Guardare avanti

23 Nov

Questa estate ho aggiornato lo smartphone. Con leggerezza, ho premuto il tasto “aggiorna” e ho aspettato che la rotellina nel cuoricino del mio Android finisse di lavorare. Quando il telefono si è riavviato, è successo un disastro.

Nell’aggiornamento da Kit-Kat a Lollipop il nome della periferica dove la macchina fotografica salva le foto è cambiato. E’ cambiato, e la perifeica è scomparsa. La cartella “immagini” conteneva le foto caricate su whatsapp, facebook, dropbox, instagram. Della cartella “DCIM” solo uno spazio enorme, vuoto, un riquadro nero con l’icona di una polaroid rotta, stracciata a metà. Sotto, il contatore indicava lo zero. Zero foto. 0. Non c’erano più.

Ho provato a cercare sul sito  web di Aranzulla, ho chiesto ai miei colleghi e contatti smanettoni… Ho persino pianto una settimana, ma neanche questo è servito per resuscitare le mie fotografie. Avevo rimandato da tempo la sincronizzazione con dropbox, e dentro il telefono avevo i ricordi di un anno:  i traguardi di Camilla, i video pieni di risate, le vacanze al mare fatte un mese prima. Avevo i ricordi più belli di quel periodo buio che stavo lasciando alle spalle e li avevo involontariamente cancellati.

Famiglia Righini - Maccione in vacanza al mare a Cervia - dillo alla mamma

Famiglia e amici mi hanno mandato le foto che avevo condiviso con loro su whatsapp, e piano piano ho dimenticato il fastidio e lo sconforto di aver perso pezzi di vita per uno sbaglio da leggerezza. (Ma forse proprio dimenticato no, visto che a novembre ne parlo ancora).

Poi mi sono accorta, ascoltando il mio cuore, che avevo un disperato bisogno di fissare le cose serene di quel periodo per ricordarmi che di bello c’è davvero qualcosa nel mondo, e nella mia vita. Guardavo indietro, guardavo le espressioni buffe della Cami e i nostri baci dolci e mi davo forza per sapere che esistevamo ancora, nonostante tutto.

maglietta estiva bianca a pois neri kiabi - dillo alla mamma

Era arrivato un pacco. Un pacco che ho perso e ritrovato, un regalo di Kiabi. Dentro c’erano tanti vestitini per Camilla, un po’ estivi, che ho usato nelle giornate più calde di fine estate, poco prima di perdere i dati del telefono, altri più pesanti che uso ancora in questo autunno inoltrato in cui avvolte nei nostri maglioni o a casa di amici ci fingiamo lucertole che bramano gli ultimi raggi di sole.

i regali di Kiabi - post sponsorizzato dillo alla mamma

Quando è arrivato il regalo ho aspettato tanto per fare delle foto: ho aspettato casa nostra, ho aspettato il silenzio, ho aspettato il momento giusto, ho rimandato; ho perso poi le foto, ho perso i vestiti durante il trasloco.

gonna di jeans a ruot con dettaglio dela cinturina in camoscio kiabi - dillo alla mamma

Son passati  mesi in cui ho lavorato molto su di me; sono una persona nostalgica, guardo sempre congli occhi lucidi il passato, quello che è stato, quello che sarebbe successo se… Ma ho deciso di lavorare sul presente. Sul qui e ora, come un teatro; osservare i gesti di Camilla mentre beve un succo o fa le smorfie quando è arrabbiata; di non scappare per poi rincorrere quel momento salvato su un dispositivo del telefono.

Maglietta mademoiselle rosa e nera Kiabi - dillo alla mamma

Questo vale anche per me, come persona. Basta dirmi “non ho tempo” o “sarebbe bello se potessi fare…” per essere felice ho bisogno di fare quello che mi rende felice, adesso, qui e ora. E di qui, in avanti. E così tra le altre cose mi sono iscritta ad un corso di improvvisazione teatrale… Comico! Dopo tanti anni di melodrammaticità ho deciso perfino di allenare il lato simpatico di me stessa 🙂

Non possiamo più essere quelli che eravamo, o pretendere che le persone attorno a noi rimangano quelle di cui ci siamo innamorate; possiamo se vogliamo guardare avanti insieme, crescere, e trovare un passo comune, un ritmo per comunicare mentre ci muoviamo e non perdere mai il suono dell’altro, anche se più o meno lontano.

Grazie a Kiabi per la riflessione che mi ha regalato con questa (dis)avventura, si cresce sempre.

E tu hai mai cambiato mai prospettiva, o punto di vista, dopo una disavventura?

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5 Risposte to “Guardare avanti”

  1. La mamma di Piedona 23 novembre 2015 a 14:23 #

    Leggendo il tuo post, mi è scesa la lacrimuccia. Sai, io guardo sempre avanti e poco indietro. Anche questo non è bene. Perché siamo chi siamo da quel che abbiamo passato, vissuto, visto, sbagliato e quant’altro. Ci vorrebbe equilibrio anche tra i ricordi di una vita e la prospettiva del futuro.
    E cmq un bel back up ogni 3 mesi aiuta 😉
    Un abbraccio.

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    • Marty - Dilloallamamma 23 novembre 2015 a 14:31 #

      É vero, l’equilibrio aiuta sempre… non sono mai stata molto brava a stare sul filo però 😀 ci possiamo provare sempre! Soprattutto te che fai il backup! ^.^ (ma ora lo faccio pure io, promesso)

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  2. yliharma 24 novembre 2015 a 15:03 #

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  3. Laura 27 novembre 2015 a 14:35 #

    l passato fa pate di noi, ed è grazie alle esperienze passate che cresciamo e sappiamo affrontare meglio il futuro. A me piace ricordarlo ma cerco di orientarmi e pensare sempre verso il futuro con occhi curiosi e speranzosi anche se ricordare e passare una serata nostalgica a guardare le foto è bello.

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