mamme precarie: un articolo su glamour

7 Mag

Non volevo iniziare un post polemico sulla precarietà del lavoro e sull’angoscia di vivere sul chi va là economico, ma ho trovato questo bell’articolo su glamour cartaceo (su style.it trovate anche la sezione mamma) e volevo riassumerlo qui perchè ci sono un paio di link interessanti per chi si trova in difficoltà lavorativa nel periodo della maternità.

Precarietà dilagante:

Innanzitutto siamo tutte sulla stessa barca: chi ha 25, 30, 35, 40 anni. E’ la stessa solfa, contratti che scadono durante il congedo di maternità, precariati, co.co.pro. che non coprono nessuna spesa, lavoratrici autonome lasciate allo sbando. In questo caos si cerca di correre dall’INPS ai sindacati per capire come bisogna affrontare le burocrazie di questo periodo senza rimetterci la testa (o la casa) e intanto ci si preoccupa.

Quello che ho imparato per adesso:

Io personalmente ho scoperto soltanto che da co.co.pro. quale sono devo fare da sola la burocrazia per confermare il mio stato di gravidanza all’INPS (tutto online e senza guida che spiega il contenuto dei form da compilare) e se tutto va bene prenderò, per 5 mesi, l’80% dello stipendio ricevuto in azienda, calcolato su una media delle ultime tre buste paga ricevute prima di entrare in maternità. I 5 mesi sono i 2 antecedenti e i 3 postcedenti al parto, o uno antecedente e 4 postcedenti in caso di flessibilità in maternità (voi avete capito come richiedere la flessibilità e la maternità insieme? io no.)

Ho imparato che la flessibilità posso chederla solo alla fine del sesto mese, ma se mi succede qualcosa prima (tipo gravidanza a rischio) l’azienda non mi paga malattia o maternità anticipata.

papà che lavora con il marsupio

Ok, lui è un papà, ma il concetto è lo stesso: sarà poi così difficile incentivare il lavoro post maternità da casa? (Thank you Zelda)

La legge cosa dice?

Non mi sono informata molto su questo argomento, so solo che con la nuova legge sul lavoro dovrebbero aumentare i controlli sui licenziamenti fatti nei primi tre anni dalla nascita di un figlio, per evitare le dimissioni in bianco di una mamma.

So che per il primo periodo in cui la mamma rientra dopo la maternità, questa ha diritto ad un part-time di 6 ore lavorative (sempre che sia assunta), anche da dividersi durante la  giornata, per permetterle di allattare il/la bimbo/a. (questo non so quaanto è utile o  fattibile, solo per fare avanti e indietro da lavoro a casa ci si mette di media mezz’ora…). In alternativa si può chiedere, per la mamma o per il papà, l’astensione facoltativa dal lavoro. Non so però se questo vale anche per i lavoratori atipici.

Poi: anche il papà ha il congedo paternità retribuito al 100%,  sono tre giorni da usare (come fossero buoni sconto, mh?)  entro 5 mesi dalla data effettiva del parto. Alcune aziende la allungano anche ad una setttimana intera.

I siti che ci aiutano:

Glamour cita tre siti principali che possono aiutare le mamme, su internet ce ne sono centinaia, bisogna solo trovare quello che fa al caso nostro – e che non copi i contenuti da altri siti ;)

www.associazionebusinessmum.it: sito di mamme che lavorano; aiutano sia nel momento in cui c’è da trovare informazioni concrete da un commercialista, un avvocato, ecc, sia nel momento in cui si è in difficoltà con la propria azienda.

www.workingmothersitaly.com: tengono in contatto le mamme in carriera, aiutano spiegando le norme e i diritti che le neomamme devono conoscere. Anche loro hanno agevolazioni economiche per chi ha bisogno di consulenze legali legate al mondo del lavoro in rientro dalla maternietà (ma non solo).

www.mammaelavoro.it: Tengono corsi di formazione e aggiornamento per le donne che vogliono mantenersi attive su lato lavoro, inoltre hanno un rogramma di affiliazione per chi ha  un blog da mamma (voglio provare e vi tengo aggiornati!)

io consiglio anche, a lato, momsatwork.it, la prima agenzia di comunicazione pernsata direttamente per il target “mamme” (e ovviamente fondata da due mamme super in carriera!). E se siete del settore potete anche provare a mandare un CV, chissà.

Spero che questo articolo sia utile a qualcuno, ma se mi sono dimenticata qualcosa, i potete aiutare e aggiornare? Sapete qualcosa sulla burocrazia e gli iter che io ignoro? 🙂

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8 Risposte to “mamme precarie: un articolo su glamour”

  1. simone 8 maggio 2012 a 00:30 #

    è un po una jungla effettivamente. meno male che siamo in 2 anzi… ❤ TRE 🙂

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    • Marty 8 maggio 2012 a 00:36 #

      meno male che c’è quel 3 lì, và! se no sarebbe un marasma senza amore e senza pallino! ❤

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  2. Ilaria Ruiu 8 maggio 2012 a 16:46 #

    io la sto affrontando ora la burocrazia per la maternità e la flessibilità. Secondo te ci ho capito qualcosa?

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    • Marty 8 maggio 2012 a 16:56 #

      dalla tua ironia direi di no. Facciamo così, se scopro qualcosa te lo dico, ma tu fai altrettanto! (si copia come nei compiti in classe)

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      • Ilaria Ruiu 9 maggio 2012 a 10:36 #

        Io so che sono andata all’INPS, mi hanno dato una busta con un PIN segreto. Con quello, appena ho il certificato dove viene indicata dal medico la data presunta del parto, mi devo iscrivere al sito dell’INPS e fare la domanda di congedo per maternità ON LINE…Poi stampo la ricevuta e la porto all’INPS entro la fine del settimo mese insieme al certificato dell’ospedale che attesta che sto bene e che posso lavorare fino a tutto l’ottavo (questo per la flessibilità) e una dichiarazione del mio datore di lavoro che mi autorizza a lavorare (3 anni fa la mia collega non ha fatto tutte ste cose ) … Bohhh.

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        • Marty 9 maggio 2012 a 13:27 #

          anche io ho fatto lo stesso procedimento, solo che mi hanno detto, in ufficio: “richiedilo subito perché se stai male non sei coperta da noi”. allora ho iniziato il procedimento, ma quando richiedo il certificato di maternità, con la flessibilità (ovvero poter andare a lavorare fino all’ottavo mese) il sito dell’INPS mi calcola la maternità di soli 30 giorni, ovvero dall’inizio della maternità fino alla data presunta del parto. Ora, non so se sbaglio qualcosa, oppure se devo, per adesso, stampare quel modulo e poi quando partorirò (il mio pensiero principale andrà sicuramente all’INPS guarda) dovròò tornare sul sito e fare un altro certificato! Ho dei dubbi, e spero di riuscire a risolverli! 😦

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  3. wonderchiari 9 maggio 2012 a 12:19 #

    Che schifezza ragazzi. =(

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    • Marty 9 maggio 2012 a 13:28 #

      davvero! finiremo sotto un ponte!

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