolorifici in ogni caso, forse perché in passato ne ho abusato parecchio ad ogni piccolo segnale). Alla fine il dolore è un sintomo e va ascoltato, e ho paura di zittirlo quando mi dice qualcosa.

Cercando di sopportare queste paranoie, per tirarmi su di morale cerco di pensare a cose belle da fare quando potrò stare a contatto con altre persone (sì, sono in quarantena e questo mi fa sbroccare ancora di più) e quando avrò le forze di farlo, soprattutto!

Per adesso la mia wishlist è questa:

  • andare ad un concerto
  • tornare ad un concerto de Il teatro degli orrori
  • andare a cena fuori con Alle e Robby (e andare a ballare)
  • tornare al parco giochi di gomma coperto con la camilla
  • andare in vacanza a Cardiff  per visitare il museo del Doctor Who (progetto a lunga distanza, ma c’è sempre bisogno di organizzazione per partire in tre)

Ecco pensare a queste cose mi fa stare bene e non mi fa sentire una reclusa.

Ora sono molto concentrata per due progetti di lavoro e mi distraggo con quello, ma avete qualche consiglio per sopportare le ore in casa senza annoiarmi? Contate che i giochi fisici con la camila sono banditi, ma che tenerla mi occupa la maggior parte del tempo!

giorni frenetici

25 Lug

Giorni frenetici. l’organizzazione è alle stelle eppure non è organizzato niente. andiamo a braccio, il canovaccio è vuoto. Ce la faremo mai? Ci sono secondi in cui tutto è perfetto altri invece che tutto è al contrario di come dovrebbe essere. ma ci guardimo negli occhi e respiriamo fiducia (ogni tanto, quando non litighiamo).

letto d'ospedale

Sono stanca. Occhi che bruciano, socchiusi, sento le rughe del sonno arrotolarsi intorno alle pupille. Chiamano Morfeo, e io sono sempre di corsa, scappo da lui che devo fare tutto. Devo vivere. Devo rincorrere persone che cercano di vivere, e fare cose che mi permettono di vivere: la spesa, i soldi, le pulizie, il 730. Nei pochi momenti che mi restano per vivere -davvero- sto con simo e camilla, scrivo alle mie amiche. Forse stasera ceno con due di loro. Boccate di ossigeno.

In casa c’è sempre qualcuno che cerca di aiutarci in questi giorni che corro all’ospedale. Arrivo a casa però e le mie piantine sono state potate, i panni spostati, mi si rincorre perfino nella camera da letto criticando i miei abiti da casa. E, se proprio lo volete sapere, il vestito a righette giallo e bianco con la cordicella beige attorno alla vita che indosso è proprio bellisimo. Alla faccia di chi deve mostrare, invece di essere.

Anche adesso potrei dormire, riposarmi prima di riprendere la macchina e farmi dare della stupida da mia madre che non apprezza il modo in cui le sistemo il cuscino dietro la schiena. Ma sto qui. meglio scrivere, che poi a tenerle dentro le cose marciscono.

Mi nutro di carboidrati e caffè. Caffè con amici, in solitudine, in tazze bollenti, virtuali. ci sono loro a consolarmi. i miei caffè, le carezze di simo e i versetti vezzosi della camilla. per fortuna.

caffè con iaia http://gikitchen.wordpress.com/(foto di iaia -grazie ❤ – http://gikitchen.wordpress.com/)

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