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Dei tuoi 4 anni e delle cose che vorrei insegnarti

23 Set camilla ha un anno
4 anni fa stava facendo effetto l’ossitocina e sfanculavo i parenti della mia compagna di stanza che mi davano pacche sulle spalle facendomi gli auguri per il gesto eroico che non avevo ancora compiuto. Ma questo te l’ho già raccontato, qui sopra.

4 anni fa avevo le sopracciglia foltissime, 5 chilogrammi in meno e una paura tremenda di non potercela fare. Pensavo di non riuscire a partorire, di non riuscire a fare la mamma, di non poter più mangiare salume e sushi, di non essere una brava compagna.
Certe credenze poi si abbandonano a favore dei fatti.

Per esempio, sono tornata a mangiare sushi e torta fritta con salume!

 
4 anni fa sono diventata la tua buona mamma (im)perfetta che ti ha fatto nascere, da sola, pensa!

E se le  storie della nostra vita ci hanno messo alla prova e le strade dei tuoi genitori si sono separate, non vuol dire che ti vogliamo meno bene. Te ne vogliamo uguale, non troppo, non di più. Non sopperirò alla mancanza di una coppia con il mio troppo amore, ricordalo 🙂
 
Buon compleanno a te mia piccola grande Pera che sei in questo mondo da 4 anni, e te la stai cavando benissimo. Il mondo è pieno di brutture e di meraviglie, scoprirai presto che c’è qualcosa di magico in ogni angolo del nostro pianeta, qualcosa di buono in ogni scelta che facciamo, un’emozione speciale che ci può regalare ogni persona che incontriamo, se siamo così bravi da lasciare che il suo  cuore si metta a parlare.

Spero di riuscire ad insegnarti che tu sei solo tua e non mi appartieni -anzi, non appartieni a nessuno-, che condividere è un regalo anche per se stessi, che vincere non è fondamentale e che si può gioire anche delle vittorie degli altri.

Spero di donarti tutta la sicurezza di cui hai bisogno per imparare a non sentirti da sola anche se la sarai, per riuscire a rialzarti anche se nessuno tenderà la mano, ma sei così amorevole che non credo succederà mai.

Spero di insegnarti la forza per combattere le ingiustizie, per riuscire a difenderti anche quando qualcuno farà la voce grossa con te o con le persone a te care, per combattere il silenzio e raggiungere i tuoi obiettivi con lealtà.

E ricordati che ti voglio bene, “soprattutto” come dici tu, qualsiasi scelta tu decida di compiere.

Buon quarto compleanno, Camilla!

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La mia prima settimana da mamma single

27 Mag
Foto reportage della mia prima settimana da single.
Quello che avrei voluto fare:

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Invece quello che ho dovuto fare:

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Il mio cervello mi diceva un sacco di cose tra cui:

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e le uniche cose che mi hanno distratto sono state:
-il cibo

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-le gite con Camilla

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e ovviamente Netflix

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Poi mi chiedo come mi abbia visto la gente… Io mi immagino così.

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Sì, sarebbe bellissimo che la mia vita fosse come Una mamma per amica. Anzi, sapete cosa vi dico? Io punto questo obiettivo, sono un’idealista romantica.

Due anni

23 Set

Due anni fa, ieri, andavo in ospedale pensando “ma sì, non ho neanche dolore, andrà tutto bene”.
Due anni fa questa notte me la ridevo con mia cognata, mia suocera, mio papà e Simone mentre facevo il tracciato e non sentivo nulla. Dopo dormivo tranquilla ignara di quello che sarebbe successo il giorno dopo.
Due anni fa, stamattina, odiavo i parenti della mia vicina di letto che mi venivano a fare gli auguri mentre io barcollavo per le contrazioni dolorose e l’ossitocina maledetta.
Due anni fa,  verso l’una, entravo in sala parto, mio padre chiedeva alle infermiere come stavo e io per un momento mi sono dimenticata del dolore pensando “WTF?”
Due anni fa, adesso, imploravo silenziosamente un’epidurale che non potevo avere di domenica, arrivava con il cambio turno la mia ostetrica Lodovica che pensava fosse tutto quasi già fatto è invece mi ha aiutato a fare tutto.
Due anni fa, tra tre ore, Simone tagliava il cordone ombelicale che non era tanto sicuro di voler tagliare, io prendevo in braccio una piccola pera per nulla scossa da tutto questo trambusto e la battezzavo come piccolo essere a sé stante.
Due anni fa, pochi minuti dopo, cercavo mia mamma preoccupata, che ci aspettava insieme agli altri fuori dalla sala parto nonostante avesse da poco fatto la chemio, e che mi ha donato tutto l’amore che poteva.
Due anni fa, stasera, mi sono mangiata un panino col salume dopo nove mesi di astinenza.

Buon secondo compleanno piccola Camilla, sono passati solo due anni e sembrano un’eternità! 
Auguri!

Di quando rimani incinta e il 90% degli amici sparisce

31 Ago

Mamma mia, quanta verità. Viviamo in un’epoca egoista. Se prima la comunità era formata da una famiglia numerosa di mamme figli, sorelle e fratelli, zii e nonni che vivevano tutti sotto lo stesso tetto e aiutavano la primipara a vivere decentemente, lavarsi, fare le cose (e allo stesso tempo il bambino veniva educato da una comunità) adesso che il nucleo famigliare si è ristretto tendiamo a farci aiutare da chi è sempre stato al nostro fianco, gli amici. Ma purtroppo se non hai figli le priorità sono altre… Per gli “amici” il tempo che abbiamo a disposizione è sempre lo stesso, i problemi sono gli stessi, i tempi di noia esistono ancora e possiamo permetterci di restare a letto se la mattina non stiamo bene. Ma cazzo. Davvero mi chiedo cosa passa per la testa di questi benedetti amici che non hanno mai soldi per la benzina per venire a trovarti a casa e poi bevono in pub a 50 km da casa loro. Così io ho imparato che non posso fidarmi di nessuno, che anche se chiedo aiuto le persone non accorrono. Si lamentano di non vedere crescer mia figlia e poi non passano a trovarla, ho arrancato e rincorso amici che non si sono degnati di scendere dal portone di casa quando citofonavo con la bambina ancora in culla perché mi mancava un briciolo di normalità, una chiacchera che non fosse incentrata su seno-latte-nanna. Ma certe persone non sono fatte per essere lì. Sono solo barriera.
Ma sai cosa ho imparato, anche?
Che certe mamme amiche sono er mejo 🙂 Una di queste è la Sam e io rebloggo il suo post, così perfetto com’è.

SlowMom

Non ho mai capito se questo è un fenomeno diffuso o se è capitato solo a me ma stasera mi girano le palle (si può dire? Beh ormai…) e riflettevo su questa spina nel fianco.
In generale nella mia vita non sono stata granché “fortunata” con le amicizie. Forse non so essere una buona amica, forse non ho incontrato le persone giuste, forse semplicemente è normale perdere per strada qualcuno, fatto sta che non ho molti amici.
Ci sono quelli che appena hai uno straccio di uomo per le mani, che non sembra un coglione e loro sono single, ti chiamano ogni 10 minuti per organizzare qualunque tipo di attività che 3 mesi prima nemmeno si sognavano e se per 2 volte di fila gli dici che avresti già un impegno, ti propinano il “ecco lo sapevo, sei una palla, basi la tua vita su un uomo, complimenti per la…

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Video

Come si vedono le mamme? E i figli cosa pensano di loro?

7 Nov

La mia amica francesca  mi ha fatto vedere questo bellissimo video (postato dall’huffington post) sull’identità delle mamme, sull’autoconsapevolezza che hanno di loro stesse. Gli intervistatori hanno chiesto loro di descriversi, di descrivere le loro caratteristiche principali quali mamme.

Poi gli autori del progetto hanno intervistato i figli delle stesse mamme facendogli la stessa domanda: quali sono le caratteristiche della tua mamma? Inutile dire che il giudizio è completamente differente (e positivo).

Ve lo lascio guardare, dura solo tre minuti e ne vale davvero la pena:

Io ho iniziato a piangere al minuto 1.03 e al minuto 2.00 ero una valle di lacrime. Camilla lo guardava con me. All’inizio ha salutato le “a-tata” che c’erano sullo schermo, poi mi ha visto piangere ed ha applaudito.  Che figlia piena di umorismo che ho. 🙂

se volete leggere l’articolo originale ve lo linko qui.

Gelato

4 Lug

oggi ho dato il gelato a Camilla. Le avevo già dato dei piccoli assaggini di frutta, un po’ di panna. Oggi però c’è stato l’assaggio definitivo: stavo mangiando direttamente dalla vaschetta (perché sapete bene che il gelato sfuso si può mangiare o direttamente nella cialda con panna, dal gelataio, con la panna montata all’interno del cono, o a casa nella vaschetta da 1 chilo, con il cucchiaino che affonda tra un gusto e l’altro sbavacchiandoli tutti di saliva).

Quindi mangiavo, chiaccheravo con simo che lavava i piatti (santo subito) e ogni tanto facevo assaggiare un po’ di questo e di quello alla cami: kiwi, pompelmo, un po’ di panna, spirulì (fatto con alga spirulina piena di super menate salutari). Ad un certo punto, al mio turno, mi carico il cucchiaino di cioccolato fondente, dico qualcosa a simone… e lo avvicino distrattamente alla bocca della cami.  Solo quando mi sono voltata per guardarla mi sono accorta con orrore che se lo stava biascicando tutto! Le ho dato il cioccolato senza pensarci! La distrazione gioca brutti scherzi 😦

Lei non ha fatto una piega, nel senso che da un lato il gelato lo mangia senza arte ne parte, non lo brama e non lo nega quando glielo si dà; dall’altra allergia non glien’è venuta fuori, quindi son contenta.

Camilla mangia la pastina

Per rimediare al danno stasera ha mangiato i fusilli al sugo rosso di tonno e quelli sì che le  sono piaciuti!  Questa cosa del mangiare le cose “dei grandi” è una figata, mangia di tutto o a tocchetti come le verdure grandi, o spezzettato come il prosciutto o gli spaghetti, o intero e poi se lo gestisce lei tipo fusilli o frutta tipo albicocca o pesca. ovviamente le cose che mangiamo sono più saporite e vrie e quindi gode di più nel mangiarle, però secondo noi conta molto il fatto che 1) mangia le cose che vede mangiare a noi (e quindi bisogna mangiare molta frutta e verdura) 2) mangia autonomamente con le sue manine -che prendono i pezzetti di cibo a rallentatore ma con una precisione tale che pensi dovrebbe fare il chirurgo da grande- il che le dà molta soddisfazione e autostima. che poi, ha ragione, noi non godiamo di più quando ci mangiamo la costina con le mai sbrodolandoci tutti? 😀

i libri da leggere assolutamente in gravidanza e nei primi mesi di vita del neonato

10 Mag

Siccome quando sono rimasta incinta molte amiche, colleghe e conoscenti hanno fatto il salto di qualità con me o dopo di me, e siccome tutte mi hanno chiesto aiuto/informazioni/consigli/letture di puericultura, faccio una breve lista dei libri che ho letto e che mi sono stati fondamentali per affrontare il mio viaggio da gravida, da partoriente e da mamma in serenità.

AGGIORNAMENTO al 2017: Premetto che per ogni mamma esiste un miglior libro sulla gravidanza, perché ogni neo mamma ha bisogno di informarsi su aspetti diversi: io ho cercato di raccogliere i libri da leggere più significativi e interessanti!

(nota bene: i consigli di parenti, mamme, nonni, e suocere in primis, sono stati assolutamente INUTILI 😀 )

Il migliore libro per la gravidanza

libri da leggere per prepararsi al primo anno di vita con il neonato (questo è il mio ex pancione!)

Il mio libro-bibbia per la gravidanza è stato “La tua gravidanza di settimana in settimana. Dal concepimento alla nascita” di Lesley Regan. Qui c’è tutto quello che devi sapere! è spiegato molto dettagliatamente cosa succede al tuo corpo, al corpo del bambino mentre cresce giorno dopo giorno dentro di te,  cosa devi fare per prenderti cura di te e del bimbo, i cambiamenti fisici ed emotivi, come partorire. Ci sono moltissime note medico-scientifiche da sapere per il parto -la rubrica che mi ha colpito di più è stata “come fare per partorire da soli in emergenza”) e anche delle informazioni burocratiche. Ora c’è anche una versione simile, di un’autrice italiana, con il contributo di ginecologi, ostetriche e pediatri (se cliccate sul link e poi sulla copertina del libro potete anche leggere un estratto del libro).

Poi appena è nata Camilla ho preso un libro suddiviso in settimane come quello della gravidanza, però  incentrato sui neonati. Si chiama “La cura del bambino settimana per settimana” di Alison Macknochie. E’ il miglior libro sui neonati che ho trovato in circolazione, anche perché ti permette di sapere quali sono i progressi che un bebé raggiunge sul piano fisico, neurologico, psicologico, emotivo da una settimana all’altra, mentre gli altri libri sono più generici. Insomma una guida a 360° che tiene tranquille le neomamme più ansiose. Ci sono pagine che raccontano malattie, allattamento, dentizione etc., e anche molti specchietti che si chiamano “guida si sopravvivenza per genitori” utili per spiegare al partner come ci si sente in questo periodo pieno di emozioni!
Purtroppo questa versione non è più disponibile ma ho trovato il suo degno sostituto: “Lo sviluppo del mio bambino. Potenziare le capacità cognitive, fisiche ed emozionali“. Questo libro per le neomamme ha la copertina flessibile e racconta tutte le principali tappe dello sviluppo del neonato, con giochi e attività per aiutare il bambino a comunicare e socializzare, ad acquisire i movimenti, la destrezza e stimolare l’intelligenza dai 2 mesi fino ai primi 2 anni di vita.

Poi consiglio a tutte –ma proprio tutte– di comprare, fotocopiare, farsi prestare “Il linguaggio segreto dei neonati” di Tracy Hogg (su amazon c’è anche la versione kindle). Chi ha una cultura base di psicologia sa che i bambini hanno bisogno di routine; io non lo sapevo e leggere il libro della Hogg per me è stato illuminante: mi ha insegnato a dare un ritmo quotidiano a Camilla e a scandire i tempi del neonato insieme ai miei, in modo da essere più tranquille entrambe. E’ stata veramente una manna dal cielo perché eravamo spaventati all’idea di non saperla crescere bene, invece una delle prime cose che abbiamo letto è stata quella di ascoltare il neonato: non farsi prendere dal panico e ascoltare quello di cui ha bisogno, che si capisce dai ritmi che si sono presi. Beh la Camilla è raro che pianga, e lo fa quando è al limite, al 80% dei casi quando è stanca e non la lasciano dormire 🙂 (L’autrice poi ha fatto anche “Il linguaggio segreto dei bambini. 1-3 anni” che serve quando i neonati diventano bambini, io l’ho comprato verso i sette mesi di Cami ma c’è ancora tempo per leggerlo :P). Recentemente è uscito anche il terzo è ultimo libro della Hogg, si chiama “Il tuo bambino: tutte le risposte. Dalla nascita ai tre anni” io l’ho letto e riassume praticamente i fondamentali dei due libri destritti qui sopra, con un’attenzione particolare, però, a tutti quei comportamenti nuovi dei bambini con cui dobbiamo fare i conti (svezzamento, vasino, pappa, nanna, gioco…) con le spiegazioni del metodo più efficiente per riuscire a stabilire una routine pratica per tutti dove il bambino si sente grande e felice. Forse il meno utile dei tre 🙂

Penultimo ma non meno importante, ho trovato un pdf gratuito sull’allattamento, che mi ha salvato la vita quando a casa non mi era ancora arrivata la montata lattea e il pediatra dell’ospedale mi aveva detto di “dare assolutamente la giunta artificiale a tutti i pasti” che in pratica vuol dire non fare mai abituare il neonato a succhiare e quindi la montata lattea non arriverà mai e il bambino si nutrirà solo di latte artificiale (aggiungo: brutti incapaci). Ora non riesco a trovare il pdf  preciso che avevo scaricato, ma ne ho trovati altri due molto validi (i link portano direttamente allo scaricamento del pdf): ABC dell’allattamento al seno, simile a quello che ho letto io, preso da qui e guida pdf all’allattamento al seno.

Infine, quando i neonati crescono iniziano ad aver bisogno di stimoli, che devono essere adatti alla loro età. Molte amiche mi hanno chiesto “come faccio giocare il mio neonato di 1 – 2 – 3 – 4 mesi?” eh, che domanda difficile! Non siamo più abituati ad essere creativi ma ci affidiamo solamente ai giocattoli comprati al megastore. Però c’è una soluzione: una mia amica mi ha regalato un libro utile e ricco di spunti, si chiama “60 attività Mntessori per il mio bebè” e ci sono giochi, esperienze anche con oggetti comuni che si trovano in casa che però non ci vengono mai in mente per fare divertire il nostro bimbo. Il libro è suddiviso per giochi per fascia di età, 3/6/9/12 mesi,  ma molte delle idee prese in una fascia di età io le ho usate nella fascia di età dopo, perché mi sembravano giochi un po’ precoci. Bisogna vedere più che altro le reazioni del nostro cucciolo! Per i bimbi più grandi invece ci sono i libri di attività e autoproduzione, a me ha incuriosito molto questo e in generale tutti i libri che insegnano a fare e creare, per giocare insieme a Camilla e costruire usando la fantasia e l’ingegno. E poi ci siamo innamorate dei libri con gli stikers, utilissimi in vacanza!

Ovviamente durante la gravidanza ho letto anche dei romanzi, giusto per intrattenermi un po’. Il più bello e romantico me l’ha regalato la mia amica Federica, si chiama “Il profumo del pane alla lavanda” ed è una storia di amore stupenda, intrisa di un pizzico di magia, quella magia che solo chi si mette ai fornelli e cucina con amore riesce a capire. Mi è piaciuto così tanto che lo leggevo piano piano, e quando è nata Camilla lo leggevo ad alta voce per farla addormentare!

Quando è nata Camilla, avevo paura di romperla. Era fortissima ma anche molto fragile e io non sapevo cosa fare per farla stare bene, oltre a darle da mangiare e riempirla di baci. I primi giorni di vita da mamma si hanno un sacco di dubbi, e spesso il pediatra non è sempre disponibile per rispondere alle tue telefonate per aiutarci. Mi ha aiutato molto il libro “4 chiacchiere col pediatra. Una risposta a tutte le domande che non avete osato fare“. Mi ha dato serenità quando non potevo chiamare la dottoressa. (sul link trovate anche un estratto di un capitolo da leggere).

Qui invece trovate una lista dei libri da leggere ai bimbi più grandi, da uno a due anni (ma i libri non hanno età).

E voi: neomamme e quasi mamme, che libri state leggendo? Vi sono utili?
Che libri state cercando? A voi la parola 🙂

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Cacca

4 Apr

Deboli di stomaco: non leggete

Capisci di avere visto metà delle cose che un umano deve vedere al mondo quando tua figlia o tuo figlio) inizia a scagazzarti nel lavandino mentre tu innocuamente la stai sciacquando sotto l’acqua tiepida per toglierle il velo di pipì che è rimasto cambiando il pannolino.

e se riesci a sopportare tutto questo senza lanciare tuo figlio per aria, o senza mollare la presa facendolo cadere nel lavandino, ma sopratutto senza vomitare, allora sei un vero genitore.

N.B.: ho faticato non poco per concentrarmi, passare il sacchetto di pere al papà e ricompormi. ma ce l’ho fatta.  Il prossimo passo sarà il vomito a spruzzo durante la prossima influenza invernale, lo so.

sei mesi

25 Mar

Dovevo scrivere dei vaccini, delle prime paroline, delle pernacchie, di Roma, dei primi sollevamenti di sederini, della grandezza di questa piccola cipollina al 90% percentile di lunghezza, del lavoro che non ho voglia di fare.. e intanto siamo già arrivate a sei mesi.

Sei mesi di vita e questa mi fa le pernacchie. O come oggi, mi fa lo pterodattilo. e io le annuisco facendo finta di capire cosa mi vuole dire. Sei mesi da mamma, con le mie assolute incertezze: “dai facciamole il bagno. no aspetta si stropiccia gli occhi. E’ stanca. Sì è stanca. Ma mi guarda con le biglie… Ok diamole la pera, è sicuramente fame questa.” Riuscendo sempre però a capire di cosa ha bisogno al momento giusto, l’istinto -che non è istinto materno e bla bla, la conosco e questo mi basta per capirla- ce l’ho e vado orgogliosa di questo.

Ciao cipollina agrodolce, buon sesto complemese!

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prima: l’attesa; durante: il parto. E il dopo? Verrà dopo

9 Dic

Attenzione, questo è un post lungo: dotatevi di connessione veloce e molta pazienza

E così, come dice Elli, devo aggiornavi un pochino su tutto quello che è successo. Sono passati due mesi e più ed è l’ora di ricordarsi momenti che poi andranno perduti nella memoria.

L’attesa

Nei due mesi prima del parto rimandavo sempre la scrittura di post, ero talmente presa dall’organizzazione della casa nuova, dal lavoro e dai giri burocratici che non riuscivo neanche a pensare a cosa scrivere. E poi, in effetti, che cosa avrei potuto scrivere? Della mia incapacità cronica di riuscire anche solamente a immaginare dei mobili imbullonati al muro senza scoppiare in lacrime isteriche? O dei miei ormoni ballerini che mi facevano rifare il letto in maniera maniacale almeno 3 volte al giorno e senza l’aiuto di nessuno (sempre per evitare gli isterismi)?

Insomma sono cose che dovevo affrontare da sola, accanto al mio compagno e a delle amiche speciali di un clan segreto, e una sorella acquisita, che mi ascoltavano durante le mie lamentosissime chat piene di paranoia. Ne siamo usciti vivi con buoni risultati, direi.

Siamo arrivati a pelo con l’organizzazione dell’Angolo di Camilla giusto in tempo per il travaglio. Quella stordita del negozio di articoli per l’infanzia di San Secondo ci ha messo 3 settimane per farci arrivare il passeggino, e avevo l’ansia di dover portare a casa la Milla in braccio sprovvista di ovetto e culla e continuavo a dire “appena arriva partorisco, appena arriva lo sento mi arrivano le contrazioni”. Simo è stato mezza giornata con la ragazza del negozio, ci hanno recapitato il passeggino a casa e il giorno dopo… mi si sono rotte le acque. 😀

Il parto

Sabato 22 settembre, con un nuovo passeggino in casa, mi sveglio, mi siedo sul bordo del letto, alzo un piede per infilarmi le calze antiscivolo, e mi si rompono le acque. Un dramma. Un dramma perché avevo solo le contrazioni preparatorie, niente di così doloroso. Ho fatto la valigia della bimba (si, ok, sono una ritardataria) e siamo partiti per l’ospedale di Vaio, a Fidenza.

Devo aprire una parentesi per complimentarmi con la struttura e soprattutto con chi lavora lì dentro. Il parto è un momento così delicato della propria vita che bisogna veramente essere trattati con rispetto. Le ostetriche che mi hanno seguito, Lodovica ed Eleonora, hanno capito chi ero e come dovevo essere incoraggiata in tutta la fase del travaglio. Sono state presenti, affettuose, decise. Mi hanno tenuto la mano, sono state in silenzio, mi hanno parlato nei momenti opportuni. Hanno ascoltato le nostre richieste e il loro lavoro è stato professionale, attento e preciso. E poi tutto il personale è stato attento durante i mei quattro giorni di degenza. Se qualcuno deve partorire in provincia di Parma, io consiglio l’ospedale di Vaio 🙂

Tornando a noi, mi si sono rotte le acque e siamo partiti in fretta per l’ospedale: là mi hanno registrato, chiesto il nome della bimba (ma non si può più fare quella cosa di aspettare di vederla in viso per scegliere il nome?) e fatto un sacco di tracciati. Siccome non avevo contrazioni utili, abbiamo concordato con l’ostetrica di indurre le contrazioni con l’ossitocina la mattina seguente. Il fatto di essere stata ricoverata un giorno prima senza dolore, con la calma di ambientarmi in quel luogo e prendere familiarità con le persone mi ha reso più tranquilla.

Il giorno dopo mi svegliano verso le sei, faccio un tracciato e intanto chiamo Simo per farlo venire in ospedale (non lo lasciavano dormire lì!). Arriva, mi mettono il cateterino nel braccio e iniziamo con l’ossitocina.

Da lì i miei ricordi variano da un “vividissimo” a un “non me lo ricordo per neinte”. Ho ben chiara l’immagine di mio papà che arriva per il corridoio e io che da lontano gli faccio il gesto di andare via mentre vengo pervasa da una contrazione; mi ricordo i parenti della mia compagna di stanza che aveva già partorito che mi si avvicinavano e gridavano “auguri! auguri!” mentre avevo le contrazioni. Ricordo la folle voglia di ucciderli tutti. Ricordo l’immagine di questa enorme sedia in sala parto in cui ti potevi perfino mettere a testa in giù e il mio terrore di muovermi, cambiare posizione, sentire il dolore in attesa del travaglio attivo. Ricordo il momento di panico e più brutto della giornata in cui non sopportavo più il dolore e l’unica posizione in cui ero messa meglio era in piedi, rinfrescandomi con il banco di marmo del bancone delle ostetriche e guardando il paesaggio fuori dalla finestra. Ricordo la felicità di vedere la mia ostetrica preferita arrivare per il cambio turno, proprio quando dovevo incominciare a spingere. Ricordo il tempo dilatarsi (scusate il gioco di parole) e quel maledetto orologio di fronte alla mia faccia che non ne voleva sapere di andare avanti mentre io spingevo e spingevo e la Camilla non si muoveva di un millimetro! Ricordo la paura di non riuscire a farla uscire, il non saper  come fare, il non saper come muovermi. Ricordo il cd di musica mista che avevano messo su per distrarmi e quell’angosciante canzoncina da circo. Come se partorire fosse una cosa divertente, no? Ricordo simone amorevole e silenzioso, vicino a me in ogni secondo di quella giornata, le sue mani che stringevano le mie o per lo più mi sorreggevano tra uno sforzo e l’altro.

E poi, ad un certo punto, sento un dolore fortissimo; vedo che l’ostetrica volontaria si mette il camice e i guanti, prepara il vassoio con gli stumenti chirurgici e io mi preparo al peggio; invece eccola lì la piccola Camilla che nasce, con i suoi vagiti del primo respiro, in braccio a me con quegli occhioni scuri, tranquilla, bianca, appiccicosa e fiduciosa. E’ lei. Papà taglia il suo scivoloso cordone ombelicale: sta diventando una persona a sè stante. unica, nuova; Benvenuta Camilla.

la mano di Camilla e del suo papà

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