la vita è come il monopoli: piena di caselle imprevisti e probabilità

12 Mag
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Quando Forrest Gump diceva che la vita è come una scatola di cioccolatini, una volta ci credevo. Ultimamente però la mia visione delle similitudini è leggermente cambiata. La vita non è affatto una scatola di cioccolatini. Il cioccolatino, anzi, qualsiasi tipologia di cioccolatino tu estragga dala scatola, anche il più schifoso -tipo quello bicolore, o quello al rhum, ne vogliamo parlare?- avrà sempre quel corpo succulento di cacao da farti girare la testa, e il retrogusto sarà sempre dolciastro e appagante. Ti farà comunque rilasciare serotonina, e anche se rimarrai deluso dal sapore sarai comunque soddisfatto più di quanto tu possa immaginare. Insomma il cioccolato ha sempre i suoi lati positivi, nonostante tutto.
Ma la vita non è così, la vita è come il monopoli. E’ molto romantico basare tutta un esistenza sul trattato di una citazione di un film ma ora voglio smontarla. Sì, basta buonismo, ingenuità, sorrisi regalati in favore di un karma migliore che mai arriverà. Perché a volte dalla scatola escono delle robe talmente estemporanee, talmente viscide, disgustose, ma anche sbalorditive e imbarazzanti, che fai fatica a chiamarli cioccolatini, quelli.
Avrei un nome preciso per nominarle, provate a indovinare.
Sono arrivata a questa conclusione mesi fa, mentre rientravo da una passeggiata con Cami. Era una settimana un po’ particolare, piena di rotture di maroni, per dirla franca. Ma quella mattina ho raggiunto il culmine incontrando mio zio. Mio zio è un uomo che non vedo da circa 12 anni. Ero piccola qando ha preso le distanze della famiglia e non mi sono mai preoccupata di chiedergli perché non volesse più vedere nessuno -in fondo l’adulto era lui- e ho continuato a vivere la mia vita. Casualmente prima della nascita di Camilla mi trasferisco nella stessa cittadina di provincia dove abita lui. Mai visto e sentito. Quel giorno, però, uscendo di casa ad un orario insolito e facendo un percorso alternativo, sono incappata nella casella degli “imprevisti”. Ho pescato la carta come rito vuole e toh, chi mi trovo di fronte? Mio zio. Ma tu guarda. Ma com’è invecchiato, mi son detta. L’imprevisto mi guarda, poi distoglie lo sguardo. Penso che non mi ha riconosciuto, poi lo fa di nuovo, più da vicino, perché intanto avanzavo di casella. Ma lo fa apposta? Però ho deciso di usare una carta probabilità che tenevo lì, per i momenti di azzardo. Quante probabilità ci sono che se continuo a camminare, lui fa finta di niente e continua la sua strada? Tante, tantissime. Avrei dovuto usare quella carta. E invece l’ho rimessa in tasca e ho tirato fuori la maledetta scatola di cioccolatini, e mentre ne tiravo fuori uno di quelli quadrati ricoperti da glassa di cioccolato bianco, pensavo “se continuassi a guardarlo e poi gli sorridessi, cosa succederebbe?” Ho azzardato, ho addentato il cioccoaltino e mio zio si è fermato a salutarmi.

Quello che è successo dopo non l’ho capito bene. Io ho servito sul piatto d’argento tutta la mia ingenuità. Mio zio se l’è presa, ne ha mangiato tutta la polpa, ha ciucciato le ossicina e ha lasciato lì gli avanzi. Sì perché in tre secondi netti infatti mio zio è riuscito a dire, senza che io proferissi parola di risposta, che: lui sta male, lui ha sclerosi multipla, mia mamma sta male, mia mamma sta morendo, mia mamma non lo chiama mai, i miei nonni (morti) si sono comportati male, mio nonno andava a donne, mio nonno sperperava i soldi, lui ha fato invece la cosa giusta allontanandosi da tutti.

L’irritazione in quel momento è salita alle stelle, e ho pensato “quante probabilità ci sono che se inizio a parlare l’unica cosa che riuscirai a fare dopo sarà piangere e scappare via con la coda tra le gambe?” Ma sono comunque rimasta zitta. E con una scusa qualsiasi me ne sono andata prima che importunasse mia figlia con inutili vezzeggiativi.

I cioccolatini, metaforicamente parlando, nella vita non esistono. Non ci sarà mai qualcosa di buono negli incontri di questo tipo. È vero che non sai mai quello che ti capita, ma non sarà mai speciale, delicato e gustoso come un buon cioccolatino. La vita è come il monopoli. Scansa le caselle con le case degli altri giocatori, tratta per avere tutte le stazioni -comode vie di fuga. Arriveranno le carte impevisto, e saranno solo rotture di palle astronomiche: ti si romperanno i tubi dell’acqua, arriverà un conguaglio del gas da 200 euro, tua mamma si ammalerà di tumore e tu diventerai stronza. Con qualche carta probabilita, forse ci si salterà fuori: magari una piccola vincita con il gratta e vinci ogni tanto, un aumento al lavoro… qualche birra con gli amici. Ma non sperare nella tua scatola di cioccolatini, non farà altro che aumentare glicemia e reflusso gastrico.
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5 Risposte to “la vita è come il monopoli: piena di caselle imprevisti e probabilità”

  1. Madonna Eloisa 12 maggio 2014 a 17:33 #

    La scatola dei cioccolatini è un impegno che fai con te stessa e con chi ami: dedicare un momento speciale, anche magari sbagliato (quello al rhum), ma fatto per amore.
    La carta probabilità va usata, perché non sai mai cosa ti capiti e a volte si vince, a volte si perde.
    Io ti suggerirei di far fare a Camilla una nuova carta: la carta “rispetto”. Si usa tutte le volte in cui gli altri vogliono prevaricarti e farti male senza motivo per egoismo e menefreghismo. E’ come uno Stop, perché ognuno di noi ha i suoi problemi, ma non è rispettoso scaricare sugli altri le proprie negatività.

    Fra l’essere buona e fessa e l’essere stronza, c’è una via di mezzo che è il vivere con consapevolezza. E tu meriti di poterlo fare.
    Un abbraccio.
    Sara

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  2. bestiabionda 12 maggio 2014 a 17:48 #

    Però ci sono anche dei cioccolatini nella vita, no?
    Che so, io posso essere un cioccolatino di quelli con la nocciola dentro?

    [ti stringo fortissimo. sempre.]

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  3. mykoize 12 maggio 2014 a 18:27 #

    Sai qual è la cosa bella degli imprevisti? Che non sono necessariamente buoni o cattivi, sono solo mi-previsti. Tu – voi ragazze – per me eravate un imprevisto, uno di quelli buoni.
    No, la vita non è una scatola di cioccolatini: ma per fortuna a volte non è così malvagia.
    Tieni duro ❤

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  4. Ilaria 14 novembre 2014 a 13:36 #

    Concordo con te, però posso fare il tuo ferrero rocher?

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