Archive | post sponsorizzati RSS feed for this section
Video

La Pimpa: monumento al cane dalle macchie rosse

22 Feb

Io mi ricordo di te, Pimpa. Sei stata la prima amica bidimensionale di Camilla. Certo, c’è stato un piccolo battibecco con Heidi, ma è passata subito in secondo piano. Tu eri sempre disponibile per lei. Facevo partire il DVD, dividevo il monitor a metà e da una parte tu ci raccontavi le tue fantastiche avventure, e dall’altra scrivevo articoli. Camilla, in braccio a me, ti acoltava affascinata.

Ti ha conosciuto piccola, ma si ricorda ancora di te. E ora può imparare con te anche attraverso i libri, i giochi e le storie da leggere insieme. Sei tu che le hai insegnato  che gli alberi cambiano le foglie a seconda delle stagioni, che gli orsi vanno in letargo, che  è bello viaggiare insieme agli amici, che i mulini macinano il grano per fare il pane, che è più bello correre nel prato che guardare la televisione, che ci sono amici pù piccoli di noi di cui prendersi cura.

E ricevere a casa la tua rivista, cagnolone bianco dalle macchie rosse e la lingua a penzoloni, è diventato un rituale mensile. Come se ci scrivessi una lunga lettera, se ci raccontassi di te e ci portassi insieme a te nelle tue avventure, ancora una volta, per insegnarci qualcosa di buono, dai valori profondi. E quanto ci  divertiamo insieme io e Camilla a saperti nello spazio con Olivia Paperina o al Luna Park con Armando!

Che emozione riceverti a casa per la prima volta!

img_header

Io sono felice di aver fatto l’abbonamento al tuo giornalino: in primo luogo perché mi obbliga a ritagliarmi del tempo insieme a Camilla sfogliare un giornale, raccontarle le storie (perché lei ancora non sa leggere!) e colorare insieme; un po’ anche perché tu sei anche il suo primo fumetto, e per una mamma nerd il primo approccio al mondo della storia grafica è molto importante. E’ molto bello condividere un momento di relax sul divano e vedere Camilla assorta nelle prime deduzioni sulle storie a immagini mentre io rileggo “A Panda piace…”. Ma anche Vanity Fair va bene 🙂

Ma soprattutto mi piaci, Pimpa, perché mentre mi abbonavo ho aiutato la biblioteca della città ad aggiungere un po’ di libri alla sezione bimbi e ragazzi, che sempre più spesso è piena di libri malridotti e antiquati.

E se anche voi avete almeno un motivo valido per regalare la prima rivista mensile ai vostri figli, potete farlo dal sito dell’abbonamento alla Pimpa.

iniziativa

Caccia al tesoro di uova di Pasqua!

25 Mar https://dilloallamamma.wordpress.com/2016/03/25/caccia-tesoro-uova-pasqua

Ditelo, che state ancora ravanando tra gli scaffali del supermercato, indecise su quale uova di Pasqua comprare per domenica! La pasqua é come il Natale, bisogna prepararsi in anticipo per preparare i doni da portare in famiglia (e non solo ai bambini, ognuno merita un regalo!). Potranno essere doni fondenti per i cinici, al latte per i golosi, con nocciole o riso soffiato per i raffinati. Ma casa vostra sarà invasa da sacchettini di carta cangiante  e bellissimo, profumatissimo, incartatissimo cioccolato a forma di uovo.

C’è un’infinità di scelta tra tipologia di cioccolato e varietà di regali, ma i bambini non riescono a resistere alle uova con i cartoni animati. Ok, tutte le uova sono fatte di cioccolato, ma quelle di Dolci Preziosi sono dei loro personaggi preferiti! Sono lì davanti a loro e potrebbero sbucare dal guscio croccante per inventare insieme nuove avventure e sconfiggere temibili nemici in nome dell’amicizia (sono questi i fondamenti su cui si basano i cartoni del 2016, giusto?)

Volevo che per Camilla la prima Pasqua “attiva” diventasse “inter-attiva“, per scavare a fondo nella fantasia, ricavare tempo di qualità insieme e scoprire nuove emozioni come la competizione, la sorpresa, il mistero, la generosità e la condivisione. Ho indetto quindi una bellissima caccia alle uova di pasqua in giardino, nascondendole in giro per i pochi cespugli fioriti.

Ok ok, non sono un asso nel mimetismo, lo ammetto.
Ma dove sono tutte?

caccia alle uova di pasqua home made - dillo alla mamma

Si saranno nascoste sull’albero?

La Pera, insieme alla sua amichetta del cuore, ha cercato dappertutto per un’ora intera, esaltandosi per ogni scoperta, incitando la sua amica e regalandole le uova: molto generosa, Cami, brava!

Io sono tornata un pochino bimba: grazie ai personaggi con cui giocavo quando andavo a scuola – le tartarughe ninja erano le mie preferite ❤ – e grazie alla fantasia che ogni giorno Camilla mi aiuta a sprigionare con giochi nuovi e ragionamenti senza paletti.

Cosa vi dicevo a proposito di diventare un eroe per sconfiggere temibili nemici? 😀

2016-03-23 17.08.47.jpg

OHO! OHO-OOOOHHHH, LA PASQUA DEI NINJAAAAA!

E voi cosa avete organizzato per Pasqua? Uova, gita, pic nic?

Giochi in scatola per famiglie: giochiamo insieme a torte in faccia?

23 Mar

Arriverà la primavera. Lo sento. Il mio corpo si è erroneamente abituato ad una temperatura di 15 gradi con sole sparato in faccia, colpa di quel tempo benevolo che ha risvegliato fiorellini, api e moscerini, per poi ributtarci in un freddo gelo di fine inverno che speravamo non arrivasse mai più.

Voglio togliere il piumino dal letto, voglio passare i pomeriggi al parco e mangiare gelato su una panchina mentre mia figlia si ricopre di fango ed erba e risate!

Nel frattempo abbiamo bisogno di distrazioni, e in casa di solito ognuno tende a farsi i fatti propri. Chi lavora, chi colora, chi pulisce, chi mangia biscotti di nascosto… (questa sono io!)

E invece darsi appuntameto seduti al tavolo anche quando non si mangia é un’abitudine da ritrovare. Per condividere un momento insieme. Ci ha dato questa opportunità il gioco in scatola “Torte in faccia” di Hasbro, un gioco di società per tutta la famiglia arrivato in un pacchettino un giorno di pioggia.

 

Si è capito, giusto? Ci piace, ma non è divertente 😀

Regole del gioco:

  1. monta tutti i pezzi
  2. metti la panna montata (o una spugnetta bagnata, in dotazione) sulla mano
  3. appoggia la faccia dentro il mirino
  4. gira il segnalino con i numeri
  5. il numero segnato nella rotellina corrisponde allo scatto delle manovelle: se alla fine del tuo turno la mano non è scattata, hai vinto! Se la manina scatta: TORTA IN FACCIA!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Visto che per adesso non possiamo ancora sporcarci nel parco, perché non sbrodolarci di panna montata? 😀 Cami non è riuscita ad attendere la spesa con la panna per giocare e la prima volta siamo stati tre quarti d’ora buoni a sperare che la spugnetta bagnata non ci colpisse.
La nuova regola di casa stipulata dalla Pera è che se la mano ti colpisce, hai vinto. Ci credo, così si può mangiare tutte le volte la panna montata. Mica sema. Però io così vinco il patto del bagnetto in più 😉

Ci siamo divertiti giocando, abbiamo imparato un pochino i numeri e abbiamo ascoltato tutti attorno al tavolo. Dalle risate nascono sempre dei legami profondi, e si scopre qualcosa di più delle persone che hai attorno in quel momento, come se svanisse un piccolo pezzo di muro invisibile, fatto di quotidianità e distrazioni. Grazie Hasbro per averci fatto scoprire un pezzetto di noi!

 

Torte in faccia: QUI
Sito Hasbro: QUI

Shopping experience con Showroomprive

5 Dic shopping su showroomprive dillo alla mamma

Ok, quest’estate mi sono data alla pazza gioia, tra gli acquisti per la casa e quelli online per me.

Devo dire che lo shopping per la casa è stressante quando si vive insieme: bisogna scegliere i colori dominanti delle stanze, scegliere se dipingere o meno le pareti di un bel colore diverso dal bianco ospedale, cercare un mix di tonalità da accostare, ma anche optare per uno stile piuttosto che un altro per il design dei mobili. Ovviamente uomo e donna non vanno mai d’accordo su questi aspetti (nel caso in cui l’uomo abbia un’opinione a riguardo).

Mentre fare acquisti per se stessi è così gratificante, è una coccola! La ricerca, la selezione delle taglie, avere finalmente anche tu il maglioncino del color marsala moda top 2015 (ops, l’hai comprato ed ora è entrato in voga il pantone serendipity!). Comprando online poi, quando acquisto vestiti nessuno può fare commenti a riguardo; le cose per la casa arrivano già dentro casa così si possono spacchettare e posizionare strategicamente in modo da far sembrare che il nuovo acquisto in realtà sia sempre stato lì; in più non devo vestirmi per incontrare commessi antipatici e Camilla può rimanere nel suo letto per fare il pisolo pomerdiano.

Ho approfittato al volo dell’occasione di provare la shopping experience di Showroomprive.it perché avevo disperato bisogno di cose per la casa, e c’erano un sacco di vendite aperte con oggettini tremendamente deliziosi e altri super organizzativi (cosa che mi fa impazzire, se c’è da organizzare, io compro!) e anche un sacco di vestiti di marca a prezzi competitivi.

L’indecisione, insomma.

shopping su showroomprive dillo alla mamma

Mentre curiosavo, mi sono accorta che quando si entra in una vendita e si aggunge un prodotto ad un carrello, bisogna acquistarlo o svuotare il carrello per entrare in un’altra vendita. Per cui vi invito a sbirciare un po’ tutte le promozioni che vi ispirano e a lasciare aperte nelle nuove finestre qeulle in cui comprerete ^.^

La navigazione è fatta molto bene, i prodotti sono ben descritti e ci sono belle foto. Ora vi chiederete, perché volevo comprare dei porta asciugatutto? Non lo so, ma erano belli, erano un SET! E come tutti sanno i SET vanno acquistati.

acquisto SET casa su showroomprive

 

showroomprive

Nei dettagli del prodotto puoi vedere le caratteristiche tecniche e alcune volte una piccola bellissima sorpresa: puoi proporre un prezzo diverso da quello esposto per acquistare nello store ❤

contratta il prezzo su showroomprive - dilloallamamma

Quando proponi una cifra, il software calcola se il prezzo verrà accettato o meno, e nel caso negativo ti offre comunque una via di mezzo tra la tua offerta e la loro. La tecnologia vince sempre, provate ad andare in negozio e chiedere lo sconto alla commessa della Benetton 😀

showroomprivè prezzo

(per la cronaca: poi non ho comprato il pulitore a vapore, credo che simone mi avrebbe cacciato fuori di casa se l’avessi fatto).

Al momento del pagamento puoi inserire un buono acquisto o  codice sconto per Showroomprive.it (che vi darò!)  🙂

Cattura

Dopodiché, inserisci i dati della carta o paghi con paypal (il sito è sicuro, certificato da netcomm) ed è fatta! appena il magazzino avrà i tuoi prodotti, ti verranno spediti direttamente a casa.

Ho eseguito questa proceda almeno 5 volte, ehm, ho comprato varie cose… Se siete curiose di sapere cosa ho acquistato alla fine, vi rimando al post del super pacco che mi è arrivato a casa. Ci sarà anche il codice sconto per showroomprive.it da utilizzare sul sito per i vostri acquisti 🙂 Molte vendite adesso hanno la consegna in 72 ore, utile per gli ultimi regali!

Guardare avanti

23 Nov i regali di Kiabi - post sponsorizzato dillo alla mamma

Questa estate ho aggiornato lo smartphone. Con leggerezza, ho premuto il tasto “aggiorna” e ho aspettato che la rotellina nel cuoricino del mio Android finisse di lavorare. Quando il telefono si è riavviato, è successo un disastro.

Nell’aggiornamento da Kit-Kat a Lollipop il nome della periferica dove la macchina fotografica salva le foto è cambiato. E’ cambiato, e la perifeica è scomparsa. La cartella “immagini” conteneva le foto caricate su whatsapp, facebook, dropbox, instagram. Della cartella “DCIM” solo uno spazio enorme, vuoto, un riquadro nero con l’icona di una polaroid rotta, stracciata a metà. Sotto, il contatore indicava lo zero. Zero foto. 0. Non c’erano più.

Ho provato a cercare sul sito  web di Aranzulla, ho chiesto ai miei colleghi e contatti smanettoni… Ho persino pianto una settimana, ma neanche questo è servito per resuscitare le mie fotografie. Avevo rimandato da tempo la sincronizzazione con dropbox, e dentro il telefono avevo i ricordi di un anno:  i traguardi di Camilla, i video pieni di risate, le vacanze al mare fatte un mese prima. Avevo i ricordi più belli di quel periodo buio che stavo lasciando alle spalle e li avevo involontariamente cancellati.

Famiglia Righini - Maccione in vacanza al mare a Cervia - dillo alla mamma

Famiglia e amici mi hanno mandato le foto che avevo condiviso con loro su whatsapp, e piano piano ho dimenticato il fastidio e lo sconforto di aver perso pezzi di vita per uno sbaglio da leggerezza. (Ma forse proprio dimenticato no, visto che a novembre ne parlo ancora).

Poi mi sono accorta, ascoltando il mio cuore, che avevo un disperato bisogno di fissare le cose serene di quel periodo per ricordarmi che di bello c’è davvero qualcosa nel mondo, e nella mia vita. Guardavo indietro, guardavo le espressioni buffe della Cami e i nostri baci dolci e mi davo forza per sapere che esistevamo ancora, nonostante tutto.

maglietta estiva bianca a pois neri kiabi - dillo alla mamma

Era arrivato un pacco. Un pacco che ho perso e ritrovato, un regalo di Kiabi. Dentro c’erano tanti vestitini per Camilla, un po’ estivi, che ho usato nelle giornate più calde di fine estate, poco prima di perdere i dati del telefono, altri più pesanti che uso ancora in questo autunno inoltrato in cui avvolte nei nostri maglioni o a casa di amici ci fingiamo lucertole che bramano gli ultimi raggi di sole.

i regali di Kiabi - post sponsorizzato dillo alla mamma

Quando è arrivato il regalo ho aspettato tanto per fare delle foto: ho aspettato casa nostra, ho aspettato il silenzio, ho aspettato il momento giusto, ho rimandato; ho perso poi le foto, ho perso i vestiti durante il trasloco.

gonna di jeans a ruot con dettaglio dela cinturina in camoscio kiabi - dillo alla mamma

Son passati  mesi in cui ho lavorato molto su di me; sono una persona nostalgica, guardo sempre congli occhi lucidi il passato, quello che è stato, quello che sarebbe successo se… Ma ho deciso di lavorare sul presente. Sul qui e ora, come un teatro; osservare i gesti di Camilla mentre beve un succo o fa le smorfie quando è arrabbiata; di non scappare per poi rincorrere quel momento salvato su un dispositivo del telefono.

Maglietta mademoiselle rosa e nera Kiabi - dillo alla mamma

Questo vale anche per me, come persona. Basta dirmi “non ho tempo” o “sarebbe bello se potessi fare…” per essere felice ho bisogno di fare quello che mi rende felice, adesso, qui e ora. E di qui, in avanti. E così tra le altre cose mi sono iscritta ad un corso di improvvisazione teatrale… Comico! Dopo tanti anni di melodrammaticità ho deciso perfino di allenare il lato simpatico di me stessa 🙂

Non possiamo più essere quelli che eravamo, o pretendere che le persone attorno a noi rimangano quelle di cui ci siamo innamorate; possiamo se vogliamo guardare avanti insieme, crescere, e trovare un passo comune, un ritmo per comunicare mentre ci muoviamo e non perdere mai il suono dell’altro, anche se più o meno lontano.

Grazie a Kiabi per la riflessione che mi ha regalato con questa (dis)avventura, si cresce sempre.

E tu hai mai cambiato mai prospettiva, o punto di vista, dopo una disavventura?

#opendaysammy: visita all’Acquario di Genova coi bimbi

19 Giu la vasca dei delfini all'acquario di gnova

Disclaimer: questo post è un post sponsorizzato ed è stato coraggiosamente scritto da simone: “perdonatemi, è la prima volta che faccio un guest post, non so come si fa… AIUTOOooo!!!”

papà è bimba in treno verso l'acquario di genova

un papà simone sveglissimo che intrattiene camilla sul treno

Io mi sono permessa di commentare in grigio, con paragrafo a destra, per aggiungere il mio punto di vista 😛 Un post scritto a quattro mani: papà borsone vs mamma blogger entusiasta degli eventi!

La scorsa settimana per fare qualcosa di diverso ho accettato l’invito di eagle pictures per andare all’Acquario di Genova, e non so se avete presente i prezzi dei biglietti (40 euro a testa!) credo avreste accettato anche voi!

La visita con Sammy

Ecco come funziona un invito per i blogger: lo staff marketing vuole lanciare un nuovo prodotto, in questo caso i DVD di Sammy, quindi una persona dello staff PR cerca di contattare i blogger “in target” cioè che rappresentano un “tipo” di persona a cui potrebbe interessare il film.

In questo caso si trattava della presentazione del cartone “Sammy” che parla di una tartaruga.  In questo caso i PR di Eagle Pictures hanno fatto un’attività di co-marketing che ha coinvolto l’acquario di Genova + Sammy.

In realtà i cartoni non parlano di Sammy, che è il protagonista del lungometraggio animato, ma delle mini puntate raccolte in due DVD che ci hanno anche regalato: due tartarughine, Ella e Ricky” e “Una vita tra gli scoglidove le due tartarughine, nipoti di Sammy, sognano avveture in mare aperto.

Così, ci hanno proposto (a me oltre che ad altre 10 mamme blogger, tra cui la bravissima “zitellis” che seguo sempre, e persino “sbirula” che ha due bellissimi bimbi oltre ad essere veramente brava a scrivere) di andare gratis all’Acquario di Genova, in cambio di questo post che state leggendo ed in cambio della visione forzosa di una puntata del cartone animato “Sammy”, dopo una presentazione del progetto che è sembrata abbastanza formale ma doverosa.

Ovviamente simone non conosce (per fortuna?) il mondo della mamme blogger! Non sono riuscita molto a fare networking… ma all’inizio della giornata sdi è presentata the pocket mama, con marito e gemelle 🙂 Ha fatto delle belle foto! anche un altro papà ci ha scritto un post, potete leggerlo qui.

L’Acquario di Genova e le scoperte

Diciamo che, dopo gli obblighi di dovere, l’Acquario di Genova è una figata (a parte gli africani all’ingresso che volevano a tutti i costi regalare collanine e braccialetti in occasione di una improvvisata “festa d’africa”). Comunque dicevamo, l’Acquario è veramente grande e bello e pulito come ve lo immaginate. I delfini sono incredibili da vedere dal vivo (soprattutto sott’acqua).

La mattina abbiamo guardato i cartoni animati di Sammy con tutti i bimbi, per raccontare l’operazione benefica che Acquario di genova onlus e Eagle picttures fanno: per ogni DVD di sammy acquistato , 10 centesimi verranno devoluti a favore dei progetti di salvaguardia per tartarughe marine e delfini.

Infatti molte tartarughe vengono abbandonate in terre non loro, modificando la fauna del territorio, e mettendo a rischio le specie più sensibili! Acquario di Genova con il progetto life emys mette a salvaguardia le tartarughe emys e anche quelle specie che vengono ferite a contatto con l’essere umano.

Sapevate che le tartarughe di inverno si ibernano e riposano sul fondo dello stagno tutto il tempo resporando pochissimo ossigeno? Nel primo anno di vita molto piccole testuggini muoiono, per questo nei primi due anni di vita fanno fare il processo di ibernazione in cattività, e al secondo anno le lasciano in libertà: il tasso di mortalità in questo modo si abbassa tantissimo!

Anche con i delfini c’è un progetto in atto: cercano di identificare e mappare i cetacei del mar ligure tramite la decodifica della pinna dorsale. In base all’usura, ai tagli e alla forma della pinna; come se fosse una sorta di impronta digitale 🙂 questi cetacei – anche chiamati delfini di costa perchhé tendono a stare vicino alla terra ferma e molto a contatto con l’essere umano)

Ci sono tanti animali e devo dire che non mi ha fatto quell’effetto di tristezza che mi aspettavo (a parte nella sala dei pinguini, che sono veramente immobili e sembrano traumatizzati). C’era un pesce molto grande e ho detto alla Cami: “guarda Camilla il pesce di Pippo!” (la sera leggiamo sempre una storia che si chiama “Pippo ed il pesce magico”, è una di quelle storie Disney con la morale, ormai la so a memoria anche io…) comunque il pesce magico è diventato la mascotte del giorno.

A me hanno affascinato gli animali tropicali, i coccodrilli e i coccolosi lamantini

La stanza delle meduse è piaciuta moltissimo a tutti, anche la Camilla è rimasta affascinata. Come bonus della gita comunque ci hanno fatto vedere dei laboratori e le vasche non accessibili al pubblico e i retroscena delle vasche di lavoro dove riproducono le meduse che, tenetevi forte, sono parenti strette dei CORALLI! Lo sapevate?

Forse a Camilla sono piaciute più le meduse che i delfini! Anzi, più di tutti gli squali! I laboratori (che ho visitato io mentre lei dormiva stravolta nel passeggino) sono stati bellissimi: ci hanno fatto conoscere gli animali marini del mar ligure, le stelle marine, i pomodori di mare, paguri e ricci.

Abbiamo visitato le vasche nascoste di cavallucci marini e meduse, per mostrarci un piccolo dietro le quinte di quello che succede tutti i giorni mentre rimaniamo estasiati davanti alle vasche.

Vorrei ringraziare trenitalia per il regionale economico e pulito e le focacce genovesi. ciao a tutti!

Grazie focacce genovesi con il formaggio! ❤

curiosità:

  • ho chiesto al responsabile scientifico dell’Acquario di Genova come si fa a capire se un pesce è felice o triste e lui mi ha risposto un po’ scocciato: “beh, ce ne accorgiamo” poi ha aggiunto “dallo stato esteriore, squame ecc, e se mangia oppure no. Ed in alcuni casi anche dal comportamento“. Siccome non ero molto convinto della risposta, ha aggiunto “comunque chiunque abbia un pesce in acquario a casa se ne accorge“. Forse ha pensato che la mia domanda fosse provocatoria o che io non abbia pesci in casa o che forse io non amo gli animali ma lui si. Non saprei, la questione della felicità dei pesci è ancora scottante e irrisolta.
  • polipo e polpo, occhio a cosa scegli! il primo, con la “i” è un mollusco che si attacca ai fondali marini, il polpo, senza “i” invece è quello che si mangia con le patate!le meduse hanno pochi mesi di vita, e fanno parte della famiglia del plancton. All’acquario di Genova le allevano, sia per il ricambio nelle vasche, sia come cibo per la catena alimentare. Le meduse dell’Acquario hanno tentacoli e corolla blu, dentro ci vivono le alghe!
  • sono i papà dei cavalluci marini a portare le uova nel marsupio, e quando devono nascere i piccoli, si scuotono tutti per fare uscire le uova. I cavallucci marini hanno questa coda prensile, e la usano per aggrapparsi a tutto. a volte sembrano dei vermetti :O

PRO e CONTRO della visita all’acquario di Genova con i bimbi

Pro:

  • L’acquario è dotato di bagno con le facilities per mamme e bimbi (allattamento, fasciatoi etc)
  • Arrivare all’acquario con il treno è molto semplice, basta scendere a Genova piazza principe: da lì si fa una passeggiata di due chilometri e arrivi dritto dritto all’Acquario. così inquini anche di meno 😉
  • C’è il personale che fa passare le famiglie con passeggini in percorsi alternativi per raggiunger e le vasche;
  • Ci sono gli ascensori (forse un po’ stretti per l’affluenza che c’è)
  • Al piano terra ci sono due ristoranti e un piccolo parco giochi per far sfogare i bambini;

Contro:

  • La visita per i più piccolini è ardua: chi non cammina o usa il passeggino ha difficoltà a muoversi, e ci si rischia di perdere;
  • Non ci sono punti “riposo” con panchine o momenti di relax o di silenzio (l’unico punto gioco per bimbi è di fianco ai pinguini, utilizzato per la promozione di Spongebob, e i genitori si siedono sulle scale!)

Combattiamo le zanzare con Orphea!

8 Lug kit antizanzare orphea

Questo è un post sponsorizzato: se non ti interessa, vai a fondo pagina per leggere altri post.
Sei un’azienda e vuoi un post sponsorizzato? Scrivimi!

Non è che quest’estate si stia dando tanto da fare. Io ne sono contenta, per lo più: temperature accettabili, niente pressione ai minimi termini, poche restrizioni di uscita.

Non sento neanche l’esigenza di guardare la tv per farmi confortare dai consigli del telegiornale per combattere i colpi di calore (che per la cronaca sono niente uscite nelle ore più calde, bere tanta acqua, mangiare leggero: tutti gli anni la stessa solfa).

Ma le zanzare ahimè resistono. Soprattuto con questo tempo sole-pioggia-nuvolo-sole-pioggia-temporale-sole loro nascono crescono e ti pungono. Se fosse per me le zanzare potrebbero pure vivere in comunità in casa mia, pungermi e fare lauti pasti del mio sangue. Ma è il dopo che io temo: le bolle che mi rimangono prudono da matti, e la mia pelle delicata diventa violacea anche per diversi centimetri oltre il buco della morsicata. E’ la natura, loro devon farti male, godono nel vederti soffrire. Quindi cerco di uccidere quelle zanzare che si infiltrano a casa mia, e fuori, soprattutto la sera, se mi ricordo, mi difendo dalle zanzare cospargendomi di antizanzare.

Orphea recentemente mi ha regalato un kit antizanzare per combatterle prima dopo e durante. Ci sono tre prodotti dentro: lo spray antipuntura, la lozione antipuntura e la lozione dopopuntura roll-on.

kit antizanzare orphea

Ora, non so come funzioni un antizanzare tradizionale. Io volevo un prodotto il più naturale possibile, questi per esempio sono a base di Citriodiol, sostanza registrata di origine vegetale che allontana gli insetti. E’ un composto, per cui l’INCI non esiste, praticamente e non so dire se è a pari di altri antizanzare o e migliore a livello di ingredienti, quanta chimica o quanta sostanza naturaleci sia. La lozione antizanzare ha anche aloe vera all’interno. In ogni caso per chi è interessato alla composizione dei prodotti da spalmarsi sulla pelle posso trascrivere quello che c’è scritto sulla confezione:

Composizione: g 100 di prodotto contengono Citriodiol (R)/ PMDRBO
cas 42822-86-6: eccipienti e profumo q.b.

In ogni caso mi pare che faccia il suo lavoro, è un buon antizanzare. Una sera afosa sono uscita con Cami, io mi sono dimenticata di mettere lo spray mentre Simo prima di uscire l’ha messo alla bimba e infatti alla festa di paese le zanzare si sono cibate di me mentre la Pera non ha ricevuto neanche un morso. C’è da dire che se li usate dovete ricordarvi di spruzzarlo fuori casa, sul balcone… in un’altro quartiere. L’odore è veramente forte. Non posso dire sgradevole, ma è pregno. E se lo respiri ti rimane attaccato alla gola, cosa non buona. Forse è per questo che si può usare anche sui vestiti. perchè rimane attaccato. Voi fate così, spruzzate e poi scappate.

Per me però il prodotto migliore è il dopopuntura roll-on. Davvero, è formidabile. Come ho scritto su facebook, dopo aver ricevuto 5 morsi di zanzara sul braccio ho applicato il gel che ha queste tre palline di metallo per massaggiare il prodotto sulla pelle fino ad assorbimento, dopo un po’ non ho sentito più prurito e fastidio (il pessimismo persiste) e dopo un paio d’ore e non avevo più nessun segno. Io che ho sempre la smania di grattarmi, che mi riempio di bolle e croste manco fossi una malata di lebbra, ho trovato il rimedio assoluto per non disintegrarmi la pelle. Anche questo prodotto contiene aloe vera, sarà lei a dare sollievo o un mix di ingredienti segreti? 🙂 Ah, non ha odore! Yay!

Puoi trovare lo spray antizanzare: qui
E il gel dopo puntura: qui

roll-on orphea dopopuntura

Io non sono un’esperta, ma in casa ci stiamo trovando bene!

Tu quali rimedi usi per le zanzare? Hai consigli da darmi?

La febbre di Camilla, il termometro elettronico e quello a infrarossi

1 Lug

Questo è un post sponsorizzato: se non ti interessa, vai a fondo pagina per leggere altri post.
Sei un’azienda e vuoi un post sponsorizzato? Scrivimi!

Ci siamo. il giorno fatidico è arrivato anche per noi. Tiro su  la camilla dal pisolino mattutino e dico ” ma bambuz, sei calda!”.

Calda era un eufemismo. Patata bollita sarebbe andato bene come termine.

La febbre ci ha colpito. Senza altri sintomi, solo febbre.  E’ la seconda volta nell’arco della vita di Cami che le viene la febbre o si ammala. La febbre passata è stata una passeggiata; questa volta, avendo avuto la febbre per un giorno intero abbiamo usato la tachipirina la notte per abbassarla un pochino. Inoltre la cami ha acquisito una certa resistenza ai termometri.

Ovviamente c’è tutta una scuola per dare la tachipirina ai bimbi piccoli:

  • 3 gocce ogni chilo di peso del bambino
  • dare la medicina ogni 5 – 6 ore
  • coprire il bambino ma non coprirlo troppo anzi a volte un po’ scoprirlo
  • dare la tachipirina solo oltre i 38,5° (alcuni dottori dicono 39° altri 40°, io seguo il pediatra di cami)

Ovviamente misurare la febbre di un bambino di quasi due anni è un’impresa tanto quanto per Indiana Jones liberare suo padre tenuto prigioniero dai nazisti. Qualsiasi bimbo di solito oppone resistenza a farsi misurare la febbre: anche se è fermo immobile ipnotizzato da Peppa pig, anche se sta dormendo, anche se è svenuto, quando sentirà il bip di accensione del termometro, o quando vedrà la punta malefica avvicinarsi all’ascella, il bambino inizierà a divincolarsi come un pesce uscito dall’acqua. In questo caso le ipotesi sono due:

  1. Compri della corda, metti il termometro sotto l’ascella di tuo/a figlio/a, leghi il braccio al busto in modo che non si possa staccare e i polsi delle mani in modo che non riesca a spegnere il termometro sul più bello e attendi la misurazione della febbre;
  2. compri un termometro a infrarossi e lo punti sulla fronte ipnotizzata da Peppa Pig di di tuo/a figlio/a, prendi la temperatura in un secondo e te ne vai.

Un paio di mesi fa Joycare mi ha regalato il termometro a proiezione Fidati, che praticamente è una figata:

misurare la febbre al bimbo che dorme

Praticamente è un termometro a infrarossi a proiezione che ti permette di rilevare la temperatura puntando la luce sulla fronte. Schiacci il tasto di rilevazione, avvicini il termometro fino a quando la temperatura non rientra tra due puntini (che servono per mettere a fuoco correttamente il calore) e poi rilasci il pulsante. Tempo utilizzato: 5 secondi. Nessun bip, nessun contatto con la pelle.

A simone piace particolarmente perché si mette a misurare anche le temperature degli oggetti di casa: il muro, il tavolo, il divano, l’acqua fredda, l’acqua che bolle, l’acqua tiepida… Se si sta svezzando il bimbo diciamo che è utile per le pappe e per il latte, anche per l’acqua del bagnetto.

termometro fidati misurare temperatura latte, pappa, bagnetto

Ieri l’abbiamo usato mille volte e ci è stato molto d’aiuto. L’unico problema è che calcola il calore in maniera veramente precisa, e sulla fronte il valore è diverso rispetto alla solita temperatura dell’ascella. Infatti quando l’abbiamo misurata noi la prima volta alla Cami la proiezione segnava 40° (e mi stava venendo una sincope) mentre il termometro ascellare (sato come nel punto uno di cui sopra) 38,5°. L’unica cosa a cui fare attenzione infatti è misurare la prima volta la temperatutra dei membri della famiglia quando si sta bene, tre volte al giorno. Quella è la temperatura a riposo, e regolarsi di conseguenza quando si ha la febbre, facendo il paragone con quello. Un po’ macchinoso all’inizio, ma poi ci si abitua.

Ci sono anche un paio di impostazioni automatiche che a volte, soprattutto quando i bimbi sono più grandi e schiacciano i tasti a caso, si disattivano. Mi era tornato a casa il termometro da una vacanza che segnava i gradi fareneith (non molto utile). Sul libretto allegato al termometro non ho trovato nulla riguardo le impostazioni ma se vi capita qualche problema tecnico sul sito potete trovare le risposte a tutti i problemi di funzionamento del termometro fidati.

Qui trovate il sito ufficiale del termometro Fidati!

Qui potete comprare il termometro a infrarossi Joycare di Fidati

Camilla ha un grado e mezzo in più del solito misurato con il termomentro a proiezione. E ha dormito tutta la notte senza fastidiosi bip bip bip.

E tu come misuri la febbre al tuo bimbo?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: