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Caccia al tesoro di uova di Pasqua!

25 Mar https://dilloallamamma.wordpress.com/2016/03/25/caccia-tesoro-uova-pasqua

Ditelo, che state ancora ravanando tra gli scaffali del supermercato, indecise su quale uova di Pasqua comprare per domenica! La pasqua é come il Natale, bisogna prepararsi in anticipo per preparare i doni da portare in famiglia (e non solo ai bambini, ognuno merita un regalo!). Potranno essere doni fondenti per i cinici, al latte per i golosi, con nocciole o riso soffiato per i raffinati. Ma casa vostra sarà invasa da sacchettini di carta cangiante  e bellissimo, profumatissimo, incartatissimo cioccolato a forma di uovo.

C’è un’infinità di scelta tra tipologia di cioccolato e varietà di regali, ma i bambini non riescono a resistere alle uova con i cartoni animati. Ok, tutte le uova sono fatte di cioccolato, ma quelle di Dolci Preziosi sono dei loro personaggi preferiti! Sono lì davanti a loro e potrebbero sbucare dal guscio croccante per inventare insieme nuove avventure e sconfiggere temibili nemici in nome dell’amicizia (sono questi i fondamenti su cui si basano i cartoni del 2016, giusto?)

Volevo che per Camilla la prima Pasqua “attiva” diventasse “inter-attiva“, per scavare a fondo nella fantasia, ricavare tempo di qualità insieme e scoprire nuove emozioni come la competizione, la sorpresa, il mistero, la generosità e la condivisione. Ho indetto quindi una bellissima caccia alle uova di pasqua in giardino, nascondendole in giro per i pochi cespugli fioriti.

Ok ok, non sono un asso nel mimetismo, lo ammetto.
Ma dove sono tutte?

caccia alle uova di pasqua home made - dillo alla mamma

Si saranno nascoste sull’albero?

La Pera, insieme alla sua amichetta del cuore, ha cercato dappertutto per un’ora intera, esaltandosi per ogni scoperta, incitando la sua amica e regalandole le uova: molto generosa, Cami, brava!

Io sono tornata un pochino bimba: grazie ai personaggi con cui giocavo quando andavo a scuola – le tartarughe ninja erano le mie preferite ❤ – e grazie alla fantasia che ogni giorno Camilla mi aiuta a sprigionare con giochi nuovi e ragionamenti senza paletti.

Cosa vi dicevo a proposito di diventare un eroe per sconfiggere temibili nemici? 😀

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OHO! OHO-OOOOHHHH, LA PASQUA DEI NINJAAAAA!

E voi cosa avete organizzato per Pasqua? Uova, gita, pic nic?

Giochi in scatola per famiglie: giochiamo insieme a torte in faccia?

23 Mar

Arriverà la primavera. Lo sento. Il mio corpo si è erroneamente abituato ad una temperatura di 15 gradi con sole sparato in faccia, colpa di quel tempo benevolo che ha risvegliato fiorellini, api e moscerini, per poi ributtarci in un freddo gelo di fine inverno che speravamo non arrivasse mai più.

Voglio togliere il piumino dal letto, voglio passare i pomeriggi al parco e mangiare gelato su una panchina mentre mia figlia si ricopre di fango ed erba e risate!

Nel frattempo abbiamo bisogno di distrazioni, e in casa di solito ognuno tende a farsi i fatti propri. Chi lavora, chi colora, chi pulisce, chi mangia biscotti di nascosto… (questa sono io!)

E invece darsi appuntameto seduti al tavolo anche quando non si mangia é un’abitudine da ritrovare. Per condividere un momento insieme. Ci ha dato questa opportunità il gioco in scatola “Torte in faccia” di Hasbro, un gioco di società per tutta la famiglia arrivato in un pacchettino un giorno di pioggia.

 

Si è capito, giusto? Ci piace, ma non è divertente 😀

Regole del gioco:

  1. monta tutti i pezzi
  2. metti la panna montata (o una spugnetta bagnata, in dotazione) sulla mano
  3. appoggia la faccia dentro il mirino
  4. gira il segnalino con i numeri
  5. il numero segnato nella rotellina corrisponde allo scatto delle manovelle: se alla fine del tuo turno la mano non è scattata, hai vinto! Se la manina scatta: TORTA IN FACCIA!

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Visto che per adesso non possiamo ancora sporcarci nel parco, perché non sbrodolarci di panna montata? 😀 Cami non è riuscita ad attendere la spesa con la panna per giocare e la prima volta siamo stati tre quarti d’ora buoni a sperare che la spugnetta bagnata non ci colpisse.
La nuova regola di casa stipulata dalla Pera è che se la mano ti colpisce, hai vinto. Ci credo, così si può mangiare tutte le volte la panna montata. Mica sema. Però io così vinco il patto del bagnetto in più 😉

Ci siamo divertiti giocando, abbiamo imparato un pochino i numeri e abbiamo ascoltato tutti attorno al tavolo. Dalle risate nascono sempre dei legami profondi, e si scopre qualcosa di più delle persone che hai attorno in quel momento, come se svanisse un piccolo pezzo di muro invisibile, fatto di quotidianità e distrazioni. Grazie Hasbro per averci fatto scoprire un pezzetto di noi!

 

Torte in faccia: QUI
Sito Hasbro: QUI

Almeno due giochi da fare con le figurine (provate al ristorante!)

24 Apr costruire libri per figurine con carta e pennarelli

La scorsa settimana ho fatto spesa da Tigotà con la piccola pera; mi piace fare la spesa con lei perché si diverte a portare il cestino e sceglie con criterio e diligenza i saponi da portare a casa, o le spillette da mettere nei capelli (mi dice “solo una, eh!“). É una routine che abbiamo da quando è nata, la spesa, e siamo sincronizzate molto bene. Ci divertiamo!

Durante il pagamento la commessa ha provato a fare amicizia con una Camilla non troppo convinta – lei diffida delle persone sconosciute troppo sorridenti o che la prendono in giro con le solite frasi d circostanza che si spicciolano ai bambini, socchiude occhi e labbra e le osserva in silenzio – e per “comprarla” le ha regalato un malloppone di figurine di Saponello, orsetto lavatore sconosciuto ai più, che dovrebbe fare da mascotte alla catena di profumeria.

Insomma a noi le figurine piacciono e siamo tornate a casa meno diffidenti, ma senza album il rischio del passaggio dalla borsa al cassonetto era molto alto.

Così mi sono inventata due giochi nuovi per poter utilizzare le figurine senza spreco, e soprattutto facendo attività che possano unire tutta la famiglia in un momento di ritrovo e di ascolto, cosa che apprezzo sempre molto e che spesso nella vita di tutti giorni é difficile da creare.

“Crea una storia sul momento”

(fondamentalmente la versione low cost del gioco da tavolo “C’era una volta”)

insegnare ai bambini a raccontare una storia con le figurine

Questo gioco con le figurine è facile da fare se si è seduti o si ha un piano sul quale appoggiarsi; perfetto se bisogna stare seduti, se si sta aspettando il cibo al ristorante o si attende alle poste. Sempre che ci siano sedie sulle quali sedersi. 😀

Regole“: in pratica si usano le figurine come se fossero parte di un mazzo di carte: si mescolano e si mette il mazzo a testa in giù sul tavolo, poi si inizia con “c’era una volta…“: si scopre una carta sul tavolo e si descrive l’immagine rappresentata; si passa il turno e chi sta a fianco gira la seconda carta sul tavolo, la appoggia in ordine temporale, e prosegue nel racconto della storia prendendo spunto da ciò che è stato raccontato prima dagli altri giocatori, e così via, all’infinito, fino a quando a detta di tutti si è finita la storia, o le carte o ci si stufa o è arrivata la pizza.

Si può fare con i bambini di tutte le età: se non parlano sarete voi a raccontare tante storie, lunghe o corte a seconda del grado di attenzione del bimbo; se invece parlano già creerete insieme a loro una favola personale. Ogni volta che si mischiano le carte la storia cambia! É un’ottimo metodo anche per riciclare le figurine doppie dei tanti personaggi che i bambini amano, per avere anche più protagonisti nella storia!

“Costruiamo un libro”

(finalmente posso utilizzare le tecniche apprese durante la visione accanita e reiterata di art attack)

costruire libri per figurine con carta e pennarelli

Questo prgetto è ideale quando non puoi uscire, quando hai dei tempi morti in casa, quando hai voglia di usare le mani e la creatività e di sporcare con pennarelli e tempere; è un’attività da fare quando si è in tuta da casa tutto il giorno, quando si è ammalati (come me quando l’ho fatto) e quando vuoi spegnere la tv.

Qui avevamo poche carte a disposizione, molti doppioni e bambini confusi nelle immagini: un disastro! Allora mi sono procurata dei fogli di carta A4 , li ho piegati a metà, ho fatto due buchi al centro (con matita appuntita e gomma dall’altra parte del foglio: Muciaccia saresti fiero di me!) e ho rilegato otto pagine di questo libro fai-da-te con un elastico trovato in un cassetto.

Non sapevo bene cosa farmene, di questo librettino; Camilla di Zelda was a writer mi avrebbe insgnato a farne una zine. Sapevo che volevo usarlo con le figurine, e sapevo che le figurine potevano incollarsi (eureka!). Mentre costruivo con Camilla (la mia bimba, non la blogger!) guardavamo le immagini e descrivendole ci siamo accorte che c’erano molti bambini a cui era successo qualcosa: così ho deciso di trasformare le prime due pagine del libro in una raccolta delle espressioni “felici” e “tristi”: lei ha disegnato le faccine tristi e felici in ogni pagina, insieme abbiamo capito quale bambino andava nelle rispettive categorie, e soprattutto il perché (è così importante spiegare il motivo delle cose) e lei ha incollato l’espressione nella pagina del sentimento giusto.

Abbiamo formato due belle categorie, e con le poche figurine rimaste abbiamo costruito un’altra storia. Questa però è stata decisa, siamo diventate delle vere scrittrici. Usando le figurine che ci rimanevano, le abbiamo posizionate, scartate, spostate e poi riprese fino a quando non eravamo contente del risultato ottenuto. Poi le ho raccontato la storia. Quando è andata a letto ho scritto con una pessima grafia la storia, in modo da tenerla impressa, e ogni tanto la rileggiamo. La nostra prima storia scritta!

il nostro libro delle figurine

Alcuni scatti del nostro libro delle figurine

Il quaderno non è ancora completo, e mi inventerò dei nuovi esercizi per finirlo: potrei aggiungere esercizi sul tempo meteo, l’ora, le stagioni…. che ne dite?

 

Come (fare) Quando Fuori Piove

18 Feb

Dalle mie parti, quando si insegna a un bambino a giocare a scala 40 o Machiavelli si dice sempre “Come Quando Fuori Piove” per far ricordare l’ordine dei segni quando si cambiano i jolly o le altre carte con un segno che è sul tavolo: Come è Cuore, Quando è Quadri, Fuori è Fiori e Piove è Picche.

Ora con la piccola pera ci stiamo addentrando nel mondo del memory, per le scale, scope e briscole è ancora troppo piccola ma quando fuori piove -o nevica, o tuona, o in casa abbiamo tutti la febbre alta- bisogna trovare dei diversivi attraenti più della televisione per passare giornate e giornate chiusi in casa.

Lo dico da esperta, perché abbiamo fatto un gennaio pieno di catarro, termometri e tachipirina, e giusto in questi giorni la neve dalle nostre parti ha sotterrato le scale, blindato i portoni e nascosto le auto. Altro che “cucù!”. Avevamo bisogno di inventarci qualcosa.

Cosa fare quindi con una bambina di due anni quando si deve rimanere in casa?

1. Facciamo finta che…

La prima attività a cui ci siamo dedicate è stato far da mangiare: abbiamo prodotto una buonissima torta al cioccolato (senza uova e senza lattosio). Per i bambini dai due ai tre anni interpretare dei ruoli è molto importante, così come è importante e istintivo copiare ciò che la famiglia fa o dice per apprendere come si vive. Insegnare il gioco del cucinare per me è molto divertente perché mi riporta indietro negli anni quando ero io la piccola attrice, e poi vedo la pera impegnarsi e riuscire ed essere soddisfatta per avermi aiutato e questo non ha prezzo.

cucinare una torta al cioccolato con i figli

Se non si ha voglia di fare disordine in cucina comunque i piccoli giochi d’interpretazione possono essere ricreati in qualsiasi ambiente: potete allestire un supermercato per giocare a fare la spesa con un cestino e dei ritagli del giornalino delle offerte del negozio come i prodotti veri; le poste saranno un tavolino, fogli, buste e timbri, con la fila dell’attesa e magari qualche lettera da spedire agli amichetti e cosi via… Date spazio alla fantasia!

2. I giochi manuali

Dopo il “facciamo finta che” abbiamo fatto un po’ di lavori manuali: i Lego Duplo -quelli soliti un po’ più grandi dei soliti lego e con colori anche più vari- ci piacciono molto e costruiamo molte torri e animali fantastici per lo più. Questo è un gioco che Camilla apprezza sia stando da sola che con noi; a me piace lasciarla fare perché impara l’autonomia e il “sapersi bastare” ma spesso io e papà troviamo sempre un ritaglio di tempo per intrufolarci perché diciamolo: i Lego piacciono anche a noi! 😀

costruzione di lego duplo per giocare

A Camilla piacciono anche giochi in cui impila le cose -libri e dvd in primis, gli album con gli adesivi stacca attacca e anche i puzzle molto molto facili (abbiamo una scatola della Django con quattro puzzle fatti rispettivamente di due, tre, ancora tre e quattro pezzi. Lei impara da sola la difficoltà e piano piano aumenta il livello di manualità nel comporre il pezzo).

3. Attività fisica

Quando abbiamo bisogno di fare attività fisica e siamo in forma ma fuori proprio non si può andare ci piace ballare e fare musica! Qui da mia suocera (la nostra postazione momentanea) abbiamo in circolazione per casa due cd che vanno in loop: uno di Raul Casadei e il primo album degli Aqua. Due generi molto diversi che si adattano bene ai diversi stati d’animo della giornata ma, è molto difficile proporre qualcosa di nuovo. Poteva andare peggio in effetti, anche se Raul Canta “La voglio verginella” e gli Aqua propongono “I’m a Barbie Girl”… nostra figlia poteva innamorarsi di un album di Marilyn Manson o diventare fan di qualche cantautore hipster, chessò. 😀
Comunqe ci appassioniamo molto e creiamo dei veri e propri passi di danza moderna, a volte facciamo dei musical, a volte seguiamo la musica con tamburelli, flauto e pentolini, a volte mi rifugio sul divano e lascio fare il lavoro sporco alle nonne perché io non ho tutta quella energia.

Un’altro tipo di attvità fisica che mi sono inventata con quello che avevo in casa è la percorso di psicomotricità. Praticamente ho messo insieme dei pezzi di giochi per costruire un percorso ad ostacoli in cui la pera può scavallare liberamente o seguire le mie istruzioni vocali. Non ho nessuna nozione tecnico-scientifica, nel costruirla vado ad ingegno con quello che mi capita sotto tiro: ho un ricordo vividissimo dei miei primi giorni di asilo nido in cui facevamo la “danza del serpente” seguendo un percorso di questo tipo e in cui io ero ovviamente intrippatissma. Si sa i genitori tendono sempre a replicare le proprie passioni per insegnarle ai figli.

insegnare psicomotricità ai figli in casa

Qui ne avevo costruita una usando la montagna di libri come una scala, da cui saltare, le ciabatte erano da schiacciare una volta con il piede sinistro e una con il destro, la pista del trenino di IKEA era sfruttata come cerchi in cui saltare dentro; poi un giro intorno all matrioska e tutto da capo!

4. creatività e colori

Se sono io ad essere k.o. lascio che la pera si intrippi con pennarelli, fogli e matite. Ogni giorno che passa diventa sempre più brava e mantiene sempre di più il controllo del movimento mentre colora (mother’s proud mode:on). Quando era più piccola preferiva fare disegno libero, ora si è abituta ai libri da colorare che le regaliamo (ammazza ma quanto costano?!) e sta delle mezz’ore a passare il pennarello dentro le righe – anche se di solito  la figura che viene colorata è monocromatica 😀

Una volta quando Camilla aveva la sesta malattia ho trovato in edicola questo super poster della Peppa da colorare che era più grande di lei; ci è servito parecchio come metodo di distrazione, ed è durato settimane intere anche dopo la malattia. Lo stesso effetto si può ottenere stampando tanti disegni personaggi dei cartoni sui fogli A4 e poi attaccandoli l’uno alll’altro con dello scotch, sul retro.

5. Leggere, leggere, leggere

Leggiamo spesso e un sacco di cose varie. I libri che le leggevamo quando aveva 18-24 mesi ora li sa a memoria e li legge lei a noi: sono di quelli un po’ più facili, senza troppe parole e lei ricorda il significato attraverso le figure; ora qui abbiamo tutta la biblioteca Disney che apparteneva al papà e alla zia e leggiamo storie come “la giornata nera di Paperino” dove tutti sono tristi e “Pippo e l’amicizia” dove Pippo scambia la mucca della vicina per mangiare dal fornaio (ma state tranquilli, lei non si offende). Sono storie scritte probabilmente durante un trip allucinogeno ma è un momento di routine molto tenero dove ci rilassiamo tutti e tre.

camilla mentre legge il libro dal titolo "io sono acqua"

6. Il tuo contributo

Quali sono secondo te le attività più divertenti da fare in casa? Ogni genitore ha il suo modo di intrattenere i propri figli, e questi sono i miei spunti per sopravvivere ad una giornata di pioggia.

Invece quali sono i tuoi? Che attività fai in casa con il tuo bimbo?

 

menù del giorno: anticorpi

20 Ago

Immaginebimbi che mangiano fiori

Il menù del giorno di oggi prevede quattro dei nostri migliori piatti freschi:

  • cucchiaino da pappa condito con gocce di rugiada del bidet;
  • foca monaca in minatura avvolta in un letto di pelo di tappeto;
  • dita inzuppate in saliva precedentemente rosolate con pelo di cane gioioso;
  • fiore appena colto con trito di pistilli e foglioline;
  • biscotto residuo farcito nell’angolino della cucina.
Secondo disponibilità di mercato per alcune preparazioni vengono utilizzati alimenti e/o oggetti reperibili sul momento dalle manine della Camilla.
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