Camilla e i noccioli di mandarino

2 Feb

Oggi abbiamo fatto uno splendido pasto a base di riso integrale con salmone e zucca rosolati in rosmarino, e per frutta Camilla ha scelto di mangiare un mandarino.

Io sono della scuola delle clementine (sebbene abbia adottato un mandarino molti anni fa): le sbuccio e dò lo spicchio intero alla Cami. Simone invece vuole i mandarini perché dice che ci sono più vitamine (e su questo interpello gli agricoltori-medici-nutrizionisti d’Italia perché io non ci credo!)

In ogni caso l’ultima spesa l’ha fatta Simo e in casa sono arrivati i mandarini malefici, con i loro semini. Per toglierli il papà ha tagliato ogni singolo spicchio a metà, snocciolato la fetta e messo sul vassoio lo spicchio sbudellato. Inutile dire che la prima cosa che Cami ha preso dal vassoio è stato un semino superstite, che è finito direttamente in bocca della mangiatrice-di-qualsiasi-cosa.

Ora, non c’è nessuna regola che vieta l’ingerimento di semini di mandarino: non son tossici e non succede niente se noi adulti li ingoiamo, figuriamoci al bambino. Ce li ritroveremo al massimo tali e quali al prossimo cambio pannolino.

D’istinto, però, abbiamo detto alla Camilla “sputa”. Ahi. Comando erogato. Non si poteva più tornare indietro. In questo caso cosa è successo? Abbiamo provato a salvaguardare la camilla da una possibile ingestione di semino di mandarino o qualsiasi altra cosa tossica e nociva che camilla avrebbe potuto mettersi in bocca. Cosa avremmo fatto se fosse stata una pila, o una cacca, o una biglia, o un tappo?

piccoli oggetti che i bambini possono ingerire

A questo punto avevamo già incitato Cami a sputare: “sputa, è un pericolo”. Se avessimo desistito lei avrebbe potuto sputare o ingoiare il nocciolo ma non avrebbe imparato ad eseguire lo sputo al nostro ordine in caso di pericolo; se ci fossimo spaventati o avessimo avuto reazioni eccessive lei avrebbe riso o cercato di replicare il momento per attirare l’attenzione: guai!

Allora dopo un paio di istanti -lunghi come le puntate in cui Holly portava il pallone  da un lato del campo da calcio all’altro- abbiamo deciso di continuare a dirle tranquillamente di sputare (mettendo una mano sotto il suo mento per far cadere il nocciolo) perché era una cosa che non si mangiava.

Risultato: dopo un rapido giro tra la lingua, le gengive e i premolari appena spuntati, la Cami ha fatto scivolare il semino in mano al papà. Vittoria!

Nel caso in cui un bambino rischia di soffocare ci sono le manovre di disostruzione da imparare assolutamente:

In sintesi, le regole che abbiamo imparato da quest’avventura sono:

  • prima regola del bravo genitore: se decidi una regola, falla rispettare da subito e sempre (altrimenti perderai di credibilità)
  • seconda regola del bravo genitore: sii sempre d’accordo con il tuo partner d’avventura davanti al bambino. Puoi sempre lanciarti i piatti quando il bimbo dorme
  • terza regola per il buon papà: compra le clementine (che son più buone)

Voi cosa ne pensate di noccioli e regole?

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4 Risposte to “Camilla e i noccioli di mandarino”

  1. simone 2 febbraio 2014 a 17:31 #

    Prima di tutto è andata bene. Poteva anche andare male e rifiutarsi. Il punto credo sia comunque far capire che siamo dalla stessa parte. Fin tanto che le chiedevo “da” con la mano sotto al mento lei si rifiutava di eseguire, perchè lei aveva preso una cosa dal tavolo del seggiolone e noi le abbiamo insegnato che si mangia solo quando si sta seduti sul seggiolone. Quindi, doveva essere buono, lei non aveva fatto niente di male e si meritava di assaggiarlo (in quello che io credo sia stato il suo “percorso mentale”). Quindi, mi diceva chiaramente “no” intanto che lo teneva in bocca.

    La cosa meravigliosa che è successa è che ha provato a masticarlo, ho visto chiaramente il suo occhiolino strizzarsi quando è uscito un po del gusto amaro del nocciolo di mandarino, questo ha fatto si che sputasse e capisse che era una cosa non buona.

    Il fatto di lasciarla masticare, è la cosa più importante e che ora possiamo permetterci di fare perchè durante gli 8 mesi passati ce ne siamo fregati alla grande degli inutili consigli dei nonni (es. “taglialo piu piccolo” o “no no toglilo dalla bocca si soffocherà” ecc.)

    Il mio concetto è semplice: siamo animali, il fatto di masticare è innato e fa parte di quello che siamo. Il fatto di mandar giù qualcosa di troppo grosso e rischiare di soffocare allo stesso modo è perfettamente naturale.

    Quello che non è naturale è la paura folle di un genitore ( o nonno) apprensivo, che non ti da il tempo di fare i tuoi esperimenti e ti ficca le dita in gola prima ancora che tu abbia capito cosa stava succedendo. L’unica cosa che si può associare a due dita in gola è : fastidio (se vi va bene!).

    Ora io non voglio che mia figlia provi fastidio mangiando, voglio che faccia i suoi esperimenti, voglio che si fidi di me, voglio che resti viva. come far tutte queste cose assieme? Semplicemente con lei, e non contro di lei.

    Anche a me è capitato di darle una cosa che non è riuscita a mandar giù, era un pezzo di cracker molto duro, che bagnato con la saliva le si è incastrato in gola. Quando è capitato ho capito dalle facce che stava facendo che era in difficoltà, ho sentito il rantolo di quando qualcuno si strozza e gliel’ho detto. “camilla, hai mandato giù una cosa grossa, ti stai strozzando, cerca di sputare” e le ho messo la mano davanti alla bocca (non dentro) fino a quando ha capito che doveva sputare fuori (la cosa che faccio sempre quando le chiedo di sputarmi qualcosa). Quella volta non ha funzionato, lei cercava di sputare ma proprio non riusciva. Allora l’ho presa dal seggiolone, l’ho messa a gattoni (la posizione più naturale per un bimbo di 9 mesi) e senza fare nessun tipo di manovra ha sputato da sola. Prima di fare qualsiasi manovra bisogna mettere il bimbo nelle condizioni di salvarsi da solo, altrimenti le manovre gli salveranno la vita MA gli impediranno di capire come farlo da solo la prossima volta.

    Visto che siamo animali, vorrei ricordare anche che qualsiasi animale che cammina a quattro zampe si può strozzare mangiando se lo mettiamo seduto come un essere umano.

    Detto questo, col nocciolo è capitato che lei ci ascoltasse perchè ha capito che era una cosa amara, non buona. Non credo abbia capito che era una cosa pericolosa, ma per questo credo ci sia ancora tempo, l’importante è che resti salda la fiducia in noi, che serve tutte le volte in cui non arriva la comprensione.

    • simone 2 febbraio 2014 a 17:46 #

      ah, dimenticavo. Quella volta che a me è andata bene, col cracker, subito dopo aver sputato la camilla aveva i lacrimoni, ma non del pianto, proprio i lacrimoni del vomito, l’ho guardata, le ho fatto una carezza e le ho chiesto se aveva fame. Non era spaventata era solo scossa. Allora l’ho rimessa nel seggiolone, ed abbiamo continuato a mangiare. Il fatto di minimizzare i traumi o meglio di dare ai traumi il minor spazio possibile, credo sia fondamentale. Ha capito che ci sono cose che vanno sputate, o masticate molto di più o chissà cos’altro. L’importante per me è non aver trasmesso la paura (fotonica) che ho vissuto. La mia paura deve strare dentro di me.

      Di solito un genitore apprensivo ingigantisce questi traumi e li fa diventare cose serie, interrompe il pasto, accelera il proprio battito cardiaco e diventa tutto rosso e spaventato. Il bambino guarda il genitore e capisce che è successo qualcosa di grave. E poi cosa impara? Niente. Tutti gli eccessi di manovre, colpi sulla schiena, strattoni cosa insegnano ai bambini? Che serve qualcuno che stia con loro il 100% del tempo altrimenti rischiano che succeda qualcosa di grave. Per questo credo che le manovre vadano evitate il più possibile, al loro posto deve essere presente un percorso di crescita di entrabi (bimbi e genitori) che ci vede affrontare le sfide della vita assieme.

      Io dalla storia del mandarino ho capito una cosa molto semplice. Siamo sull’orlo dei 16 mesi, e ormai comanda lei. Non le posso vietare qualcosa, non la posso obbligare a fare qualcosa. (ovvio che posso. ma il concetto è: non passerà inosservato). Quindi, capito che ormai lei pensa (e molto) e vive (moltissimo) le uniche cose che possiamo fare sono coinvolgerla e fare le cose assieme. Chiederle di aiutarci, mentre facciamo i nostri lavori in casa, lei viene sempre per collaborare. Serve trovare qualcosa che lei possa fare con noi mentre siamo occupati, e non “in nostra assenza”.

      Io credo che in questo senso, la scuola dell’auto-svezzamento sia stata decisiva e fondamentale, ma anche avere una grande mamma Marty è fondamentale il resto si vedrà ❤

      • yliharma 3 febbraio 2014 a 20:09 #

        e un papà così speciale non ce lo mettiamo? siete due genitori favolosi, Camilla è fortunatissima 🙂

  2. acquaragia 6 febbraio 2014 a 08:35 #

    Ciao! Ho nominato il tuo blog per il Liebster Award, per scoprire di cosa si tratta guarda qui http://mammaquasidecorosa.wordpress.com/2014/02/06/liebster-award-ovvero-questo-blog-non-e-male-piacetevelo/

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