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Kidsbit 2017: il festival ultragalattico per piccoli esploratori digitali

3 Mag

Se c’è una cosa che amo sono i festival, di più se ci sono tecnologia, arte e spaciugamenti interattivi.

Io e Cami andremo a KidsBit, a Perugia dal 26 al 28 maggio!

Qui sotto, nel post di Around Family blog, trovate tutte le info per viaggiare e alloggiare con la famiglia, fatemi sapere se andrete!

Around Family Blog

Qualche giorno fa, parlando davanti ad una platea di imprenditori in Cina, Jack Ma il proprietario e Ceo di Alì Babà, il più grande sito e-commerce del mondo, ha detto: “L’intelligenza artificiale sarà una realtà entro i prossimi trent’anni. E’ necessario però che le nuove generazioni comincino da adesso a capire come funziona, affinché siano in grado di poterne sfruttare gli enormi vantaggi, evitandone i problemi”.  Anche per questo è necessario partecipare a Kidsbit, Festival dedicato a innovazione, tecnologia e creatività digitale dedicato ai bambini e al loro futuro, in programma a Perugia dal 26 al 28 maggio.

Manifesto Kidsbit2017

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Due anni

23 Set

Due anni fa, ieri, andavo in ospedale pensando “ma sì, non ho neanche dolore, andrà tutto bene”.
Due anni fa questa notte me la ridevo con mia cognata, mia suocera, mio papà e Simone mentre facevo il tracciato e non sentivo nulla. Dopo dormivo tranquilla ignara di quello che sarebbe successo il giorno dopo.
Due anni fa, stamattina, odiavo i parenti della mia vicina di letto che mi venivano a fare gli auguri mentre io barcollavo per le contrazioni dolorose e l’ossitocina maledetta.
Due anni fa,  verso l’una, entravo in sala parto, mio padre chiedeva alle infermiere come stavo e io per un momento mi sono dimenticata del dolore pensando “WTF?”
Due anni fa, adesso, imploravo silenziosamente un’epidurale che non potevo avere di domenica, arrivava con il cambio turno la mia ostetrica Lodovica che pensava fosse tutto quasi già fatto è invece mi ha aiutato a fare tutto.
Due anni fa, tra tre ore, Simone tagliava il cordone ombelicale che non era tanto sicuro di voler tagliare, io prendevo in braccio una piccola pera per nulla scossa da tutto questo trambusto e la battezzavo come piccolo essere a sé stante.
Due anni fa, pochi minuti dopo, cercavo mia mamma preoccupata, che ci aspettava insieme agli altri fuori dalla sala parto nonostante avesse da poco fatto la chemio, e che mi ha donato tutto l’amore che poteva.
Due anni fa, stasera, mi sono mangiata un panino col salume dopo nove mesi di astinenza.

Buon secondo compleanno piccola Camilla, sono passati solo due anni e sembrano un’eternità! 
Auguri!

Di quando non sai cosa scrivere

3 Giu

Ciao, mia mamma è morta e la mia vita continua.

Penso a lei sempre, e quando non ho niente da fare, penso a lei troppo.

Abbiamo fatto funerali, cene, aperitivi. Una festa in suo onore, con musica e franciacorta, come avrebbe voluto lei. Dove avrebbe voluto essere. Abbiamo fatto fluttuare lanterne cinesi in aria, che poi si sono accasciate a terra una cinquantina di metri più in là. Tutto il romanticismo di un messaggio scritto su un pezzo di carta svanito in un campo di erba medica.

work by AlexanderJansson

E insomma. Le giornate vanno così. Devo ridarmi una routine, un obiettivo per cui trovare la forza di muovermi; un benessere personale, pezzettino di serenità nel mio cuoricino rotto.

Ma non posso continuare a scrivere qui di lei e di me e della morte; alla fine questo blog è nato per raccontare soprattutto di me come mamma, e non di me come figlia.

Ne ho aperto un altro, che vi passerò se vorrete, e qui ricominceranno le solite digressioni su mamme al parco, piccoli e grandi progetti, post in sospeso (perdonatemi!), scritti senza tempo e senza ricordi.

Immagine

Una famiglia di guerriere

17 Mag

Una famiglia di guerriere

La mia mamma ha lottato fino alla fine. E’ una guerriera e sempre la sarà. Mi ha insegnato a lottare, a volermi bene, a cercare la felicità. Non sempre è stato facile -nessun rapporto madre figlia lo è- e spesso ci siamo allontanate; come le calamite che ci regalavamo di ritorno dai nostri viaggi da un lato ci respingevamo e dall’altro diventavamo una cosa sola. Lei ha lottato fino alla sera del 14 maggio 2014, e in fondo al cuore so che è un bene che si sia lasciata andare nella terra dei sogni. Ma sarà sempre nel mio DNA e nel mio cuore, così come ne tramanderò il ricordo a mia figlia, per farle sapere la forza della natura che è, sempre sarà.
Ciao Mamma Lella ♥

Teoria dell’evoluzione nella cittadina di Colorno

9 Apr

A tutti piace giudicare. C’è chi ne è consapevole, chi lo fa con gusto, chi con cattiveria, chi da ubriaco e chi in buona fede. Tutti lo facciamo. Donne, uomini. Anche i bambini, lo fanno! Io sono sempre stata della schiera “sono una persona buona e certe cose non le faccio” ma in realtà in questi ultimi mesi mi sto ricredendo su un sacco di cose che pensavo vere di me e non lo sono.

Non sono stupida

Non sono mongola

Non sono ingenua

Sono protettiva

Sono sorridente

Sono rompiballe

Sono amorevole

Sono metodica (per certe cose)

E sì. Sono giudicante.

Ci pensavo oggi mentre tornavo a casa dal parco. Io e Cami siamo state lì metà pomeriggio, e ora che c’è la bella stagione ci andiamo quasi tutti i giorni. E come tutti i giorni sono arrivata, ho percorso la stradina di mattoncini a forma di papillon, e mentre costeggiavo l’aiuola invasa dalle api -maledette- ho iniziato a scrutare il parco. Non cercavo vecchietti maniaci o uomini di colore pronti a rapire mia figlia. Scrutavo LORO. Le altre mamme.

Camilla al parco giochi di Colorno

Le altre mamme del parco di Colorno le ho suddivise per categoria. Le Mamme Straniere occupano una delle uniche due panchine all’ombra di tutto il parco, usano i passggini abbandonati dei loro figli come poggiapiedi e parlano in una lingua arcaica (che ho scoperto oggi essere greco) ai loro figli/nipoti. le ragazze della famiglia hanno i capelli tosati quasi a zero (non so perché), compresa la piccola bimba con cui oggi Camilla giocava. Ho interagito, l’ho sorretta per non farla cadere, mi ha sorriso, proprio simpatica. Così quando sua sorella è venuta a prendere la piccola ho provato a chiederle quanti mesi avesse -si inizia così un discorso tra possessori di bambini, vero?- e sua madre le ha urlato in greco cose che come reazione l’hanno fatta allontanare di fretta con la bimba a penzoloni. Se ve lo state chiedendo, no: non puzzavo.

La Mamma Borghigiana, è altrettanto curiosa da osservare: affacciata al balcone della sua casa, fa giocare il figlio lì fuori per un tempo indeterminato, con il bel tempo. Per lo più osserva il susseguirsi degli eventi del suo quartiere da una comoda sdraietta bianca, e quando non fuma urla ala figlia di non fare niente (e per niente intendo tutto). Spesso parla con altre mamme borghigiane del figlio presente nominandolo in terza persona (“Ah… lui/lei…”) ed elencando tutti i difetti che ha. Oggi per esempio la tipica conversazione tra una coppia di mamme borghigiane riguardava il tipo di alimentazione della propria prole: “Ah, non vuole ne il formaggio, ne lo yogurt, ne il latte! Allora io gli ho detto <non mi interessa! almeno uno lo devi mangiare, ti devo guardare, non ci credo che mangi la mozzarella all’asilo!>”.

C’è poi la categoria Mamma Ansiosa, quella che veste la figlia nei primi giorni di primavera come se dovese partire per una missione segreta nel corpo dei Marines: berretto da pescatore color fieno per respingere il calore del sole legato con il doppio fiocco sotto il mento, occhiali da sole coprenti con elastico salva caduta; burrocacao sulle labbra e crema solare sulle guance; sciarpina di cotone per il vento (quella ce l’ho anche io), maglietta a mezze maniche con camicia sbottonata (ma a maniche lunghe e con il colletto alto) sopra; pinocchietti mimetici, calzettoni di spugna; scarpe simil antinfortunistica e… zainetto per entrambe contenente chissà quali misteri che neanche Mary Poppins riesce a spiegarsi. La suddetta mamma giustificava le ire della figlia scontenta quando i bambini che giocavano con lei non le passavano la palla (e se non lo sapete, MAI  giustificare un bambino per i suoi capricci, cadrete in un baratro senza fine).

Oggi mi sono imbattuta in queste tipologie. Chissà loro cosa hanno visto in me, quando sono avanzata nel parco. Osservo e giudico perché non sono all’interno della loro contesto sociale. Sono nuova, non mi conoscono. Ma questo non vuol dire che per loro io sia indifferente. Il giudizio è reciproco. Le mamme guardano sempre con sospetto quello che le altre fanno o non fanno, sopratutto se le azioni non rientrano nei canoni dell’educazione scelta per i propri figli.

Siamo animali insicuri, che annusano l’aria in cerca di qualche pericolo. Quando accenno all’autosvezzamento, per esempio, gli altri mi guardano come se stessi sacrificando mia figlia al Dio del digiuno forzato. Siamo animali spaventati, pensiamo che qualsiasi persona arrivi e possa compromettere il lavoro fatto in mesi o anni di educazione.

E forse non è così? Ma alla fine è evoluzione.

 

 

giorni frenetici

25 Lug

Giorni frenetici. l’organizzazione è alle stelle eppure non è organizzato niente. andiamo a braccio, il canovaccio è vuoto. Ce la faremo mai? Ci sono secondi in cui tutto è perfetto altri invece che tutto è al contrario di come dovrebbe essere. ma ci guardimo negli occhi e respiriamo fiducia (ogni tanto, quando non litighiamo).

letto d'ospedale

Sono stanca. Occhi che bruciano, socchiusi, sento le rughe del sonno arrotolarsi intorno alle pupille. Chiamano Morfeo, e io sono sempre di corsa, scappo da lui che devo fare tutto. Devo vivere. Devo rincorrere persone che cercano di vivere, e fare cose che mi permettono di vivere: la spesa, i soldi, le pulizie, il 730. Nei pochi momenti che mi restano per vivere -davvero- sto con simo e camilla, scrivo alle mie amiche. Forse stasera ceno con due di loro. Boccate di ossigeno.

In casa c’è sempre qualcuno che cerca di aiutarci in questi giorni che corro all’ospedale. Arrivo a casa però e le mie piantine sono state potate, i panni spostati, mi si rincorre perfino nella camera da letto criticando i miei abiti da casa. E, se proprio lo volete sapere, il vestito a righette giallo e bianco con la cordicella beige attorno alla vita che indosso è proprio bellisimo. Alla faccia di chi deve mostrare, invece di essere.

Anche adesso potrei dormire, riposarmi prima di riprendere la macchina e farmi dare della stupida da mia madre che non apprezza il modo in cui le sistemo il cuscino dietro la schiena. Ma sto qui. meglio scrivere, che poi a tenerle dentro le cose marciscono.

Mi nutro di carboidrati e caffè. Caffè con amici, in solitudine, in tazze bollenti, virtuali. ci sono loro a consolarmi. i miei caffè, le carezze di simo e i versetti vezzosi della camilla. per fortuna.

caffè con iaia http://gikitchen.wordpress.com/(foto di iaia -grazie ❤ – http://gikitchen.wordpress.com/)

Le feste e un nuovo anno

1 Gen

Siamo riusciti a passare il traguardo delle prime feste natalizie per Camilla. Sono stati momenti di felicità misti a paura e sconvolgimento.

Sono stata felice, perché per la prima volta dopo tanti anni seduta a quel tavolo la vigilia di Natale c’era la mia famiglia. Non al completo, ma con il cuore sentivo tutti vicini, e tutti si sono impegnati per essere lì, ognuno a suo modo.

La mia famiglia la vigilia di natale 2012

La mia famiglia la vigilia di natale 2012

C’erano le nonne con le tovaglie e i copriletti; le zie con gli accessori di cucina. C’era chi non è più con noi e chi sta lottando per non andare. C’è chi è rimasto per cena e chi è passato solo per un saluto che però valeva più di tante ore passate insieme. E poi c’erano la mia mamma e il mio papà seduti allo stesso tavolo. Forse un po’ in imbarazzo, e seppur seduti vicini si sentiva la distanza di chi non si capisce fino in fondo. Però erano lì. Per la mia famiglia, per Camilla e per simo. E Camilla che rideva, si sentiva a casa. E anche a Natale e nei giorni seguenti, reduce da mille spostamenti, ore in macchina, clima spezzino nei piccoli polmoncini, non si risparmiava a regalare un sorriso a chi aveva intorno.

I parenti le hanno chiesto un po’ troppo, volevano troppa attenzione, e ora che siamo tornati a casa nostra ne stiamo pagando un po’ le conseguenze tra pianti disperati e fatiche ad addormentarsi se non in braccio. Ci sentiamo in colpa perché Camilla sente la fatica, gli orari strani e i troppi stimoli della nostra società consumistica, e abbiamo paura che la bimba “perfetta” che era prima – con versetti, sorrisi e pochi pianti- non torni più. Ma siamo dei genitori bravissimi e supereremo anche questi ostacoli che la vita ci fa affrontare. In fondo è la crescita, prima o poi dovrà imparare che ci sono tante cose nel mondo, più di quelle di cui abbiamo bisogno.

E’ stato un 2012 pieno di emozioni e di paure. Di quelle che ti fanno crescere. E’ stato l’anno dei cambiamenti, l’anno delle costruzioni e dello scorrere delle cose e delle persone superflue. Ho lasciato lo spazio per le persone veramente importanti nella mia vita, ed effettivamente c’era così tanto posto che una piccola creaturina si è fatta largo nella mia pancia! Ma c’era ancora spazio nel mio cuore e ho trovato le mie persone speciali sempre pronte a sostenermi nei momenti bui… Una piccola famiglia allargata, di quelle che non hanno paura della tua paura, e tu non hai paura delle loro. Di quelle che leggi sempre cosa scrivono e se non le senti per un’ora un po’ stai male. Che ognuna di loro è la persona ideale per comprendere un pezzettino di te, e per aiutarti a capire. Un 2013 come l’anno passato io lo voglio, come minimo. E poi ci si possono mettere tante cose in più. Buon anno nuovo!

La mamma & la mamma

24 Giu

In questi giorni sono un po’ in pensiero per tante cose, che ovviamente si mettono ad accumularsi tutte nello stesso periodo per renderti la vita più difficile.

Siamo riusciti a prendere casa in tempi decenti, e ora stiamo lavorando come matti per cercare di entrarci dentro il prima possibile, restando dentro il budget per i mobili e costruendo piano piano una casa che piaccia a Noi, non solo a me o solo a lui o agli altri o all’IKEA.

Ci sono le complicazioni burocratriche che ci fanno impazzire (perché deve essere così difficile farsi allacciare acqua, luce e gas a casa?) e l’ansia di dover fare tutto e subito, sentendo che si perde un sacco di tempo perché riusciamo a concentrarci sulla casa al 100% solo nei weekend.

Ci sono le complicazioni burocratiche della vita, la MIA in particolare, che mi punisce per essere troppo ingenua nel mondo della legge e del lavoro. Ho scoperto solo pochi mesi fa che se si hanno due CUD si DEVE fare la dichairazione dei redditi, e io per quella di due anni fa non l’ho fatto, quindi probabilmente, anche se andrò da un commercialista a farmi spiegare la rava e la fava di come funziona il mondo dei co.co.pro, dovrò pagare un multone di quasi 1.000 €, più le tasse Irpef dell’anno scorso.Più altri soldi per chiudere l’abbonamentro in palestra che non uso. Più eccetera eccetera.

Questo sperperare soldi mi spaventa molto, non ho idea di come fare a gestire un patrimonio, non l’ho mai fatto (anche se io e simo abbiamo attuato una tabela excel di budget falimiare da fare invidia agli statuti patrimoniali dello Stato), visto che non sono mai riuscita a mettere nulla da parte, e non ho idea di come affrontare delle spese di questo genere con uno stipendio di 800 euro al mese (se lo vogliamo chiamare stipendio).

Ci sono le complicaizoni, senza burocrazia, delle cose inaspettate. Mia mamma si è ammalata un anno fa e sta lottando contro un tumore facendo cicli di chemio, perdendo i capelli (che ora sono folti folti e bianchi bianchi 🙂 ) e esternando il suo dolore rompendo le palle a destra e a manca alle persone che le sono vicine. Aveva fatto un periodo di pausa in cui tutto era regolare, ma un paio di settimane fa mi ha detto che deve ricominciare i cicli di chemiotrerapia, che “saranno più leggeri” come dice lei, ma sono comunque sempre devastanti. E un po’ mi crolla una parte di mondo.

mamma lella e mamma marty

Non ho sempre avuto un bel rapporto con mia mamma, ma la morte dei suoi genitori in circostanze molto fragili ci ha compromesso, ma ci ha permesso di riavvicinarci molto, lasciando perdere tutta la rabbia, e la frustrazione e le cose non dette e non fatte; mettendo punto e a capo. Ci siamo perdonate e accettate come persone, prima che come mamma e figlia, e adesso stiamo bene insieme. Speravo che questa cosa del tumore stesse passando, e non chiedevo niente per non sapere niente. Vedevo che stava bene, che ricominciava a lavorare, e ignoravo la sua tosse persistente.

Io e simo abbiamo deciso di andare a vivere vicino a lei, sia per averla vicina in un momento delicato come il mio passaggio da figlia a mamma, a mia volta, sia per assicurarle che io ci sarei stata se lei fosse stata male. Però ora mi ritrovo ad avere semplicemente paura. Paura che lei muoia, paura di non averla accanto nei momenti più difficili della mia crescita di donna, paura di non riuscire ad aiutarla in caso di bisogno, paura di restare da sola, paura di aver fatto le scelte sbagliate.

mamma lella e mamma marty in posa

Sono consapevole che la mia famiglia ora è quella di me, simo e Fragolina, e mamma ha attorno a sé molte persone che le vogliono bene e che ci sono e ci saranno… Però mi sento fragile e spaurita, come un Bambi che cerca la mamma quando il bosco va a fuoco. Ho paura che questo legame che si è ricreato si spezzi troppo prima di quando non debba succedere, e purtroppo non posso fare niente perché questo non accada.

Lavoro su di me, imparo ad essere una persona autonoma che cerca tra le proprie esperienze la risposta giusta per le questioni del mondo, e intanto spero che la mamma non muoia.

Questo è un articolo decisamente adatto a far conoscere i superpoteri di noi mamme! –

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