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La Sardegna visitata in toccata e fuga

12 Ago Ulivo millenario a Cuglieri, in Sardegna

Le strade che portano alla Sardegna sono fatte di montagne giganti che noi adulti chiamiamo colline. Pochi alberi sono boschi e la macchina sfreccia alla velocità della luce.

Le prime vere vacanze, con viaggi, trasferte, valigie e tragitti infiniti, non si scordano mai. Soprattutto se si vivono con gli occhi di un bambino. Le domande sul mondo sono sempre aperte da un “perché…?”. E le risposte cercano di essere il più vere e semplici possibili, per imparare le verità su ciò che ci circonda anche a quattro anni e mezzo. E poi questa era la prima vacanza senza il papà, e vedere Camilla fiduciosa e felice nonostante gli mancasse mi ha rempito di gioia.

Quando si va in Sardegna, si prende il traghetto o l’aereo: noi abbiamo navigato e lì dentro il mondo è immerso in una bolla fatta di cibo costosissimo e angolo bimbi con parco giochi no-stop. Il vento che arruffa i capelli quando sei sulla prua della nave è magico però, e si sfidano le leggi della gravità per rimanere in piedi e non volare come Peter Pan.

La macchina è fondamentale per girare le spiaggie o l’entroterra, ma le strade che ti portano da un luogo all’altro sono qualcosa di meraviglioso: anche se la terra arida prende il sopravvento per la siccità, i campi sono esplosioni di ulivi, fiori, cactus, boschi e staccionate sgarruppate, chiesette e castelli abbandonati, colori caldi, aria limpida e profumo di pulito.

Castello abbandonato in Sardegna a Cuglieri

I paesini arroccati sulle montagne riportano indietro nel tempo. Le signore vestite di nero col velo in testa scrutano con sguardo attento e buono i nuovi arrivati, gli sconosciuti per strada salutano sempre con buongiorno e buonasera, le feste di paese sono organizzate in modo che ognuno porti qualcosa da mangiare e si stia tutti insieme, seduti in panchine arrangiate con balle di fieno poste in mezzo alle vie di casette colorate.

Sicuramente il mare della Sardegna è da vivere, ma non è attrezzato come un bagno a Rimini o Riccione. Per questo in questi giorni di vento abbiamo preferito esplorare la terra, scoprendo un bosco fatato -più per me che per Camilla, in verità- e un ulivo millenario che sonnecchia in attesa dei suoi visitatori.

Il Mare però è qualcosa di magnifico. Mare con la M maiuscola. Rimani a fissarlo per minuti interi (non ore, ho pur sempre una bambina a cui badare) e quando il corpo si rinfresca onda dopo onda mentre sei seduta sulla riva di questa distesa di acqua, lui sembra ringraziarti per esserti concessa uno spazio di calma in un periodo di pensieri. Pulisce l’anima, il Mare della Sardegna. Ma anche le persone in vacanza con noi hanno contribuito a togliere i calcinacci dal cuore e dalla testa.

mamma e figlia in spiaggia Sarda,acqua limpidissima

spiaggia di sassolini bianchi in Sardegna

Spiaggia pulitissima in Sardegna per i bimbi

tramnto 2017 a S'archittu, Cuglieri, Sardegna

E quando è tempo di tornare, anche se le cose sono sempre un po’ difficili, si ha più energia e il sorriso rimane stampato fisso anche quando le perosne cercano di abbatterti. Perché le persone che ci amano ci sono sempre, al fianco. E progettano con noi la prossima vacanza. Ho qualche idea in mente…

bullettjournal infografica vacanza sardegna

cronache di una settimana dalla nonna

22 Feb

Ebbene sì, abbiamo ceduto alle fatiche dell’essere genitori. Rido in faccia a chi pensa che fare un bambino sia facile perché “la mamma tanto resta a casa a far niente” e il papà “tanto lavora ed è tutto come prima”. Eh, no. Cari miei, vi sbagliate e di brutto.

Per un motivo o per l’altro non abbiamo un aiuto costante in casa (niente nonni che badano alla bimba – donna delle pulizie – casa domotica o scorte di red bull o guaranà in dispensa) e stavamo giusto giusto sentendo il bisogno di una vacanza per staccare la spina. Quindi ci siamo concessi una settimana a casa di mia suocera. La scusa ufficiale comprendeva visite mediche – giornate di lavoro a Milano – compleanni e san valentini. In realtà un buon 80% era dato dalla stanchezza e dalla possibilità di dormire un po’ di più al mattino. Camilla è brava, “dorme?” ci chiedono tutti, e noi rispondiamo “Si, certo, tutta la notte” e quindi ci sentiamo dore “Che fortunati!”. In realtà siamo un po’ scemi: andiamo a letto tardi e poi la mattina alle sette quando la sveglia sorridente “mmmmmmmama!” “papààààààà!” ci chiama, noi assomigliamo molto agli zombie di the walking dead.

Siamo stati a Salsomaggiore una settimana precisa precisa, e in questo lasso di tempo abbiamo imparato che:

  • la mattina non sempre vogliamo il latte (che sia articifiale o di riso) soprattutto se non ci sono mamma o papà;
  • ci piace togliere i cd dal porta cd, romperli un po’ e poi rimetterli al proprio posto (perché è giusto essere ordinati);
  • la scarpa sinistra va nel piede sinistro, ma a volte anche in quello destro;
  • la palla delle principesse va lanciata con le mani e con i piedi, ma soprattutto deve essere sorretta da un sonoro “DDDAI!”;
  • il tavolino a forma di sasso della nonna è un perfetto scivolo;
  • i fogli vanno lanciati per terra;

giochi dei bambini: fogli per terra

  • i pennarelli sono eccezionali per colorare, oltre che mani e gambe, anche pavimento e divano di pelle;
  • Peppa Pig e il Re Leone sono dentro la televisione e bisogna schiacciare il telecomando per vederli;
  • i braccialetti ci piacciono molto, sappiamo infilarne tanti in un braccio e poi vezzeggiarci davanti allo specchio;
  • i braccialetti di cui sopra si possono anche nascondere, ma poi non ci ricordiamo dove li abbiamo messi e scatta la lamentela;
  • le paperelle dello stagno di Salsomaggiore ci fanno impazzire, di più il cigno, ma ancora di più i galli che si arrampicano sugli alberi (ma poi non li troviamo più);

camilla e il cigno di salsomaggiore

  • ci sono un sacco di bambini che giocano di fianco alle terme (in piazza) ma a noi ci piace guardarli e al massimo rincorrerli e poi fermarci a debita distanza;
  • il carnevale ci piace -anche se non abbiamo idea di cosa sia- perché mamma e papà ridono quando mi mettono quella cintura che tintinna al mio zampettare lesto.

primo carnevale di camilla

La cosa bella è che dalla nonna si imparano un sacco di cose che non si imparerebbero qui a casa e a volte è giusto anche abbandonare certe barriere e certe ridigidà educative per fare esplorare a Cami un mondo diverso dal nostro (cosa che funziona perfettamente fino a quando non torni a casa e perdi tutti i ritmi sonno-veglia-routine e ci metti altrettanto tempo per recuperarli, ma questa è un’altra storia!)

AAA cercasi vacanza

29 Giu

Questa settimana di freddino ci ha salvati e tra poco arriveremo a luglio: solo due mesi di caldo torrido. Abbiamo postdatato a data da destinarsi l’installazione del condizionatore, e quindi l’unica alternativa che ci resta -oltre a scioglierci agonizzanti nel nostro stesso sudore- è quella di andare in vacanza in posti più freschi.

L’ansia prevalente è sempre il “cosa mi porto dietro” e vorrei una passaporta per tornare a casa in tre secondi netti. Ma è anche l’ora di uscire dalla mia comfort zone e sperimentare con la cassetta di pere nuovi posti, nuovi modi di dormire, nuovi cibi. Anche perché da quando ha assaggiato gnocchi al gorgonzola e fusilli all’amatriciana, direi che il passo dallo svezzamento all’autosvezzamento lo dobbiamo fare solo io e simo. Lei è pronta per mangiare di tutto! (se non sapete cos’è l’autosvezzamento guardate qui, poi vi racconto).

In definitiva: cerco una vacanza. Senza aerei e traghetti, lontano dalla casa, dall’ordine, dalle pulizie, dalle lavatrici, ansia da organizzazione. Vorrei ozio, coccole e tepore (nel senso di temperatura tiepida). Si può? Ne avete una a portata di mano?

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